Alassio, in Consiglio Comunale le delibere sulla Tari e sul Bilancio

Il Palazzo del Comune di Alassio

Alassio. Questa sera il Consiglio Comunale discute le delibere sulla Tari e sul Bilancio. Nel pomeriggio un incontro con i media e le associazioni di categoria ha voluto far luce sui tecnicismi che hanno condotto alla ridisegnazione e all’adeguamento dei coefficenti che determinano la Tari. “Ci siamo trovati nella necessità di legge – ha dichiarato l’Assessore al Bilancio, Patrizia Mordente – di rimodulare le tariffe e abbiamo optato per il sistema meno impattante possibile per la cittadinanza. Quello che infatti mi preme sottolineare è la valenza tecnica dell’impianto che andrà in discussione questa sera, e non politica. A tale scopo è stato dato un incarico esterno affinché fosse portata avanti un’analisi dello stato dell’arte e l’applicazione delle norme vigenti nel rispetto della legalità”

Presente all’incontro anche il Prof. Giulio Ferrari di GF Ambienti di Bologna, esperto del settore e consulente in tutto il Paese per quanto attiene le dinamiche delle normative in tema di rifiuti: “Sono essenzialmente due – ha spiegato lo stesso Giulio Ferrari ai presenti – le normative di riferimento per la determinazione delle tariffe: il DPR 158 del 1999 e la Legge 147 del 2013. Anche se il DPR può sembrare un po’ datato, in realtà è quello che fornisce precise indicazioni sulle modalità di calcolo laddove si specifica sostanzialmente che si paga nella misura in cui si inquina o si producono rifiuti. Negli anni sono poi state costruite banche dati con parametri di produzione dei rifiuti in base alle categorie nell’ottica di una tariffa equa, corretta e trasparente. Le categorie individuate sono riconducibili a sei per le utenze domestiche sulla base del numero di persone per nucleo famigliare, e 30 per quelle non domestiche”. “Alassio – prosegue il Prof. Ferrari – presentava un sistema datato e non equo rispetto alla produzione dei rifiuti. Abbiamo avviato un percorso di indagine e razionalizzazione dei rifiuti ricondotto al rapporto tra il coefficiente della categoria e i metri quadri dell’esercizio”. Le ricadute sulle utenze domestiche sono pressoché nulle, nell’ordine di 1 Euro all’anno; per altre situazioni si registrano variazioni che conducono a riduzione dei costi, piuttosto che ad aumenti. Se per esempio i bagni marini si sono visti applicare un coefficiente inferiore, sorte differente è incorsa ai bar e ristoranti, per cui, per esempio, i balneari che detengono anche un chiosco pagheranno per i metri quadri di spiaggia l’importo determinato dal coefficiente per i bagni marini, per il chiosco pagheranno per i metri quadri del chiosco stesso, sulla base del coefficiente per bar e ristoranti.

“In un momento di particolare difficoltà economica veniamo penalizzati con un aumento della tari del 20%” è l’accorata segnalazione dei rappresentanti dell’Assoristobar, “Mi chiedo come sia possibile una forbice così ampia. Se è un adeguamento di legge o si sta sbagliando ora o si è sbagliato in passato”. La normativa che introduce la Tari, risponde il sindaco Marco Melgrati, “è del 2013. L’allora amministrazione portò all’approvazione del Consiglio Comunale la rideterminazione delle tariffe il 12 settembre del 2013. La delibera citava studi di esperti del Ministero e indicava come coefficiente per i ristoranti e i bar il 45,67. La delibera venne approvata. Ma pochi mesi dopo, esattamente il 29 novembre dello stesso anno venne revocata e si procedette come nulla fosse, come se non esistessero gli obblighi di legge, forse perchè probabilmente ci si rese conto delle possibili ricadute. Anche a noi avrebbe fatto piacere far finta di nulla ma di fronte ad un’eventuale ricorso il Comune e lo stesso utente rischierebbe non solo di pagare sanzioni, ma di dover corrispondere anche gli interessi. Siamo consapevoli che per la categoria dei ristoratori si profili una tariffa di molto aumentata. Quello che posso promettere è che che con l’Amministrazione e i Tecnici cercheremo di individuare formule premiali  o di sgravio rispetto ad altri costi o tariffe”. “C’è uno scienziato della Normale di Pisa in pensione, che ha deciso di aprire un bar vicino alla stazione di Alassio, che nei giorni scorsi sventolando fogli, millantava un aumento del 25% della tassa sui rifiuti. A questo scienziato vorrei far notare che il gettito della tassa dei rifiuti per il 2018 è stato di poco più di 5,138 milioni. Quella prevista a bilancio per il 2019 è di 5,117 milioni. Più di 20mila euro in meno: dove starebbe l’aumento? Anche in questo ridisegno delle tariffe abbiamo chiesto di applicare parametri minimi e stiamo lavorando perchè in futuro possano esserci premialità rispetto alla raccolta differenziata”. A breve infatti dovrebbero giungere i nuovi progetti per la raccolta differenziata commissionati alla ditta Erika. “Abbiamo chiesto, tra le altre cose, di poter valutare sistemi nell’ottica della Tariffa Puntuale, con i sacchetti microchippati per poter far pagare l’utente in base alla produzione effettiva dei rifiuti”.

Il documento di Bilancio

Quanto al Bilancio è sicuramente il documento più importante della vita amministrativa comunale. “Sono molto soddisfatta – spiega l’Assessore al Bilancio Patrizia Mordente – perché nonostante alcune contrazioni significative nell’ambito dei trasferimenti da parte dello Stato siamo riusciti a mantenere gli investimenti nei vari settori come quelli del Turismo, Sport e Cultura. Circa 10 milioni di Euro finanzieranno le opere pubbliche già previste in passato e i nuovi progetti come il secondo lotto dei parcheggi di Via Pera e della Passeggiata Baracca, nonché l’intervento sulle Scuole”. Torna nel bilancio preventivo anche l’entrata derivante dalla tassa di soggiorno che sarà interamente gestita dal Comitato per il Turismo, come previsto dal regolamento dell’imposta. “Non è stata facile la quadrature dei conti – prosegue Mordente – e in quest’ottica assume i connotati di un piccolo miracolo quello di aver ricostituito il Fondo Rischi che avevamo utilizzato per fronte all’emergenza della mareggiata dell’ottobre scorso, in attesa del trasferimento regionale per le opere in somma urgenza”.

Il documento prevede anche la vendita di una quota di Sca, il cui ricavato sarà destinato all’acquisto delle quote della costituenda società in house che si occuperà del servizio di igiene ambientale. Finanziati anche i capitoli per la Protezione Civile, la pulizia dei rii e per il mantenimento del Servizio di Alassio Salute.  “Un documento che pareggia a circa 45 milioni di euro – conclude l’Assessore – e che ha cercato di mantenere inalterati i fondi a disposizione del sociale. Non è stato semplice, dicevo, cercare di prevedere situazioni e sviluppi. Fondamentale è stata la collaborazione di tutti gli uffici che hanno pazientemente messo a sistema progetti e iniziative per poi valutarne la fattibilità nel rispetto degli equilibri di cassa”.