La Società Savonese di Storia Patria e i suoi turbolenti inizi

Savona. (effe) – La mattina dell’8 gennaio 1888 nella sala del casino di lettura del teatro Chiabrera «dopo il saluto del sindaco, prese la parola Barrili che, con un commosso ricordo di Tommaso Torteroli, così volle delineare la missione che si prefiggeva la nascente Società [savonese di Storia Patria]: ”c’è ancora tutto da vedere: archivi del Comune, diplomi e statuti; cartolari notarili, codici di biblioteche private, chiese e palazzi, marmi, tavole e tele. Quando verrà il giorno che abbia anche Savona la sua Storia politica civile ed artistica?”».

L’ultimo evento del 2018 organizzato dall’associazione savonese Storia Patria è il consueto incontro di auguri per il Natale e le feste di fine anno che si terrà nella sede di via Pia 14/4 il prossimo venerdì 14 dicembre, alle ore 17, durante il quale Riccardo Musso ripercorrerà anche i primi passi della nascita della Società, fondata con la redazione del suo statuto nel 1885 “da un gruppo di maggiorenti savonesi non sempre concordi tra loro”. In un volume degli Atti della Società Ligure di Storia Patria dedicato a Vittorio Poggi (LV/1, 2015), Riccardo Musso ha tracciato alcune linee memoriali di quei primi anni, che saranno ricordati nell’incontro di venerdì.

«Con la collaborazione di Cortese e di Varaldo – scrive Riccardo Musso –, l’on. Boselli redasse fin dal giugno del 1885 il programma della Società che, comunicato all’ancora sparuto gruppo di appassionati, portò alla costituzione di un comitato incaricato di preparare lo statuto societario e di presentare l’iniziativa al pubblico. Di esso, oltre a Boselli ed ai suoi giovani collaboratori, facevano parte il sindaco Dionigi A Marca, il canonico Astengo, il Barrili, don Pietro Deogratias Perrando e naturalmente Vittorio Poggi che era sempre stato tenuto al corrente, ora da Cortese ora da Varaldo, di quanto si andava preparando. Il giorno di Natale di quell’anno, approfittando di una venuta a Savona del Boselli, fu tenuta in municipio la prima riunione del comitato nella quale fu approvato lo statuto, destinato di lì a poco a creare i primi problemi organizzativi e le prime frizioni all’interno della Società».

«Nonostante l’ancora esiguo numero di soci (non si dimentichi che la Società neppure era stata inaugurata) il comitato previde infatti una struttura societaria complessa, sull’esempio di altre società storiche, con un’assemblea generale, un presidente, un vice-presidente, un tesoriere, un consiglio direttivo con un proprio segretario generale e tre Sezioni (storica, archeologica ed artistica, paletnologica), ognuna avente un preside e un segretario, tenuti a relazionare gli altri soci sulla loro attività nel corso dell’assemblea annuale. Boselli fu all’unanimità proclamato presidente, Agostino Bruno segretario generale, mentre a capo delle tre sezioni furono incaricati Barrili per la storica (con Varaldo come segretario), Poggi per la archeologica ed artistica (con Cortese per segretario) e Perrando per la paletnologica. L’approvazione dello statuto non fu seguita nell’immediato dall’inaugurazione della Società e neppure dall’inizio di una qualche attività scientifica, nonostante le pressioni di Bruno e Varaldo, desiderosi di veder pubblicati al più presto sugli ‘Atti’ gli studi che giacevano nei loro cassetti».

«Questi ritardi cominciarono a creare i primi dissapori, sfociati nel settembre del 1886 in una violenta lite tra Varaldo e Bruno che, offeso per certi giudizi dati dal giovane studioso su certi suoi lavori, diede le dimissioni da segretario generale (poi ritirate), facendo slittare di fatto l’inaugurazione che Boselli era riuscito a fissare proprio per quel mese. Il clima si fece talmente avvelenato che, per qualche tempo sembrò che il progetto dovesse abortire sul nascere e fu solo grazie a Boselli ed alla sua minaccia di dimettersi a sua volta da presidente (il che avrebbe lasciato i ‘savonesi’ a vedersela da soli e senza i necessari appoggi a Roma) che i due litiganti ed i loro sostenitori vennero a più miti consigli […]. L’assemblea che si tenne finalmente il 13 ottobre di quell’anno poté così fissare per le imminenti feste natalizie la cerimonia inaugurale».