Liguria: dibattito sulla proposta di legge (respinta) sul reddito di cittadinanza (III)

Oggi in Consiglio regionale con 7 voti favorevoli (Movimento5Stelle, Gruppo misto- Libera-Mente Liguria e Rete a Sinistra) e 23 contrari (maggioranza di centro destra e Pd) è stata respinta la proposta di legge “Disposizioni regionali sul Reddito di cittadinanza”, di iniziativa di Alice salvatore del movimento 5 stelle e degli altri componenti del gruppo.

Il testo si proponeva di istituire il reddito di cittadinanza «quale misura regionale diretta a contrastare lo stato di povertà disuguaglianza ed esclusione sociale, a creare condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro, a valorizzare le competenze di base e professionali delle persone, a promuovere la coesione sociale e la crescita economica ed occupazionale del territorio».

Venivano quindi individuati i beneficiari, i requisiti di accesso, le modalità di erogazione e di controllo ed il finanziamento degli interventi. L’erogazione dell’intervento era subordinato  alla sottoscrizione da parte del richiedente del Piano di Azione individuale (PAI). Per il finanziamento degli interventi si prevedeva l’istituzione del “Fondo regionale per il reddito di cittadinanza”, alimentato da risorse regionali. Il Fondo, secondo l’intento dei proponenti, poteva essere incrementato da ulteriori risorse derivanti da fondi europei.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha annunciato voto favorevole al provvedimento, ritenendo condivisibile qualsiasi intervento di contrasto alla povertà, ma ha richiamato i proponenti ad un maggiore rigore nei calcoli relativi alle risorse necessarie per finanziare la legge: «Sicuramente è stato fatto un errore nella valutazione economica». Pastorino ha quindi lamentato, da parte delle altre forze politiche, la mancanza di un «confronto costruttivo. Non fa parte della buona politica – ha detto – non cercare di fare sintesi e fare solo competizione». Secondo Pastorino, dunque, «la discussione è stata fatta male, non c’è stata nessuna convergenza né in commissione né in Consiglio. Credo – ha concluso – che queste misure avrebbero bisogno di una maturazione politica che fino ad ora non c’è».

Luca Garibaldi (Pd) ha dichiarato che la norma in discussione non può raggiungere l’obiettivo «perché priva di copertura finanziaria». E per questa ragione – ha puntualizzato – non avrebbe votato a favore della proposta. Garibaldi ha ribadito che non ci sono le risorse e, rivolgendosi ai consiglieri del Mov5Stelle, ha spiegato: «Non si può dire che si fanno determinate cose, se poi non ci sono le risorse: non si devono illudere le persone» e ha concluso: «Il compito della politica è dare soluzioni, non illusioni».

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha ricordato che alcune Regioni, amministrate da partiti diversi, hanno già varato leggi analoghe sul reddito di cittadinanza: «A questo punto ci chiediamo perché il Pd voglia votare contro la nostra proposta quando la giunta del Friuli, a maggioranza proprio Pd, – ha detto – ha accolto con alcuni aggiustamenti la proposta di legge avanzata dal nostro Movimento». Dopo avere illustrato i dati sulla soglia di povertà sempre crescente a livello nazionale e, soprattutto fra i giovani, De Ferrari ha concluso: «Dobbiamo tutelare i poveri e un reddito di cittadinanza chiaro e mirato può essere la soluzione».

Angelo Vaccarezza (Forza Italia) è intervenuto in qualità di presidente della I Commissione (Affari generali, istituzionali e bilancio), di cui è vicepresidente Juri Michelucci, e ha spiegato che la commissione stessa ha evitato di votare il testo proprio per consentirne la discussione in aula: «Se l’avessimo sottoposta al voto in commissione, la proposta non sarebbe mai arrivata in Consiglio». Vaccarezza ha sottolineato, infatti, che il testo, a suo avviso, non aveva le caratteristiche per superare l’esame in commissione: «Votiamo sul nulla, un provvedimento che non esiste» ha aggiunto evidenziando che alcuni dei consiglieri del  Movimento 5 Stelle avrebbero dimostrato di non avere alcuna conoscenza di bilancio e finanza.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha difeso la proposta di legge: «E’ un testo articolato e complesso con 14 articoli in cui si trovano i finanziamenti necessari. Noi abbiamo proposto anche emendamenti migliorativi per raggiungere un accordo con le altre forze politiche. Mi hanno stupito le pulci fatte al nostro provvedimento – ha aggiunto – per la copertura finanziaria mentre non si è entrati nel merito della proposta di legge in sé. Invece le altre parti politiche non hanno proposto emendamenti in commissione e in Consiglio in modo che questa misura del reddito di cittadinanza fosse applicabile». Secondo il consigliere, dunque, non c’è stata la volontà politica di portare avanti il provvedimento.

