I divertenti “Dialoghi degli dei” dei Sacchi di Sabbia allo Spazio Bruno

di Alfredo Sgarlato – Chiusura della undicesima Kronostagione con “Dialoghi degli dei”, scritto da Massimiliano Civica e i Sacchi di Sabbia, ovvero Giulia Gallo, Giulia Solano, Gabriele Carli, Giovanni Guerrieri ed Enzo Illiano e coprodotto dalla Compagnia Lombardi-Tiezzi. Lo spettacolo, che, lo diciamo subito, è esilarante, è tratto dall’opera di Luciano di Samostata, scrittore e retore vissuto ad Atene tra il 125 e il 180 d.C., noto per “La storia vera”, considerato da alcuni il primo romanzo di fantascienza, e autore di molti dialoghi, che ispirarono anche Leopardi, in cui critica la cultura del proprio tempo simpatizzando con l’epicureismo.

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La scena ci porta in una classe, con un’insegnante, due studenti e due personaggi in toga e sandali. Una lezione di mitologia è lo spunto per uno scoppiettante fuoco di fila di battute, con tormentoni e situazioni paradossali, in cui la fantasmagorica vita degli dei dell’Olimpo viene raccontata in maniera sostanzialmente fedele ai miti originali, privilegiando quello sconcerta, e diverte, di più il lettore odierno, ovvero l’insaziabile e polimorfa sessualità di Zeus, Apollo e co.

La narrazione offre anche lo spazio a una riflessione sulla natura del teatro, Stanislavskij vs Mejerchol’d, realismo contro immaginazione, molto attuale oggi che l’appiattimento sul realismo affligge non solo l’arte ma anche la politica. Niente musica, niente lavoro sulle luci, solo dialogo, in un paio di passaggi sostituito dalle quartine tipicamente toscane che sono la specialità della compagnia. Ma bastano solo le parole a portarci nel mondo fiabesco degli dei, come in una scuola o su un palcoscenico, “il teatro è immaginazione”, dicono gli attori, ma in questo caso è anche divertimento e divertimento intelligente, quindi cultura.

Ottimo finale per una stagione che ha portato ancora una volta divertimento, riflessione, attualità, storia, con lo Spazio Bruno sempre affollato. Grazie ancora a Kronoteatro, augurandoci di continuare a vedere spettacoli di questo livello.

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