Triangolare Toti-Maroni-Zaia su immigrazione: M5S “solo propaganda; Pd “il nulla”

«Respinto con perdite da Berlusconi, che gli ha preferito Parisi, Toti prova la scalata alla vetta del centro-destra dal versante più facile (e demagogico): l’alleanza con la Lega xenofoba e populista incarnata da Zaia e Maroni. La scusa ufficiale è il “trilaterale” su immigrazione e sicurezza, in corso a Genova, da cui i tre governatori risfoderano vecchi slogan tanto cari alla Lega. Lo stesso partito che ha già governato il paese per ben otto anni da Tangentopoli a oggi, senza mai aver nemmeno intaccato i problemi legati all’immigrazione».

RobertoMichels

Così commenta il MoVimento 5 Stelle Liguria l’incontro di oggi. «In un convegno a tratti lunare, Toti, Zaia e Maroni chiedono a gran voce di reintrodurre il reato di immigrazione clandestina. Peccato che esista ancora! Sostenere, dunque, che, a causa della depenalizzazione del reato di clandestinità, l’immigrazione sia aumentata, non solo è una sciocchezza sesquipedale, ma è propaganda allo stato puro che non si può permettere chi riveste un incarico istituzionale così importante. Se si vuole davvero risolvere il problema, bisogna rivedere immediatamente il regolamento di Dublino che obbliga i migranti a richiedere asilo nel paese di ingresso nell’Unione Europea. Un regolamento che, di fatto, ci obbliga a gestire tutti i richiedenti asilo in Italia e che è stato firmato nel 2003 da chi? Dagli stessi Forza Italia e Lega che usano i migranti per fare campagna elettorale».

«La verità è che a Toti dell’immigrazione interessa relativamente, poco ne sa e meno ancora ne vuol sapere», secondo il MoVimento 5 Stelle Liguria: «Il suo vero obiettivo, più o meno dichiarato, è la carta dell’alleanza con la Lega per scalare il centrodestra e tentare la spallata decisiva a Parisi, successore designato dallo stesso Berlusconi. Siamo in balia di un piccolo colonnello tradito che usa temi delicatissimi come quelli dei migranti per farsi bello col generale. Il timore dei liguri è che Toti non si fermerà alle parole e passerà ai fatti con una nuova legge regionale destinata ancora una volta ad essere impugnata da Roma… Dopo il Piano Casa, la legge venatoria e la freschissima legge sulla legittima difesa, ormai il “Pupino” ci ha preso gusto».

Sarcasmo anche nel commento di Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria: «Avrei voluto commentare il vertice fra Toti, Maroni e Zaia sull’immigrazione che si è tenuto questa mattina a Genova, discutendo nel merito le proposte che i tre presidenti di Regione intendono fare al Governo sul tema dei profughi e su ciò che possono fare insieme queste tre amministrazioni. Ma visto che è difficile ribattere sul niente, ho preferito lasciar perdere. Dall’incontro di oggi infatti non è uscito nulla. Se non qualche battutaccia a sfondo razzista e vecchie ricette che si sono già rivelate inadeguate. Parafrasando il compianto Fortebraccio: davanti a Villa Lo Zerbino si è fermata un’auto blu e non è sceso nessuno. Erano Toti, Maroni e Zaia».

Rixi: “Dalla Lega di governo proposte concrete e di buon senso: Renzi si svegli” – A difesa dell’intesa si schiera Edoardo Rixi, segretario regionale della Lega Nord Liguria e assessore regionale allo Sviluppo economico, che ha partecipato oggi al vertice trilaterale: «Le proposte che abbiamo elaborato nelle tre regioni dove la Lega Nord è al governo sono di buon senso e nascono dall’esigenza concreta di mettere fine all’immigrazione selvaggia e senza regole così come oggi il governo Renzi l’ha impostata. Bisogna bloccare i flussi, rimandare a casa propria chi non ha alcun diritto di restare nel nostro Paese e finirla con le campagne mediatiche che incentivano masse di disperati a mettersi in viaggio, foraggiando organizzazioni criminali e trafficanti di esseri umani».

«Ci auguriamo che il documento elaborato dalle nostre tre Regioni serva a svegliare dal torpore il governo Renzi e i suoi ministri che sembrano vivere fuori dal mondo – prosegue Rixi – mi ha stupito, ma forse neppure troppo, sentire certe dichiarazioni di oggi del ministro genovese Pinotti che, invece di difendere la sua regione, è venuta a Genova a dirci che non vede rivolte dei sindaci e che quindi va tutto bene. Lo chieda ai sindaci, anche quelli del Pd, cosa pensano quando un prefetto li chiama e impone dalla sera alla mattina di dover accogliere sul territorio una decina di immigrati, magari nell’entroterra. Noi che siamo sul territorio non troviamo tutto questo entusiasmo nell’accoglienza imposta dal governo da parte dei sindaci liguri che per il bene e la sicurezza dei propri concittadini sono sempre più contrari a importare presunti profughi».

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