Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione in Regione, sottoscritta dagli altri consiglieri del gruppo Fabio Tosi , Andrea Melis, Gabriele Pisani, Francesco Battistini e Alice Salvatore in cui ha chiesto alla giunta «se intenda permettere la costruzione di nuovi grandi centri di distribuzione, anche in zone di pregio, bypassando il potere decisionale dei Comuni in merito e quali iniziative intendano perseguire per favorire, invece, l’attività delle PMI e dei piccoli commercianti».
Il consigliere ha fatto riferimento al dibattito in Commissione III, Attività Produttive, Cultura, Formazione e Lavoro, sulle proposte avanzate dalla Giunta al Testo Unico sul Commercio rilevando «che tali modifiche comporterebbero la possibilità di costruire ipermercati anche in zone di pregio e avrebbero come conseguenza l’accentramento sulla Regione del potere di autorizzare l’insediamento di un ipermercato o un centro commerciale, scavalcando, di fatto, i Comuni a cui, fino ad oggi, spettava l’ultima parola in merito. Ricordo – ha concluso – che la piccola impresa è schiacciata dalla crisi e dalla concorrenza delle catene e dei centri commerciali, con conseguenze nefaste sui lavoratori privati, sui liberi professionisti e relativi dipendenti».
Per la giunta ha risposto l’assessore al Commercio Edoardo Rixi il quale ha puntualizzato che la Regione si sta riappropriando di una competenza, quella relativa alla programmazione della grande distribuzione che nel 2012 aveva attribuito ai Comuni. I Comuni, secondo quanto puntualizzato da Rixi, hanno tutto l’interesse a rilasciare concessioni per grandi superfici di vendita, visto che incassano oneri di urbanizzazione, ma non possiedono una visione d’insieme e non sanno che impatto avrà un’apertura anche nei confronti della realtà dei Comuni limitrofi.
La Regione – ha chiarito l’assessore – dopo questa modifica, varerà una nuova disciplina del settore, che passera al vaglio del Consiglio. Rixi ha quindi ricordato che proprio dal 2012 ad oggi, cioè quando la competenza era comunale, c’è stato un fortissimo aumento delle grandi superfici di vendita, passate da 298 mila metri quadri ai 340 mila del 2015, per altro in un regime di pressoché monopolio, che gli ipermercati sono saliti dai 9 del 2011 ai 13 del 2014 e i supermercati da 211 a 250.
«Lo spirito delle modifiche al testo – ha spiegato – è invertire questa tendenza, che ha ucciso il tessuto commerciale di molti quartieri, e dare regole, che saranno condivise con i Comuni e le associazioni di categoria, perché non si ripetano errori fatti negli ultimi anni, per esempio insediare grandi superfici di vendita in zone esondabili. Alla base della nuova disciplina, infatti, c’è la tutela dell’ambiente e delle zone di pregio nei centri storici, la difesa del piccolo commercio e l’apertura a una vera concorrenza che consentirà l’aumento del potere d’acquisto delle famiglie e, sul medio e lungo termine, potrà determinare anche la riduzione delle grandi superfici di vendita».
De Ferrari ha detto che bisogna invertire la tendenza, non favorendo la grande distribuzione, ma i piccoli negozi ed, in particolare, quelli che attuano la filiera corta ed una distribuzione sostenibile
