Pane “fresco”: nuovo decreto per una maggiore tutela dei panificatori

Savona. Presso la sede savonese della Camera di Commercio delle Riviere, Confartigianato Savona e l’Associazione panificatori hanno chiamato a raccolta gli operatori del territorio per fare chiarezza sul nuovo decreto legislativo in materia di panificazione che entrerà in vigore il prossimo 19 dicembre.

Si tratta di una norma che valorizza e riqualifica il pane fresco, grazie alla quale i panificatori saranno tutelati, così come le loro produzioni artigianali, definitivamente distinte da quelle precotte, surgelate ed estere. Un decreto atteso da entrambi gli organizzatori di questo evento che, per l’occasione, hanno invitato Enrico Meini, presidente regionale e nazionale dei Panificatori di Confartigianato, che ha argomentato come tale regolamento vada a disciplinare le denominazioni di panificio, pane fresco e dell’adozione della dicitura “pane conservato”. Presenti all’ incontro anche Il Dott. Luca Medini, direttore di Labcam srl (laboratorio Chimico della Camera di Commercio Riviere di Liguria) e l’avvocato Alessio Abbene che hanno rispettivamente descritto le differenze organolettiche tra il “pane Fresco” e il “pane conservato o a durabilità prolungata” e il regime sanzionatorio per tutelare panificatori e consumatori in caso di elusione della normativa.

Il nuovo decreto fa chiarezza nel settore della panificazione: il termine “panificio” indica l’impresa che, con i suoi impianti, svolge l’intero ciclo di produzione, dalla lavorazione delle materie prime fino alla cottura finale. Da qui anche l’introduzione della definizione di “pane fresco”, specificandone il significato: il pane ottenuto secondo un processo di produzione continuo, senza che vi siano interruzioni per il congelamento o la surgelazione, fatta eccezione per il rallentamento del processo di lievitazione, senza l’utilizzo di additivi o altri trattamenti conservanti.

Al contempo, per “pane conservato o a durabilità prolungata” si intende invece il pane non pre-imballato per il quale il processo produttivo prevede un metodo di conservazione ulteriore rispetto a quelli sottoposti agli obblighi informativi previsti dalla normativa nazionale e dell’Ue. Proprio la normativa Ue, in un’ottica di trasparenza nei confronti del consumatore, prevede che per questa tipologia di pane, nel momento della vendita, debba essere fornita un’informazione adeguata sul metodo di conservazione utilizzato nel processo produttivo, nonché sulle modalità per la sua conservazione e il consumo.

“Si tratta di un decreto che completa un iter iniziato con la precedente legislatura. Era sempre più necessario definire i confini produttivi anche per un’attenzione al consumatore che deve essere consapevole di ciò che acquista. Andremo avanti insieme per tutelare le produzioni anche artigianali ma soprattutto di qualità.” commentano Confartigianato Savona e Associazione panificatori.