Ideologie e politica: fiocco per marò, Family Day? Pastorino, “la destra in Liguria si sente razza padrona”

Liguria. E alla fine Toti la spunta. Al termine di un infuocato Gianni Pastorinodibattito, a consiglio regionale quasi concluso, arriva l’approvazione con la solita maggioranza (risicatissima) di un voto: «il gonfalone di Regione Liguria campeggerà sulle teste dei devoti ultraconservatori al Family Day» [NdR: vedi Corsara 26-1-2016 “La destra forza la mano e trascina il Gonfalone della Regione Liguria al Family Day: il dibattito in Consiglio”].

E la polemica non si placa: «hanno oltraggiato il principio costituzionale della laicità, in una discussione è naufragata nel caos; dai banchi della destra echeggiano proclami vergognosi – commenta nel “day after” il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino – sentire qualcuno che inneggia a “dio, patria, famiglia” mi sembra davvero fuori luogo, specie in una regione che ha pagato con il sangue la libertà dal fascismo. Da questa gente non accettiamo prediche sulla moralità».

Diradato il fumo, c’è spazio per qualche considerazione a mente fredda: «Il fiocco in onore dei 2 marò, il Family Day: alla fine le polemiche che si consumano attorno al Gonfalone sono solo pretesti. In realtà c’è l’occupazione ideologica di uno spazio politico – sottolinea Pastorino – Cosa c’è da stupirsi? Ora che la destra in Liguria si sente razza padrona, porta avanti un processo per il sistematico smantellamento dei valori che finora hanno retto questa Regione. Si comportano né più né meno di come ci si aspetterebbe. La presenza del gonfalone al Family Day rappresenterà l’ostensione del bottino di guerra. Oggi la preda consiste nel simbolo della Regione, domani potrebbero esserlo quei diritti che noi abbiamo sempre ritenuto intoccabili».

Resta però che «con un solo voto di scarto si baratta l’identità di tutti sull’altare della volontà di parte, devotamente genuflessi al comandamento della famiglia tradizionale». «Sull’onda del momento alcuni consiglieri di maggioranza perdono la testa, le sparano davvero grosse, farneticano di “uteri in affitto” e “donne-fornetto” – conclude Pastorino – ma almeno si dimostrano coerenti, rivelando la faccia più deteriore e retriva della destra che oggi governa in Liguria. L’incoerente alla fine sembra proprio essere Toti, che da un lato va a braccetto con i tradizionalisti del Family Day, e dall’altro “benedice” le unioni civili: decida da che parte stare».