Violenza donne, Foscolo (Lega): “servono strumenti più incisivi per contrastare il fenomeno”

Savona / Roma. L’on. Sara Foscolo, deputata savonese della Lega, lunedì 12 novembre è intervenuta alla Camera dei Deputati in merito alle iniziative volte a prevenire e contrastare la violenza contro le donne. “La violenza sulle donne è un argomento di drammatica attualità”, ha ricordato nel suo discorso Sara Foscolo: «L’auspicio è, ancora una volta, che le forze politiche, pur mantenendo le proprie legittime convinzioni e la sana dialettica che serve al buon funzionamento della democrazia, mettano da parte eventuali steccati ideologici o di partito, al fine di dare vita a un dialogo costruttivo e produttivo. Ogni forma di violenza è inaccettabile. La violenza sulle donne, la violenza sui bambini, la violenza sugli anziani, la violenza sugli uomini: gli atti e le forme di violenza indiscriminata contro ogni essere umano sono da condannare sempre e comunque, in egual modo, senza distinzioni o discriminazioni. La violenza sulle donne, purtroppo, esiste da molto tempo: si tratta di un fenomeno preoccupante, che non va sottovalutato, un fenomeno sociale drammatico difficile da quantificare, ma di dimensioni spaventose».

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«Le cronache internazionali, nazionali, locali ne sono purtroppo piene e ci ricordano quotidianamente la sua portata. La stessa comunità alla quale appartengo, il Comune di Pietra Ligure, lo scorso anno ha testimoniato il drammatico caso dell’omicidio di Janira d’Amato, ventunenne brutalmente uccisa a coltellate dall’ex fidanzato. Una giovane vita spezzata da un tragico delitto. Sono tante storie come quella di Janira. E c’è bisogno di un impegno collettivo per fare sì che episodi di questo genere non accadano più. Serve un’attenzione particolare e opera di prevenzione verso un fenomeno che va sì studiato, ma soprattutto affrontato e arginato, dotando i soggetti coinvolti di strumenti efficaci, idonei e adeguati per il contrasto e la repressione. Spesso, quando si parla di violenza contro le donne, ci si riferisce alla violenza fisica, sessuale, psicologica».

«Purtroppo, una forma di violenza altrettanto diffusa e lesiva che talvolta si sottovaluta è la violenza economica, forma difficilmente riconoscibile e poco denunciata» ha proseguito l’on Foscolo: «Oggi, nel 2018, la donna viene ancora penalizzata sotto molti punti di vista, a partire dal mondo del lavoro. Sono stati fatti molti passi in avanti, negli ultimi anni, nel nostro Paese. Ma non è ancora sufficiente: come evidenziato dagli studi dei comitati indipendenti, bisogna intervenire aumentando la consapevolezza delle donne sui loro diritti, i rimedi a disposizione, fornire alle forze in campo strumenti efficaci per proteggere le donne che hanno il coraggio di denunciare. Non solo aumentare le risorse a disposizione e investire sull’opera di informazione a partire dalle scuole e dai più giovani, con un programma di educazione e formazione negli istituti, ma anche garantire leggi chiare, processi rapidi, pene certe. Nessuno sconto di pena per chi commette violenza sulle donne».

«Da parte della nostra maggioranza e del Governo – ha sostenuto Sara Foscolo –c’è la massima attenzione e il massimo impegno verso il contrasto del fenomeno, per assicurare finanziamenti adeguati, interventi per colmare le lacune del sistema italiano, operare sulla prevenzione, sull’informazione, sulla protezione e, ultimo ma non in ordine di importanza, sulla repressione. Per contrastare la violenza sulle donne non basta il codice penale, ma serve lo sviluppo di una cultura condivisa che deve partire già nelle famiglie e nelle scuole. L’attenzione e l’impegno devono essere messi in pratica dalle istituzioni e su tutti i fronti, a 360 gradi, anche attraverso il potenziamento del servizio di centri e associazioni che operano sul territorio. Una serie di interventi organici affinché si possano proteggere le vittime, e non i loro carnefici. In quel caso, si potrà arginare l’odioso fenomeno della violenza sulle donne. E fare sì che ‘femminicidio’ appaia sempre meno sulle cronache quotidiane, per restare soltanto una parola sul vocabolario».

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