Luoghi dell’immaginazione: a Savona il progetto europeo “Musica si… fa”

Savona. Il progetto europeo “Luoghi dell’immaginazione” presenta giovedì 7 marzo 2019, alle ore 15.30, presso la Pinacoteca Civica (Piazza G. Chabrol 2 – Savona) i lavori composti all’interno del laboratorio udito “Musica si… fa”. Al progetto lavorano da due anni i seguenti soggetti: Unione Europea, Regione Liguria, A.L.F.A., Comune di Savona, Gruppo Redancia, Isforcoop, C.I.F., Officine Solimano, A.S.L. 2 Savonese.

L’obiettivo del progetto “Luoghi dell’immaginazione” è stato quello di sviluppare attività ed interventi creativi attraverso la cultura e l’arte che, svolti nel contesto sociale di appartenenza, hanno supportato indirettamente la sfera della vita quotidiana e sollecitato potenzialità personali, a sottolineare quanto la salute e la prevenzione delle malattie risiedono in una dimensione scientifico – culturale che pone al centro del suo interesse la persona, la comunità e le loro potenzialità. L’accesso alla cultura di alcuni adolescenti, sia come fruitori che come produttori attivi, ha migliorato la loro partecipazione alla vita comunitaria attraverso lo sviluppo di percorsi legati all’arte e all’economia del mondo del turismo, con ricadute dirette sull’ampliamento e rafforzamento del senso di identità e appartenenza, prerequisiti indispensabili ad un buon vivere dentro e fuori le mura delle loro case. Nel corso dei lavori del progetto è stato evidenziato come la qualità della risposta al disagio, e l’efficacia di meccanismi di protezione e prevenzione secondaria di situazioni di bisogno, è più elevata in comunità territoriali accoglienti, vivaci e responsabili, dove ciascun “ attore “ è portatore di bisogni, ma anche di risorse spesso inaspettate.

Dicono i responsabili dell’iniziativa – Vittorio Valenti Direttore Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Asl2, Giovanni Giusto Direttore Gruppo Redancia, e Simonetta Porazzo Psicologa Asl2: “Ci auguriamo di dare continuità a questo progetto e quindi di proseguire a lavorare sul contesto dove il disagio è presente, agendo sulla comunità e i suoi membri per far sì che diventino una collettività sicura ed accogliente. Tale strategia rende necessaria l’integrazione fra più soggetti e spiega l’ampio coinvolgimento previsto di gruppi e istituzioni artistiche e culturali del territorio. Il progetto ‘Luoghi dell’immaginazione’ ha permesso di sperimentare e studiare il legame fra arte e relazione d’aiuto. L’arte è da noi intesa come un’espressione – rappresentazione di un dialogo interiore che può divenire, grazie al processo di esternalizzazione, un atto comunicativo con ‘ l’altro ‘, capace di veicolare emozioni, sentimenti, conoscenze sia nella relazione con pazienti psichiatrici, sia con i loro familiari, sia con la cittadinanza coinvolta. Il contributo offerto dalla partecipazione degli artisti ha rappresentato l’opportunità di avvalersi dell’esperienza di persone che per caratteristiche personali e professionali sono abituate a utilizzare modalità di percezione e comprensione del mondo particolari, modalità nelle quali spesso l’inconscio è messo direttamente sulla tela, nella scultura, nelle parole. La ‘emersione’ di elementi personali, intimi, e per loro natura perturbanti, da parte del mondo degli artisti permette alleanze terapeutiche con i nostri pazienti, già abituati alla sperimentazione di stati particolari della mente. L’arte, decostruendo i castelli menzogneri della mente cosciente, ci apre gli occhi sul nostro mondo interiore facendoci recuperare libertà interiore e vitalità.”