Battistini / Pastorino: danni da maltempo, chiesta in commissione la ripartizione dei 380 milioni; “nuove infrastrutture siano lungimiranti”

Nella foto: il consigliere regionale Gianni Pastorino (gruppo Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria)

Savona / Genova. Stamane, in commissione ambiente, discusse le tempistiche e le modalità di erogazione dei fondi stanziati dal governo per sanare i danni del maltempo che ha colpito la Liguria lo scorso autunno. «Entro la fine della settimana prossima, la giunta regionale dovrà trasmettere al governo la proposta di ripartizione degli stanziamenti: abbiamo dunque chiesto e ottenuto di poter esaminare lo schema, prima dell’invio a Roma. Passaggio necessario per consentirci di monitorare come si intendano investire le risorse pubbliche, in arrivo nei prossimi mesi» dichiarano il capogruppo di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino e il vicecapogruppo Francesco Battistini.

«Ricordiamo che alla Liguria sono stati assegnati 380 milioni di euro, suddivisi in 3 anni, grazie agli emendamenti approvati sulla legge di stabilità dello Stato. 150 milioni circa arriveranno nel 2019: una parte di essi sono vincolati al ripristino delle opere pubbliche, quindi saranno a vantaggio dei comuni, mentre un’altra quota servirà per il ristoro dei danni subiti dai privati e dalle attività economiche. La cifra prevista dal governo dovrebbe coprire il 70% delle valutazioni dei danni subiti in base alle richieste pervenute, ad oggi, in Regione».

«Auspicabile che ci sia la massima collaborazione da parte di tutti, affinché le procedure di investimento siano rapide. La finestra di spesa, infatti, prevede tempistiche piuttosto stringenti. Per le opere pubbliche, infatti, il presidente Conte ha indicato che i contratti d’appalto debbano essere firmati entro il prossimo 30 settembre – sottolineano Battistini e Pastorino -. Importante, a questo punto, non perdere neppure un centesimo e ripristinare ciò che è stato danneggiato. Ma è anche necessario che la progettazione sia lungimirante, prevedendo infrastrutture che costituiscano misure di prevenzione e che siano in grado di salvaguardare davvero il nostro territorio».

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