Le raffinate atmosfere del duo Schiaffino-Procopio ad Albenga

di Alfredo Sgarlato – Ieri sera l’Associazione Rossini di Savona ha potuto recuperare il concerto del Duo Schiaffino-Procopio che doveva tenersi il 28 febbraio all’Auditorium San Carlo di Albenga ed era saltato a causa dell’allerta meteo. Sarebbe stato un peccato perderlo, poiché è stata una serata di musica gradevole e raffinata.

Silvia Schiaffino, flauto e Renato Procopio, chitarra, entrambi savonesi, suonano insieme dal 2009, e propongono una serie di loro trascrizioni di brani nati inizialmente per ensemble diversi: per esempio un tema di Paganini o la celeberrima “Czárdás” di Vittorio Monti, abitualmente suonate al violino, ma che risultano perfette anche al flauto, che Silvia Schiaffino suona con grande perizia senza eccedere nel virtuosismo fine a sé stesso.

Il Duo esegue il proprio CD intitolato “Vol au vent”, e la musica segue l’idea degli stuzzichini che danno il titolo al disco, una serie di assaggi brevi ma molto gustosi. I brani sono quindi eseguiti in ordine cronologico, partendo da un movimento dall’ “Inverno” di Vivaldi, per passare a Mozart, fino a Debussy con “La fille aux cheveux de lin” e Massenet con la “Meditation” da “Thaïs” di Massenet.

C’è anche un momento dedicato al solo Procopio, che esegue due omaggi alla Spagna, da Albéniz e de Falla, mentre la sola Schiaffino esegue una variazione da Marin Marais. I due musicisti suonano anche tre composizioni proprie, composte per il disco “Se fosse poesia”, nate per accompagnare il poeta e attore Silvio Anselmo, ma meritevoli di vita autonoma, in cui l’intesa tra i due funziona perfettamente e la chitarra non si limita ad accompagnare ma ricama intrecci pregiati di arpeggi.

Si chiude con un trittico di musiche brasiliane, dal repertorio popolare, non del samba o della bossa nova, ma ritmi più scatenati in crescendo, con la ben nota “Tico Tico” a concludere, prima dei doverosi bis che omaggiano Bach e Brahms.

Una serata di musica davvero piacevole, con alternanza di brani famosi e meno noti, eseguiti ottimamente da due musicisti ispirati e comunicativi, che sono entrati molto bene in sintonia col pubblico, purtroppo (per chi non c’era) non numerosissimo. La dimensione acustica della serata inoltre ha permesso di superare i noti limiti dell’Auditorium, che non si presta all’ascolto di ensemble più numerosi. Doveroso ringraziare l’Associazione Rossini che propone sempre serate interessanti e senza concessioni alle mode, auspicando che la partnership col Comune di Albenga prosegua fruttuosa.