Savona. (effe) – Lunedì 17 dicembre 2018 alle ore 15.30 nell’Aula Magna del Liceo Chiabrera Martini (in via Aonzo) la prof.ssa Lia Raffaella Cresci dell’Università di Genova terrà una conferenza sul mito di Prometeo. La conferenza della prof.ssa Lia Raffaella Cresci, organizzata per il Liceo Chiabrera Martini dal prof. Pier Luigi Ferro e aperta alla partecipazione della cittadinanza interessata, sarà senz’altro un’interessante introduzione e approfondimento in vista dello spettacolo sul tema “Prometeo il pensiero il fuoco le catene” che I Coribanti porteranno alla ribalta del Teatro Chiabrera di Savona nel prossimo mese di maggio.
Il mito di Prometeo fu cantato da Esiodo e quindi messo in scena da Eschilo nella tragedia Prometeo incatenato, definita dal filosofo Nietzsche «la più alta poesia della civiltà». Come un un «immenso arcobaleno» la figura titanica di Prometeo, l’eroe che dona il fuoco all’umanità ribellandosi a Zeus, ha dominato l’immaginario occidentale, attraversando due millenni di storia e colpendo la fantasia di artisti e scrittori, cui ha offerto suggestioni e motivi di riflessione in ogni epoca: basti pensare a pittori come Piero di Cosimo, Jean Cossiers, Salvator Rosa, Rubens, Gustave Moreau, al muralista Orozco, a musicisti, scrittori e poeti come Boccaccio, Calderòn de la Barca, Voltaire, Goethe, Schlegel, Shelley, Herder, Byron, Leopardi, Listz, Gide, fino al pieno Novecento e ai giorni nostri (Luigi Nono, Carl Orff, Albert Camus, Cesare Pavese, Aligi Sassu…).
Il «dio filantropo, la sua figura di amico dell’uomo, capace di frapporsi tra l’ingiusta “giustizia” del Padre degli dei e l’umanità, di soffrire per lei e per il suo progresso», sarà al centro dello spettacolo che I Coribanti del Liceo Chiabrera Martini metteranno in scena quest’anno per la regia di Marco Ghelardi.
Lia Raffaella Cresci, dopo aver frequentato il Liceo Classico Chiabrera di Savona, si è laureata in Letteratura greca nel 1972 presso l’Università degli Studi di Genova.
È stata assistente ordinario di Letteratura greca dal 1976 e poi professore associato e ordinario di Filologia bizantina. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra cui saggi su Eschilo, Euripide e Sofocle, ma i suoi principali campi di ricerca sono da tempo il romanzo greco e bizantino, l’epigramma ellenistico, la storiografia e la retorica bizantine, la poesia profana e liturgica dal VI al XII secolo, le traduzioni in slavo ecclesiastico dei Calendari metrici bizantini e l’ideologia imperiale.