Sergio Rossetti (Pd) ha annunciato il voto contrario del suo gruppo. Secondo il consigliere questa vicenda avrebbe un significato «sulla capacità del Movimento5Stelle di essere una forza di governo. Questa legge non ha – ha aggiunto – la copertura finanziaria». Rossetti ha accusato i proponenti di avere scopi solo propagandistici: «In campagna elettorale si parlava di centinaia di milioni – ha aggiunto riferendosi al Mov5Stelle – ed era, evidentemente, un modo per cercare consensi, ma un ente non può solo rispondere ai bisogni reali della gente». Rossetti, infatti, ha spiegato che non è possibile distrarre risorse dal conto capitale, cioè destinate agli investimenti, per destinarle alla parte corrente e finanziare la legge: «Gli interventi strutturali – ha specificato – sono indispensabili per far crescere un paese, quindi oggi apriamo il coperchio sopra questa bufala elettorale». Il consigliere ha, dunque, concluso: «Questa proposta non è convincente e non la votiamo perché è inapplicabile».

Fabio Tosi ha ribadito il suo voto favorevole alla proposta di legge «cosciente che sarà bocciata, ma almeno servirà da stimolo per i consiglieri della maggioranza, affinché da loro arrivi una proposta per il sostentamento dei cittadini liguri in difficoltà». Tosi ha poi polemizzato sulle misure introdotte dal Governo in materia di povertà ed integrazione del reddito, soffermandosi in particolare sul bonus di ottanta euro, che molti italiani sono stati poi costretti a restituire.

Francesco Battistini (Gruppo Misto Libera-Mente Liguria) ha preannunciato voto favorevole: «La proposta, nonostante i suoi limiti, ha aperto un dibattito», ma ha criticato il modo con il quale alcuni consiglieri del Mov5Stelle hanno portato avanti la discussione del testo: «E’ stata una battaglia condotta nel peggiore dei modi, con offese rivolte ai colleghi» ha detto sottolineando che quando si combatte per una proposta di legge in cui si crede si cerca di costruire ponti e, anche se le posizioni sono distanti, si cerca di avviare un dialogo. «E’ questo che bisogna fare – ha concluso – se si ha davvero a cuore un provvedimento e non si vuole fare soltanto uno “spottone”».

L’assessore alle politiche sociali, Sonia Viale ha ribadito che il tema della povertà è fondamentale e chi amministra deve trovare delle vie per contrastarla. Alla luce di ciò, l’assessore ha preannunciato il voto contrario della giunta perché il documento «è sovrapponibile allo strumento licenziato recentemente dal governo, il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva, ndr)». Pur non dicendosi d’accordo con l’impostazione governativa, Viale ha rimarcato la necessità di tenere in debito conto quanto previsto dal Sia e ha ricordato che il Governo ha stanziato per questo settore un miliardo e cinquecento milioni di cui circa 30 milioni, presumibilmente andranno alla Liguria. L’assessore ha, quindi, spiegato che la proposta della maggioranza è di attendere la ripartizione dei fondi nazionali e di verificare il funzionamento del Sia. «Come Regione, andremo poi ad aiutare chi rimane fuori» ha aggiunto, evidenziando che non avrebbe senso ora, in virtù di una legge regionale sovrapponibile ad un provvedimento nazionale, sottrarre fondi al bilancio regionale nel capitolo destinato al settore sociale, che ha già subito pesanti tagli.