Bilancio positivo per il 50° Festival teatrale di Verezzi: record di incassi e affluenza

di Laura Sergi – Conferenza stampa di conclusione del Cinquantesimo Festival teatrale di Verezzi, questa mattina, in Comune: al tavolo, il sindaco Renato Dacquino, il direttore artistico Stefano Delfino e la consigliera delegata al teatro, Maddalena Pizzonia (foto).

Il quadro che emerge, sia dalle parole del primo cittadino che da quelle del direttore artistico, è di un evento in assoluta fase positiva, a maggior ragione se si fa un confronto con i dati della Siae che, in Liguria, nel 2015, alla voce teatro, registrano una diminuzione dell’8,66% degli introiti al botteghino.

In controtendenza, allora, questo nostro Festival, prove alla mano distribuite in cartellina: sette grafici per testimoniare l’aumento di incassi alla biglietteria (sfiorati i 230 mila euro, +19,8% rispetto allo scorso anno), l’aumento del numero degli spettatori (10.326 presenze, +16,1% sul 2015, facendo lievitare la media spettatori a 469 persone a sera), la diminuzione del costo ‘Festival’ per spettatore (circa 45 euro, che Dacquino definisce ‘Un risultato eccezionale, la miglior prova di tutto il valore conseguito in questi anni’, anche perché occorre pure tener conto che il costo dei biglietti è rimasto invariato), l’aumento al 51% (dal 36% del 2002) della percentuale di copertura delle spese con gli introiti della biglietteria, infine la riduzione della percentuale degli ingressi omaggio (il 17% nel 2007, il 7% in questa stagione).

Dati che non possono che rendere orgoglioso un sindaco, specie se, come nel nostro caso, li legge anche alla luce di un passato professionale vissuto a grafici, tabelle e diagrammi.
Delfino, dal canto suo, ha rimarcato l’eccezionalità di una conferenza stampa a conclusione del Festival, calcando anch’egli sulla positività dei risultati; teniamo presente che alcuni grafici (che sotto riportiamo) prendono in esame tutto il periodo 2002-2016 (gli inizi della sua direzione artistica, data nella quale ci fu chi dava per finita 1-2-3la Rassegna teatrale), altri grafici invece il periodo 2012-2016.

Ma che questa Stagione sarebbe stata esplosiva dovevamo aspettarcelo, dichiara, se i contatti sulla pagina Facebook del Festival sono stati così straordinari con i primi aggiornamenti, per non parlare degli incassi al botteghino. Certo, con un budget più robusto che nel passato, si è potuto stilare un calendario così variegato quale è stato quello appena concluso, ma il successo delle diverse stagioni teatrali va anche attribuito al fatto che ‘in quindici anni, non abbiamo mai fatto le cosiddette truffe estive!’, sottintendendo con ciò le classiche programmazioni di basso valore al solo scopo di far cassa.
È orgoglioso, il direttore artistico, nel ricordare ancora il Premio Tatiana Pavlova, assegnato alla Rassegna quale ‘testimone della grande passione per l’arte di una comunità tutta’, e che ha saputo superare le difficoltà economiche che attanagliano l’intero mondo dello spettacolo (‘E non dimentichiamo – ha ricordato – che lo scorso anno, di questi tempi, non sapevamo neppure se saremmo arrivati a celebrare il Cinquantennale…’).

Per Delfino, c’è un altro motivo di orgoglio mentre cita: ‘Pochi, maledetti e subito’: l’organizzazione del Festival ha fama di essere ‘seria’, anche se con budget più modesti, perché salda puntualmente le spettanze alle Compagnie (mentre sempre su Facebook girano in questi giorni le lamentele di chi pare abbia appena ricevuto, a distanza di sette anni, il 50% del dovuto da altro ente teatrale).
Infine, sul malumore di cui è bersaglio, ricorda che ‘Chi rosica è in linea con il tema del Festival’ (appunto, Gli umani sentimenti), ma si suggerisce da solo una condotta da seguire: ‘Non ti curar di loro ma guarda e passa’.

Intanto, ai primi di settembre uscirà il libro sui ’50 anni di storia del Festival teatrale’, ricco di aneddoti e ricordi di alcuni storici protagonisti e, per celebrare anche in tutto il territorio della Regione l’importante anniversario, saranno scelte 50 piazze liguri in cui allestire una Mostra del Festival, magari che si fregino a loro volta, come Borgio Verezzi, di appartenenza ai ‘Borghi più belli d’Italia’.