In Consiglio regionale dibattito su Rendiconto generale 2017

Questa mattina in Consiglio regionale  si è svolto il dibattito sul Disegno di legge 197 “Rendiconto generale dell’amministrazione della Regione Liguria per l’esercizio 2017″.

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Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha rilevato con ironia che le sorti del bilancio ligure sono in mano ai giudici della Corte Costituzionale e della Corte dei conti. Tosi ha ricordato, in particolare, la sentenza n.274 del 2017 in cui la Consulta ha contestato la contabilizzazione dei mutui autorizzati e non contratti. Il consigliere ha ricordato, inoltre, che, in seguito ai rilievi della Corte dei Conti sul mutuo per 23 milioni di euro stipulato alla fine del 2017, sono state riviste al ribasso tutte le stime facendo scendere il risultati di amministrazione per il 2017 da 165 a 142 milioni. Secondo Tosi, infine, il Rendiconto è un documento confuso perchè la Corte dei conti ha rilevato una differenza fra l’ammontare dei crediti degli enti territoriali e quelli riconosciuti dalla Regione: manca, quindi – ha detto – una fonte attendibile.

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Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha condannato il fatto che il dibattito in commissione sui documenti di bilancio non sia aperto al pubblico e che l’esame sia stato condotto in modo affrettato. Il rendiconto è la cartina al tornasole delle attività della giunta – ha detto – e richiede trasparenza e un’analisi approfondita fra maggioranza e minoranza, che non ci sono stati. Salvatore ha elencato nel dettaglio tutte le criticità rilevate dalla Corte dei conti nell’esame del bilancio regionale sottolineando – ha aggiunto – una costante esposizione debitoria dell’Ente. Secondo Salvatore, inoltre, la giunta non ha una visione lungimirante ma – ha detto – naviga a vista. A questo proposito ha citato il progetto dell’ospedale Galliera per il quale mancherebbe la copertura finanziaria perché i costi sono lievitati. Il consigliere ha denunciato, fra l’altro, che la Regione rischia di perdere i fondi europei destinati all’agricoltura. Salvatore, infine, ha criticato la mancanza di investimenti che avrebbero permesso di rilanciare l’occupazione.

Secondo Juri Michelucci (Pd) dal giudizio di parifica della Corte dei conti sono emerse situazioni preoccupanti. Il consigliere ha ricordato che la Corte ha rilevato il forte disavanzo provocato dalle fughe sanitarie fuori regione e ha chiesto come la giunta intende raggiungere il pareggio, annunciato dalla giunta per il 2020. Il consigliere ha ricordato che la Corte dei conti ha chiesto chiarimenti sulla gestione del personale regionale e sulle recenti nomine della dirigenza. Forti critiche sono state espresse anche sulla gestione del trasporto pubblico che – ha detto – richiederà risorse aggiuntive. Michelucci ha denunciato un improprio utilizzo dell’accesso al credito, che servirebbe solo per garantire solo liquidità. Le risorse regionali per gli investimenti – ha concluso – sono marginali e non riguardano le politiche sociali, mentre sarebbero eccessive le spese di rappresentanza e per la comunicazione.

Giovanni Lunardon (Pd) ha rilevato che la parifica della Corte dei conti è stata severa e puntuale sui conti del 2017. Il consigliere ha denunciato la crescita dei costi della mobilità passiva, rilevata dai giudici contabili nel 2016, cioè già negli anni dell’amministrazione Toti, e l’aumento del disavanzo sanitario fra il 2014 al 2017 nel suo complesso, nonostante il piano di rientro che – ha detto – ha messo le mani nelle tasche dei liguri. Lunardon ha chiesto, dunque, un dibattito approfondito in Consiglio regionale sul piano di rientro. Il consigliere, fra l’altro, ha chiesto chiarezza sulle nomine dei vicedirigenti regionali, contestate dalla Corte dei conti, e sulle modalità di finanziamento del nuovo contratto di servizio per il trasporto ferroviario.

Andrea Melis (Mov5Stelle) è intervenuto sui fondi strutturali all’agricoltura chiedendo un monitoraggio puntuale sull’andamento della ripartizione delle risorse in modo da scongiurare una decurtazione. Per quanto riguarda la sanità il consigliere ha criticato la scelta della giunta di affidare la gestione a privati di alcuni ospedali liguri.

