Reality: realtà e rappresentazione nello spettacolo di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

Realtà e rappresentazione. È questo il binomio al centro dello spettacolo di Deflorian / Tagliarini “Reality”, in scena alla Sala Mercato (Piazza Modena 3 Genova) giovedì 22 e venerdì 23 febbraio nell’ambito della stagione INSIEME 17/18.

Autori, registi, performer Daria Deflorian e Antonio Tagliarini hanno dato vita al proprio sodalizio nel 2008 con lo spettacolo “Rewind, omaggio a Cafè Müller di Pina Bausch”, riscuotendo da subito l’interesse di critica e pubblico. Ospitati dai principali festival italiani e internazionali, vincitori di due Premi UBU (migliore attrice per “Reality” e migliore ricerca drammaturgica per il successivo “Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni”), Deflorian / Tagliarini si contraddistinguono per un teatro minimalista, ironico e autoironico, surreale e struggente.

La storia di Janina Turek

La protagonista di Reality è una donna polacca di nome Janina Turek, realmente esistita, che per oltre cinquant’anni ha annotato minuziosamente i dati della sua vita: quante telefonate ha fatto, quanti regali ha ricevuto, quante volte ha acceso e spento la tv, quante volte è andata a teatro. Alla sua morte, avvenuta nel 2000, la figlia, ignara ed esterrefatta, ha trovato un incredibile diario formato da 748 quaderni. Questa storia è stata raccontata in un reportage da Mariusz Szcygiel, giornalista e scrittore polacco le cui opere parlano di storia e attualità in una prospettiva del tutto originale (in Italia è pubblicato da Nottetempo) e Deflorian/ Tagliarini ne sono stati Reality 4 conquistati al punto di dedicargli un intero progetto (prima di Reality hanno infatti realizzato czezy/cose).

Su una scena fornita solo di un tavolo, due sedie e una poltrona, i due performer creano – a tratti con irresistibile comicità – una serie di corto circuiti tra la storia di Janina, il modo in cui loro cercano di rappresentarla a teatro e la percezione della realtà da parte del pubblico

“Reality senza show, essere anonimi e unici. Janina Turek aveva scelto come oggetto delle sue osservazioni quelle piccole azioni quotidiane che nessuno nota, un affaccendarsi continuo destinato all’oblio” spiegano i due performer nelle note di regia. “Ci affascina proprio perché non l’ha fatto nell’ambito di una ricerca artistica, ma solo per lasciare una traccia del proprio passaggio. Rassicurarsi sulla realtà della propria esistenza è un bisogno intimo dell’essere umano”.