‘I ragazzi del chàos’ in ‘Spirito allego’, sotto la regia di Nisi

di Laura Sergi – Ieri sera, al Centro polivalente di Pietra Ligure, l’Associazione ‘I ragazzi del chàos’ ha presentato ‘Blithe Spirit’ (Spirito allegro), liberamente tratto da Noël Coward, testo e messa in scena a cura di Maximilian Nisi.

Diciamo subito che è stata una piacevole sorpresa: in uno spazio prestato al teatro, quale è l’ampia sala del Centro, una piccola pedana ha contenuto le scene di Luigi Sironi e Marcello Vio, pochi elementi ben distribuiti per cinque ragazzi che si sono misurati in parti anche difficili, come Lorenzo Carnielo, eccezionale nel ruolo della medium Madame Arcati, che regge per lunghi periodi un biascicare ricco di onomatopee, e le lettere ‘demon’ declinate in mille modi, pur di rendere oscura e tenebrosa la visione degli spettatori.

Lorenzo Vio e Samira Mohamed sono stati i coniugi padroni di casa: Paolo e Diana (la seconda moglie). Non abbiamo visto il debutto, l’altro ieri, e parliamo solo della sera del 24 dove, alle prime battute, la rigidezza era palese; Vio temerà sicuramente lo ‘scoglio’ del momento più terribile, quello che da lì a poco lo farà cadere in un incubo, lui solo, e sentire quelle voci assurde, prima confuse, poi quasi nitide… È uno scoglio superato alla grande, visto che il terrore si insinua in sala e non ci mollerà più. Gli occhi adesso sono puntati su Mohamed: la sua tensione ora è giustificata, e litiga con il marito perché non può capire, preoccupata per uno scherzo che sta andando troppo avanti: ma, da qui in poi, non uno sguardo fuori posto, mai l’errore di posare gli occhi sulla prima moglie, che lei appunto non può vedere.

Brava davvero anche Elisa Sironi, nei panni dell’ectoplasma: non sappiamo che tipo di donna sia stata in vita, tra le libertà del regista, ma qui è dispettosa/poco allegra, prototipo di un mondo sconosciuto, dove le anime si dannano in una sofferenza statica, e ritornano fra i comuni mortali solo per soddisfare il proprio ego: non c’è più amore, in Lisa, per Paolo, solo un sogno cupo di possesso e l’invidia di una vita che continua, su questa terra, malgrado tutto.

Ed ecco infine la coppia di amici, Jacopo Albesiano e Annalisa Zanin, invitati per la seduta spiritica. Lui è medico, lei la sua consorte. La loro parte è minore nel contesto, anche perché nulla a loro viene detto, però sono disinvolti dal primo istante del loro ingresso in scena.

Manca parlare di Assunta Sozzi, la sesta protagonista, l’unica esterna al gruppo del Chàos, nel ruolo di Giulia, l’anziana cameriera che si scopre con capacità medianiche: forse un po’ troppo lunghi i momenti in cui riassetta la sala, ma è da tanti anni roccaforte dell’Università delle Tre Età di Borgio Verezzi-Pietra Ligure, e ha una sicurezza da invidia. In particolare, quando deve ammettere (per poi scappare al termine della terribile formula), di vedere le due donne morte lì, dietro di lei.

Abbiamo già parlato delle scene, ma vorremmo ritornarci su: perché unite alle luci di Michele Abrate quei pochi elementi curati e graziosi spirit 3sembravano anche tanti e complessi, visto che, una volta a soqquadro sotto l’intermittenza delle luci (complici gli attori nel sostituirsi – senza pathos – a omini sul palco) hanno pienamente soddisfatto l’idea delle ripetute cadute in trance della medium.

Infine, bello anche il finale, che si sostituisce a quello di Coward, per il quale Paolo andrà via da quella casa, vedovo due volte: ieri sera, colpito da infarto, viene invece raggiunto dalle due consorti, per una conclusione che li vede tutti e tre uniti nello stesso aldilà misterioso, un nulla orrendo, in attesa di chissà che…
Divertenti i momenti del dialogo che si sovrappone (e non una sbavatura!), e l’empatia che Carnielo-medium riversa verso Lisa, e che la stessa non ricambia.

Patrocinio del Comune di Pietra Ligure, aiuto regista Alessio Aronne, costumi di Cristina Ferrazzi e Debora Pesce, coordinamento di Paola Schiaffino, per una pièce egregia che, come sottolinea il regista Nisi, è stata preparata in soli sei giorni (nelle foto di Mario Di Stefano, Mohamed e Sironi, quando stanno per essere rimandate nell’aldilà, e la medium Carnielo, in una delle cadute in trance).