Sergio Rossetti (Pd) ha sottolineato che la Corte costituzionale ha colpito leggi che erano consapevolmente illegittime e ha criticato l’approccio legislativo della giunta. Fra gli altri, ha citato le nuove norme sulla vice dirigenza criticate dalla Corte dei conti. Il consigliere ha rilevato che la nuova amministrazione, nonostante l’incremento delle entrate nazionali per la sanità, ha aumentato l’Ipref incassando 123 milioni di euro senza, però riuscire a ridurre il deficit . Secondo il consigliere, inoltre, non ci sono strategie per arginare la mobilità sanitaria passiva, mancano investimenti strutturali per il turismo, per l’accoglienza diffusa nell’entroterra e – ha concluso – non sono state fatte scelte per la filiera dell’innovazione tecnologica.

Gianni Pastorino (Rete a sinistra&liberaMENTE) ha rilevato che non c’è stato un adeguato dibattito in commissione su Rendiconto e Assestamento mentre i documenti di bilancio sono particolarmente importanti in quanto – ha detto – sono lo specchio dell’azione politica. Il consigliere ha sottolineato che in Liguria non ci sono elementi di crescita economica rispetto ad altre regioni e che continua la precarietà del lavoro. Pastorino, inoltre, ha criticato l’incremento delle fughe sanitarie fuori Liguria e ha chiesto strategie certe dalla giunta per il recupero del disavanzo. Il consigliere, sempre sul tema sanitario, ha rilevato un’assenza di regia sui piani aziendali di asl e ospedali. Secondo Pastorino, infine, la Liguria resta sempre in una fase emergenziale e l’attuale amministrazione non avrebbe mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale.

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) è intervenuto sul problema dei trasporti ferroviari chiedendo convogli sicuri e puliti soprattutto per i pendolari ma ha riconosciuto che nel 2017 c’è stata una contrazione dei fondi statali per il settore che ha costretto la Regione a integrare i finanziamenti. Il trasporto ferroviario è un problema centrale – a detto – e ha criticato l’eccessiva lunghezza del nuovo contratto di servizio che scade nel 2032. Riserve sono state espresse dal consigliere, infine, sulla copertura finanziaria programmata del contratto da parte della Regione.

Il presidente della Giunta con delega al Bilancio Giovanni Toti ha replicato alle critiche della minoranza. Toti ha dichiarato che la narrazione della situazione, fatta dalle opposizioni, in aula è contraria alla realtà e ha accusato la minoranza di non capire che la situazione in Liguria sta cambiando.

A questo proposito il presidente ha elencato nel dettaglio alcuni dati postivi forniti dall’Istat su disoccupazione, redditi netti, ricerca e sviluppo delle imprese che indicano la Liguria sempre sulla media nazionale e, in molti casi, al di sopra dell’andamento del Paese. In particolare Toti ha rilevato che si è quasi dimezzata anche la soglia di persone in stato di privazione. Rispetto ai rilievi della Corte dei conti sul Rendiconto il presidente ha ammesso di avere ottemperato, anche se con scarsa convinzione, ma ha ricordato le prescrizioni fatte dalla stessa Corte sulla manovra fatta dalla precedente amministrazione sugli immobili di ARTE, per parificare il bilancio strutturale della sanità.

Toti ha, quindi, ricordato gli investimenti per 15 milioni di euro contenuti nel Rendiconto e indirizzati agli Enti locali come fondi discrezionali e che sono stati fatti – ha detto – in modo mirato e strutturale, in particolare per il turismo.

Tutte le misure fiscali sono state – ha ribattuto alle minoranze – a calare.

Il presidente ha ricordato, fra l’altro, i fondi investiti nella rete ferroviaria per i pendolari per 500 milioni. Toti ha aggiunto che, per quanto riguarda la struttura dei conti della Regione, il controllo dell’indebitamento è stato fatto con rigore e gli accantonamenti sono sostanzialmente corretti. Sul fronte della sanità – ha aggiunto – il disavanzo rispetto all’ultima Amministrazione, non nostra, è calato e senza ridurre ulteriormente i servizi ai cittadini, cosa che era stata fatta nel quinquennio precedente. A fronte di tutto questo – ha concluso – il suo giudizio nella duplice veste di Presidente di questa Amministrazione e di Assessore al Bilancio, non può essere di piena soddisfazione ma è sicuro – ha detto – che è stata imboccata la strada giusta.

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