Green Park, Melis (M5S): “No agli scavi a rischio amianto nel Parco avventura di Albisola”

Andrea Melis

«Bambini e ragazzi che giocano liberamente sulla terra contaminata di amianto». È questa l’opinione di Andrea Melis, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria, secondo il quale «Sembra assurdo, ma è quello che potrebbe capitare ad Albisola Superiore, dove è pronto il progetto del nuovo Albasole Green Park realizzato utilizzando le terre di scavo provenienti dal Terzo Valico, il cui cantiere è rimasto a lungo chiuso per concentrazioni sopra la norma di amianto».

«Sul tema – prosegue Melis –abbiamo depositato questa settimana un’interrogazione urgente in Regione per sapere se la Giunta sia a conoscenza dei rischi per la salute e gli impatti potenzialmente devastanti per l’ambiente di un simile progetto, invitando l’assessore a valutare tutte le verifiche del caso. Quanto al sindaco Orsi, ci pensi bene prima di essere corresponsabile di un progetto dalle premesse pessime, fondato sulla mercificazione delle terre di scavo viste come mero business. Alla luce dei ripetuti allarmi amianto che hanno interessato il Terzo Valico in questi mesi, è necessario procedere con i piedi di piombo».

«Ma c’è di più purtroppo. La realizzazione del parco avventura prevede una possibile riduzione di un rio a fondo valle, e sappiamo bene cosa succede in Liguria in questi casi. Il primo cittadino di Albisola dovrebbe conoscere bene gli impatti sul territorio di simili operazioni, proprio lui che, ai tempi in cui era assessore all’Ambiente sotto Biasotti, aveva contribuito ad avviare la discarica di inerti a Stella, con materiale proveniente proprio dal Terzo Valico. Questa volta il Partito Unico degli affari (di cui Orsi è il naturale trait d’union, dopo il suo outing per Paita alle ultime primarie del Pd) è andato addirittura oltre, puntando tutto su un parco avventura dalle dubbie ricadute sul territorio e su cui aleggiano fondati timori sanitari e ambientali. Ma è davvero necessaria della terra da scavo per un parco divertimenti? Noi crediamo di no», conclude Andrea Melis.

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