Amministrative, Rete a sinistra – Savona che vorrei: “strategico il trasporto collettivo”

4 - Ravera Marco

Savona. Il sistema di trasporto pubblico savonese vivrà delle settimane molto calde per quanto riguarda la gestione dei conti e, di conseguenza, l’esercizio del trasporto stesso. Sulla questione al centro anche della campagna elettorale per le prossime amministrative, intervengono Marco Ravera (Candidato Sindaco “Rete a sinistra – Savona che vorrei”) e Barbara Delbuono (Candidata Consigliere “Rete a sinistra – Savona che vorrei”).

«L’annunciato taglio di 300 mila euro da parte del Comune di Savona all’azienda va a sommarsi a quel milione e 700 mila euro che la Provincia non è più in grado di versare a TPL. Le reazioni dei sindaci degli altri comuni della provincia sono purtroppo prevedibili, nessuno di loro vuole versare un euro di più per colmare l’ulteriore taglio che lascerà Savona anzi ritengono equo tagliare anche loro. La conseguenza a questo tipo di dichiarazioni ha provocato la reazione legittima dei sindacati che hanno avviato una fase di raffreddamento a livello locale per quanto sopra esposto ed una a livello regionale sulla carenza di risorse per il TPL, per l’acquisto di nuovi autobus, per la vicenda  legata al ‘fondino’ che ha creato aspettative tra i lavoratori mai mantenute e che però è stato erogato anche se parzialmente ad altre aziende e, non meno importante, alla mancanza di un quadro normativo di riferimento».

«Noi di “Rete a Sinistra – Savona che vorrei” riteniamo strategico il trasporto collettivo delle persone nell’idea di città che sosteniamo nel nostro programma cercando di ridurre progressivamente il traffico “privato” e migliorando le sinergie tra i vari servizi della stessa città, pensiamo ad esempio al Campus e ai trasporti dei turisti dal porto alle varie zone fuori dal centro storico. Anche se potrà essere una soluzione parziale dei problemi che riguardano il trasporto locale, bisogna provare con determinazione a rilanciare il trasporto dei cittadini in un sistema sostenibile di mobilità. Solo in questo modo – concludono Ravera e Delbuono – potremo migliorare la vivibilità della città, e garantire ai lavoratori dell’azienda la giusta stabilità».