Piaggio Aerospace, Ferraro e Chiriaco (RC): “eletti savonesi e liguri in Parlamento facciano il tutto per aiutare a sbloccare gli ordini”

Nella foto: Fabrizio Ferraro, Segretario Provinciale a Savona di Rifondazione Comunista

Savona / Roma. Rifondazione Comunista “schierandosi senza se e senza ma dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici” esprime grande preoccupazione per l’evolversi della vertenza Piaggio Aerospace e chiede che “i rappresentanti istituzionali e gli eletti savonesi e liguri in Parlamento facciano il tutto per aiutare a sbloccare gli ordini previsti in questi mesi”. «Ancora una volta il “governo del fare” dimostra quanto la grave crisi dell’industria nella provincia di Savona sia davvero tenuta in scarsa considerazione, e ciò che sta accadendo con Piaggio Aerospace conferma quella che ormai non è più un’impressione bensì una realtà acclarata» commentano Fabrizio Ferraro (Segretario Provinciale Rifondazione Comunista) e Marco Chiriaco (Resp. Prov. Lavoro PRC): «Il governo ha “fatto” solo delle gran promesse per salvare una delle eccellenze italiane e del savonese come Piaggio: con fondi in teoria già stanziati, ordini pronti e una serie infinita di incontri, il Ministero per lo Sviluppo Economico ha provato a sbloccare un’impasse che invece, mese dopo mese, continua a rimanere irrisolta nonostante da fine novembre l’azienda abbia fatto istanza di insolvenza al Tribunale fallimentare».

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«E tanto hanno fatto al Mise per questa vertenza che come imminente risultato dal primo maggio ci saranno più di mille lavoratori in cassa integrazione, di cui quasi 800 nella nostra provincia. Non bastavano la scelta sciagurata della proprietà di passare all’amministrazione straordinaria e le lungaggini burocratiche, i ripensamenti dell’Aeronautica sull’ordine dei droni e le meline dei funzionari ministeriali sull’acquisto della flotta dei P180. L’epilogo che si prefigura all’orizzonte, al netto degli auspici del commissario Nicastro, sarebbe davvero una mazzata terribile per una provincia già duramente colpita dalla crisi economica e occupazionale. Il governo pentaleghista ha ampiamente sottovalutato la vicenda in questi mesi, e quando si è invece accorto che la situazione stava scappando di mano è passato alla gestione degli annunci, sempre smentiti però dai continui rinvii. Non è più possibile procedere in questo modo, le false promesse non portano da nessuna parte» concludono Ferraro e Chiriaco.