Decreto sicurezza, Anci: “Preoccupazioni e contrarietà dei Sindaci”

(effe) – “Da sindaco e da presidente dell’Anci, non ho alcun interesse ad alimentare una polemica con il ministro dell’Interno. Non credo sia il caso di polarizzare uno scontro tra posizioni politiche differenti. Faccio solo notare che le nuove norme mettono noi sindaci in una oggettiva difficoltà”, ha dichiarato il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, a proposito della polemica sull’applicazione della legge 132/2018 su sicurezza e immigrazione, e sulle ricadute per chi amministra le città.

“Se ai migranti presenti nelle nostre città non possiamo garantire i diritti basilari assicurati agli altri cittadini, né, ovviamente, abbiamo alcun potere di rimpatriarli, come dovremmo comportarci noi sindaci? Inoltre quando si è deciso di chiudere i centri Sprar, che distribuendo su tutto il territorio nazionale il flusso migratorio assicuravano un’accoglienza diffusa, anticamera di una necessaria integrazione, alcune città hanno visto un aumento considerevole di stranieri nei centri Cas e Cara, a gestione ministeriale. Si è interrotto, così, un percorso virtuoso di accoglienza e integrazione e si è favorito l’aumento di tensioni sociali nelle comunità di riferimento. Riguardo alle minacce che il ministro dell’Interno rivolge ad alcuni sindaci, non vorrei essere costretto a fargli notare che poco tempo fa, prima di diventare ministro, egli stesso invitava platealmente i sindaci a disobbedire a una legge dello Stato, quella sulle unioni civili. Pertanto ribadisco il mio invito ad evitare polemiche inutili e a riunire attorno a un tavolo ministero e sindaci per risolvere i problemi che questa legge, oggettivamente, crea, così come avevano paventato prima della conversione in legge, la commissione immigrazione dell’Anci e molti consigli comunali di orientamento politico diverso.
Non è possibile sospendere i diritti basilari delle persone così come non è possibile sospendere unilateralmente l’ottemperanza di una legge”.

Da Decaro arriva quindi una sollecitazione al dialogo: “I sindaci sono quotidianamente nella trincea dei bisogni e sono tenuti a dare risposte che non possono essere inefficaci, a maggior ragione se si tratta di diritti civili e protezione sociale . Per questo auspico che il ministro dell’Interno, contribuendo ad abbassare i toni della polemica, voglia convocarci per discutere delle modalità operative e dei necessari correttivi alla norma. Se poi il ministro ritiene che il mestiere di sindaco sia una pacchia, come ha dichiarato anche in queste ore, siamo pronti a restituirgli, insieme alla fascia tricolore, tutti i problemi che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare” conclude Decaro.

Difesa dei diritti di tutti, senza discriminazioni, nel rispetto della Carta Costituzionale

“Preoccupazioni e contrarietà dei Sindaci, di ogni schieramento politico, le avevamo previste ben prima dell’approvazione del Decreto sicurezza”, commenta Matteo Biffoni, delegato Anci per l’Immigrazione e l’Integrazione e sindaco di Prato: “I Sindaci sono preoccupati per la coesione sociale e la sicurezza delle proprie comunità, e per questo hanno il dovere di difendere i diritti di tutti e di garantire che tutte le persone presenti sul proprio territorio vivano nei canali della legalità”.

“L’Anci, su richiesta della propria Commissione Immigrazione, composta da Sindaci di ogni colore politico – prosegue Biffoni – aveva già segnalato i punti critici del Decreto e aveva proposto soluzioni che avrebbero evitato molti problemi. Nell’incontro con il sottosegretario Molteni ci era stato promesso che si sarebbero prese in considerazioni queste osservazioni, cosa che non è assolutamente avvenuta. I Sindaci erano già allora consapevoli che applicare quelle norme avrebbe significato far diventare formalmente ‘invisibili’ persone che sui territori vivono e che in futuro torneranno a rivolgersi ai Comuni”.

“Per il 16 gennaio – sottolinea il Delegato Anci – è convocata una nuova riunione della Commissione Immigrazione, nella quale rinnoveremo ancora una volta le nostre osservazioni, per rimediare ai danni sui territori che ad oggi comporta la legge132. Ribadiamo la richiesta di un incontro urgente con il Ministro dell’Interno per trovare correttivi coerenti – conclude Biffoni – con la difesa dei diritti di tutti, senza discriminazioni, nel rispetto della Carta Costituzionale. Correttivi fondamentali per garantire diritti di ogni cittadino, e soprattutto la sicurezza sociale sui nostri territori”.

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