In 6 regioni su 10 tagli a spesa sociale

In 6 regioni su 10 i comuni hanno tagliato la spesa pro capite per le politiche sociali e la famiglia. È quanto emerge da un’elaborazione dell’Unione europea delle cooperative Uecoop sugli ultimi dati Istat 2018 relativi ai bilanci degli enti locali in Italia fra il 2015 e il 2016 con la media nazionale scesa a 141 euro pro capite. E se i comuni più grandi sopra i 60mila residenti sono riusciti a garantire gli stesso livelli di investimento sul sociale – rileva Uecoop – i piccoli centri fino a 10mila abitanti hanno tagliato di oltre il 4,5% la spesa sociale pro capite, mentre ancora peggio è andata per i comuni fra i 20mila e i 60 mila abitanti dove la riduzione ha superato il 5%.

Acquista il biglietto

Sabato 14 dicembre al Teatro Chiabrera di SAVONA "Lo Schiaccianoci” di Čajkovskij con il Balletto di Milano diretto da Carlo Pesta.

Nell’ambito di una generale riorganizzazione dei servizi di assistenza alle famiglie e alle fasce più deboli della popolazione, dagli anziani ai disabili, dai senzatetto alle persone a basso reddito è strategico gestire nel modo più razionale possibile le risorse – sottolinea Uecoop – sviluppando un nuovo welfare pubblico/privato in grado di coinvolgere il meglio delle 9.700 cooperative sociali che operano in Italia e dove i bisogni delle comunità sono molto diversificati e ricevono risposte differenti anche in base alle disponibilità finanziarie dei comuni, sempre più stretti fra vincoli di bilanci e crisi. In Sicilia ad esempio – spiega l’analisi di Uecoop – la spesa sociale pro capite nei comuni dell’isola è crollata del -18,2% passando da 121 a 99 euro, in Campania è scesa da 96 a 81 euro con un risultato negativo del -15,6% e in Umbria si è scivolati da 117 a 104 con un -11,1%.

Clicca le offerte

Speciale tesori Nascosti. Non pensavi di trovarlo su Amazon? Offerte imperdibili: scoprite marchi e prodotti di qualità a prezzi ottimi (valido fino al 12 novembre 2019)

La Calabria pur registrando un calo del – 4% ha in valore assoluto il risultato peggiore a livello nazionale con appena 73 euro. Fra i comuni delle regioni del nord, risultati negativi si trovano in Piemonte (-4,1%) e in Emilia Romagna (-3,5%) dove però la spesa pro capite si attesta rispettivamente a 118 e 167 euro. Il record di investimenti pro capite sul sociale spetta però ai comuni del Friuli Venezia Giulia con 346 euro, seguiti dalla Sardegna con 309, e dalle provincie di Bolzano con 275 e Trento con 218 euro. La sfida del futuro – afferma Uecoop – è quella di potenziare l’assistenza a fronte di una spesa sanitaria delle famiglie che nell’ultimo anno è già salita dell’8% arrivando a 123 euro al mese, mentre – rileva Uecoop – ci sono 12,2 milioni di italiani che, secondo il Censis, rinunciano a curarsi per difficoltà economiche, oltre 7 milioni che si sono indebitati per farlo e 2,8 milioni che hanno venduto casa per pagarsi delle cure mediche.

È però fondamentale – afferma Uecoop – risolvere il problema dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione che riguardano un po’ tuti i servizi, compresi quelli forniti dalle cooperative. Infatti – spiega un’elaborazione di Uecoop su dati Mef – in Italia il 60% degli enti pubblici come comuni, province, aziende sanitarie, pagano in ritardo con tempi che possono superare i 700 giorni sulla scadenza delle fatture mettendo a rischio bilanci e sopravvivenza delle aziende, che spesso devono chiudere. Il numero delle fatture pagate in ritardo ha toccato quota 16 milioni per un importo che supera i 77 miliardi di euro – conclude Uecoop – rappresentando una vera e propria patologia degli enti pubblici, da nord a sud della Penisola, per la quale è necessario trovare subito delle soluzioni concrete come accordi con il mondo del credito e tavoli di confronto con gli enti pubblici per sbloccare le situazioni più gravi.

Clicca l'offerta

In promozione. Tempo di decorare! Luci e decorazioni natalizie per il tuo albero e la tua casa

Ultima revisione articolo: