Distribuzione moderna organizzata, siglato il primo contratto nazionale di lavoro

Davide Guarini

Superata la diaspora contrattuale nel settore distributivo. Dopo 5 anni di carenza i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno siglato con l’associazione imprenditoriale di settore Federdistribuzione il primo contratto collettivo nazionale di lavoro applicato ai i circa 300mila lavoratrici e lavoratori della distribuzione moderna organizzata, dipendenti delle imprese del commercio moderno – alimentari e non alimentari – che operano sul mercato attraverso le formule della grande distribuzione, della distribuzione organizzata/associata, catene di negozi, franchising, ingrosso, cash & carry e shopping on line e che sviluppano la propria attività nei centri commerciali ed attraverso format e canali di ogni dimensione e tipo  – ipermercati, superstore, negozi di vicinato, grandi magazzini e superfici specializzate e non – in tutte le categorie merceologiche in gestione diretta, franchising, e-commerce o altre formule distributive.

Il trattamento economico previsto dal nuovo contratto della distribuzione moderna organizzata, in vigore dal 1° gennaio 2019 fino a tutto il 31 dicembre 2019, contempla nuovi minimi contrattuali dal 2019 – che recepiscono gli incrementi salariali erogati da Federdistribuzione pari a 61€ al IV livello – oltre ad un aumento salariale pari a 24€ al IV livello, da riparametrare per gli altri, con decorrenza dal mese di dicembre del 2018 corrisposti nel mese di gennaio del prossimo anno. Ai lavoratori saranno anche corrisposte due erogazioni straordinarie una tantum pari a 500 euro nel mese di febbraio 2019 e a 389 nel mese di marzo 2020, a copertura del periodo di carenza contrattuale dal 2015/2018.

Per dare pieno riconoscimento alla specificità della distribuzione moderna organizzata le parti hanno condiviso soluzioni negoziali maggiormente aderenti alle necessità del settore in tema di classificazione del personale e mansioni, flessibilità oraria, gestione di gravi crisi aziendali e rispetto alla definizione di un sistema di bilateralità ad hoc anche con riferimento all’assistenza sanitaria integrativa di natura obbligatoria nonché alla formazione professionale rivolta ai quadri aziendali.

Continueranno a trovare applicazione i capisaldi che hanno da sempre regolato i rapporti di lavoro nel commercio al dettaglio; il testo del contratto richiama come parte integrante gli istituti, gli articoli e le clausole  del contratto collettivo nazionale di lavoro del terziario, distribuzione e servizi del 18 luglio 2008, così come integrati e modificati dal contratto in vigore al 31 dicembre 2013, riferiti al sistema di relazioni sindacali, contrattazione, diritti sindacali, tutela della salute e della dignità della persona, composizione delle controversie e disciplina del rapporto di lavoro.

Soddisfazione in casa Fisascat Cisl. «Il contratto collettivo nazionale di lavoro della grande distribuzione organizzata ha un significato che travalica il senso di un rinnovo contrattuale» ha dichiarato il segretario nazionale della categoria Mirco Ceotto. «La condivisione tra le parti – ha aggiunto – ha riguardato aspetti connessi anche alla flessibilità oraria ed alla gestione delle crisi aziendali restituendo centralità al confronto sindacale». «Da questo tratto – ha concluso – emerge chiara la vocazione di un contratto che, pur dando una risposta dignitosa in termini salariali, si pone come strumento di governo delle politiche settoriali».

Per il segretario generale della categoria cislina Davide Guarini «con l’accordo per il primo contratto della distribuzione moderna organizzata raggiunto con Federdistribuzione i sindacati hanno scritto la parola fine alla diaspora contrattuale che vedeva sospesi in un limbo circa 300mila di addetti». «Con il voto unanime dell’Esecutivo Fisascat Cisl giunge al termine il percorso durato cinque anni e che ha avuto quale esito la sottoscrizione del primo contratto nazionale della distribuzione moderna organizzata» ha aggiunto il sindacalista sottolineando che «la Fisascat Cisl nel corso dell’ultima trattativa ha sempre focalizzato l’attenzione per evitare che vi fossero macroscopiche disomogeneità in termini normativi ed economici fra i vari contratti nazionali applicati in ambito distributivo».

«Con questo accordo – ha evidenziato Guarini – si completa la complicata stagione dei rinnovi contrattuali nel settore del terziario, distribuzione e servizi, si riallinea il trattamento economico alle previsioni del settore commerciale e si dà ai tanti addetti provati da crisi aziendali e da prestazioni di lavoro rese anche in giornate sensibili come le domeniche un punto di riferimento certo e inviolabile anche rispetto ad un sistema di bilateralità a misura di misura di imprese e di lavoratori e alla gestione delle gravi crisi aziendali. Da oggi le lavoratrici ed i lavoratori della grande distribuzione sono meno soli forti anche di un contratto nazionale di riferimento». «Ora – ha concluso il sindacalista – sarà necessario riprendere il confronto con le associazioni imprenditoriali della distribuzione cooperativa affinchè si proceda alla sottoscrizione del rinnovo del contratto nazionale che le lavoratrici ed i lavoratori del settore aspettano da troppo tempo».