Aiuti e solidarietà ai terremotati: testimonianze dall’entroterra di Finale e Loano (foto)

Tovo San Giacomo, Finale Ligure, Calice Ligure, Calizzano e Loano hanno portato a temine un’importante iniziativa di solidarietà consegnando un carico di beni di prima necessità alle popolazioni di Roccafluvione e Arquata del Tronto colpite dal terremoto del 24 agosto.

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All’indomani del sisma, realtà come l’associazione “Insieme Val Maremola”), il gruppo Facebook “Finale c’è”, la cooperativa di Calice Ligure, i servizi sociali del Comune di Calizzano (insieme ad associazioni locali di volontariato quali “Il Sole Oltre”, la pubblica assistenza della Croce Azzurra, il Gruppo Ana) ed i cittadini loanesi si sono subito attivati creando una rete solidale e attivando sul territorio diversi punti di raccolta presso i quali era possibile lasciare beni di prima necessità da inviare in centro Italia.

Il punto di raccolta di “Insieme Val Maremola” era la “Casa Val Maremola”, quello di “Finale c’è” i “Bagni Boncardo”, quello di Calice la sede della cooperativa, quello di Calizzano i locali sopra agli uffici del distretto sanitario e la sede della croce azzurra e gli uffici dell’assistente sociale, quello dei cittadini loanesi il supermercato Delbamare ed il negozio Corso 54. Tutto il materiale raccolto è stato selezionato e stoccato e lunedì sera è stato recapitato nella sede dell’associazione tovese di “Insieme Val Maremola”.

“È stato un mese di impegno vissuto con amore, spirito di solidarietà e partecipazione attiva – fanno sapere gli organizzatori dell’iniziativa – Attivare la collaborazione con i due centri di raccolta di Roccafluvione (che aveva come referente il coordinatore dell’emergenza Alessandro Spina e il vice sindaco Guido Ianni) e di Arquata del Tronto nella tendopoli della protezione civile (coordinata dal volontario Aldo Amadio e dal vice sindaco Michele Franchi) non è stato facile, ma ci siamo iusciti”.

“Il centro di raccolta di Roccafluvione ha da poco formalizzato un accordo con le ‘Brigate di Solidarietà Attiva’ per gestire insieme a loro tutte le donazioni ricevute. In questo modo verrà garantita una distribuzione capillare del materiale donato all’interno del cratere direttamente al domicilio delle persone in stato di necessità”.

La merce è partita mercoledì mattina alle 5.30 e ancora una volta il trasporto è stato reso possibile da quanti si sono adoperati con spirito di solidarietà e generosità per aiutare le popolazioni colpite da questa immane catastrofe: “Grazie ad un veloce tam tam sul gruppo Facebook ‘Val Maremola: diamo nuova vita a ciò che non ci serve più’ gestito dall’associazione tovese di ‘Insieme Val Maremola’ sono stati raccolti in meno di mezza giornata i fondi necessari per il viaggio. Anche per questo ringraziamo il gruppo Masci di Pietra Ligure, il Bar Nelson di Loano, la commercialista Lara Branci e tutti gli utenti che hanno fatto le loro donazioni). Circa 8 bancali di merce sono stati consegnati da due volontari nel pomeriggio di ieri nei centri dei due paesini”.

Andrea, che ha guidato il furgone fino alla meta, racconta: “Il tempo è passato sereno fino alla zona di Amatrice. Una volta arrivati, non appena abbiamo incrociato i mezzi della protezione civile, della polizia e dei vigili del fuoco gli scherzi e le chiacchiere si sono ammutoliti. La presa di coscienza della portata dell’emergenza non poteva che essere accompagnata da un silenzio attonito. Nonostante non si passi nei centri abitati i segni della distruzione sono evidenti. E così, intontiti, siamo arrivati ad Arquata del Tronto. L’allegria dei giovani ragazzi che ci hanno aiutato a scaricare è stata oltremodo spiazzante, ma anche molto comprensibile: la necessità di tornare alla normalità aiuta e loro hanno fretta di farlo. Ognuno ha qualcosa da fare, ma nonostante i loro impegni sono riusciti ad organizzarci un breve incontro con il vice-sindaco che ha ribadito la necessità di non lasciarli soli col tempo. La sua preoccupazione è stata una preghiera”.

“Non potevamo girare più di tanto e quindi siamo riusciti a cogliere solo pochi flash. Abbiamo percepito un profondo senso di comunità: famiglie di diversi colori che condividono gli spazi ristretti della tendopoli in barba ai commenti sui social. La scuola tagliata a metà orizzontalmente. Ho pensato ai bambini che hanno perso le due maggiori certezze, la propria casa e l’ambiente protetto in cui iniziano ad aprirsi al mondo. Mi sono chiesto quanto durerà questa provvisorietà e quanto influirà sulla loro vita”.

Dopo aver consegnato il materiale, Andrea e il suo amico Yuri proseguono verso una nuova destinazione: “O almeno avremmo voluto – spiega Andrea – Il navigatore ci ha giocato uno scherzo e ci ha fatto fare un bel giro nei boschi, tra mucche, fango e strade bianche. L’indicazione di un divertito abitante del luogo ci ha riportato sulla retta via e finalmente siamo arrivati a Rocca Fluvione. Abbiamo aspettato che i ragazzi venissero ad aprire il centro raccolta: non avevano le chiavi del cancello e abbiamo dovuto scaricare e stoccare il materiale a mano. Abbiamo reclutato quattro ragazzini del luogo, ma in breve tanti altri li imitano e vengono ad aiutarci, tra prove di forza e chiacchiere. In 15 minuti abbiamo scaricato il materiale ed eravamo pronti a partire. Il ritorno è silenzioso, la radio e i pensieri ci guidano a casa”.

A compiere materialmente il viaggio sono stati Andrea e Yuri, ma insieme a loro c’erano anche tantissime altre persone: “È stato il viaggio di ogni persona che ha contribuito alla raccolta con donazioni, lavoro, servizio, contributi. È stato il viaggio che ha dato significato alle fatiche, alle corse, tensioni e gioie di questo mese”.

La cordata di solidarietà non si ferma: a breve, infatti, verranno decisi i passi successivi. Come detto in un’intervista dal vice sindaco di Arquata del Tronto: “La paura nostra è che una volta spenti i riflettori gli aiuti diminuiscano e dall’essere circondati da tante persone si possa arrivare ad essere soli. Questa è la paura della popolazione. Speriamo che anche dopo, quando la gente sarà non più nelle tende ma sarà spostata negli alloggi, ci sia sempre qualcuno che ci aiuti ad andare avanti, perché la ricostruzione e la ripartenza saranno lunghe e difficili. Abbiamo tutti gli strumenti per riuscirci”.

In attesa di realizzare nuove iniziative a favore delle popolazioni terremotate, le associazioni che hanno reso possibile questa prima spedizione rivolgono un “grandissimo ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato: chi ha donato col cuore, chi ha dato disponibilità dei punti di stoccaggio, chi ha selezionato la merce, chi l’ha stoccata. Insomma, grazie a tutti”.

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