Albenga, in viaggio dalla via Francigena alla Route 66

07 - Amorosi viaggioAlbenga. Tappa ingauna per Giovanna e Giuseppe. Da Amorosi a Los Angeles in bicicletta. Al via la nuova avventura di Giovanna Napolitano e Giuseppe Campochiaro di Amorosi in provincia di Benevento, nominati ambasciatori della solidarietà e dello sport saranno protagonisti del viaggio che li porterà in bicicletta da Amorosi a Los Angeles.

Un’impresa iniziata il 17 aprile che prevede un itinerario di oltre 10 mila chilometri di pedalate attraverso la via Francigena in Italia, passando per Lourdes in Francia, Santiago de Compostela in Spagna e Fatima in Portogallo. Da Lisbona il trasferimento su volo aereo fino a New York per percorrere parte della storica “Route 66” e per poi giungere fino a Los Angeles, con un tempo stimato di percorrenza di circa 5 mesi che li vedranno impegnati in sali e scendi appenninici ai Pirenei per arrivare poi ai lunghi e sconfinati rettilinei americani.
Nel loro percorso dovranno cercare piccoli alloggi di fortuna e saranno ospitati nelle varie tappe che affronteranno. Per la sosta ingauna saranno ospiti di Giorgia Grossi – titolare del bed and breakfast “La Fata Verde”.

Il progetto denominato Love Wheels 646, trova un necessario supporto logistico grazie anche alle comunità di italiani residenti all’estero. New York, Philadelphia, Baltimora, Washington, Chicago, Kansas City, Las Vegas, queste alcune delle città che saranno toccate dal lungo itinerario, oltre 150 tappe pianificate in ogni dettaglio e che sarà possibile seguire quotidianamente grazie agli aggiornamenti che Giuseppe e Giovanna posteranno sui vari social network e sul sito internet dedicato.

Spiegano Giovanna e Giuseppe: «il nostro tragitto vedrà tutta la via Francigena in Italia e come scopo il recupero, la valorizzazione e la promozione di itinerari storici, culturali e religiosi essendo questa una via sconosciuta a tante persone; passare per Lourdes e ripercorrere il Cammino di Santiago De Compostela raggiungendo Fatima e infine Lisbona. L’intenzione nel nostro viaggio nella parte americana è quella di incontrare le comunità italiane e creare una sorta di documentario raccogliendo le loro testimonianze: i motivi del loro trasferimento, le difficoltà incontrate, la loro storia e riportarle alle nostre realtà. Vorremmo inoltre essere messaggeri delle diocesi: da Pietrelcina portare un messaggio alla comunità di Padre Pio che si trova a New York; un messaggio del Papa (a cui abbiamo già scritto e inviato una lettera dove spieghiamo la nostra volontà) da portare alle Diocesi che incontreremo lungo il percorso; incontrare il sindaco di New York essendo un nostro concittadino e infine farci accogliere dai consolati per lasciare un messaggio anche a loro. Ci piacerebbe ricevere un saluto anche da voi Comuni Italiani come testimonianza del nostro viaggio e portare con noi un messaggio da consegnare alle comunità italiane che si trovano in America, qualora ci fossero cittadini appartenenti alle Vostre Comunità. Entrambi amiamo viaggiare per conoscere terre, luoghi, soprattutto culture e usanze di altre genti, con cui confrontarsi e interagire».

«Il 2014 è stato l’inizio della nostra comune passione, quando, a piedi, abbiamo percorso l’intero Cammino di Santiago De Compostela, tanto desiderato già da qualche anno prima, finalmente diventato reale. Esperienza la cui spiritualità ha prevalso giorno dopo giorno su tutto il resto. Lungo il Cammino, dove spesso i propri pensieri erano gli unici pellegrini, compagni di viaggio, abbiamo maturato il bisogno di incontrare persone nuove, di comunicare e ascoltare le storie personali; è cresciuto il desiderio di scoperta dei luoghi e dei sapori che li distinguono… Confrontarsi con gli altri aiuta a conoscere se stessi. Spinti da questo profondo bisogno, quest’anno, in sella alle nostre bici, abbiamo percorso 5500 km, da Amorosi a Capo Nord in Norvegia. Pedalare per 73 giorni in qualsiasi condizione meteorologica, affrontando l’ignoto del presente e del dopo, adeguandosi con semplicità e prontezza alle varie situazioni, portandosi dietro l’indispensabile; e qui ci si rende conto di quanto necessita l’uomo per soddisfare i propri bisogni: poco, veramente poco per vivere la quotidianità, per vestirsi, per mangiare. Siamo sempre più legati al possesso delle cose e non riusciamo a liberarci del superfluo, che, invece, potrebbe dare dignità ad altri uomini. La ricchezza più grande conquistata è stata ricevere ospitalità e solidarietà da persone conosciute al momento, la simpatia e la cordialità. ringraziamo la città di Albenga che abbiamo conosciuto e ammirato nella sua bellezza», concludono i due fidanzati in viaggio.