Regione: iniziata la discussione generale sui documenti finanziari e di bilancio

Dopo la sospensione dei lavori questa mattina per le contestazioni Palazzo Regione Liguria scritta  fp1 x00mosse dai gruppi di minoranza sulla corretta applicazione delle procedure dettate dai regolamenti, è poi iniziata nel pomeriggio in Consiglio regionale la discussione generale sui documenti finanziari e di bilancio.

Critiche ai documenti di programmazione economica  e finanziaria sono state espresse, nella sua relazione di minoranza da Juri Michelucci (Pd): «Il bilancio di previsione 2016 ci trova contrari poiché non ne condividiamo  in gran parte obiettivi e finalità e, anche quando gli obiettivi potrebbero essere condivisi, riscontriamo una mancanza  di risorse investite, con la conseguenza che gli obiettivi  importanti rischiano concretamente di venire meno», ha esordito, spiegando in maniera articolata  le motivazioni di contrarietà  sue e del suo gruppo. Ha chiarito che oggi , per la prima volta, nel nostro paese si assiste«ad incoraggianti segnali di ripresa». E, quindi, a suo avviso, si avverte la necessità di una politica regionale  che promuova gli investimenti  per lo sviluppo di nuove produzioni o filiere innovative.

E non è sufficiente ridurre gli sprechi, ma occorre una strategia:  «La ripresa degli investimenti  privati e pubblici  è legata anche ad un rilancio della politica industriale, ad una strategia di crescita  basata sull’innovazione delle imprese  e delle istituzioni e ad una efficace governance delle relazioni tra imprese, università credito e amministrazioni pubbliche». Il consigliere ha chiarito: «Nulla di tutto questo è  rintracciabile nel bilancio di previsione predisposto dalla giunta» e ha evidenziato che l’azione prevista in parecchi settori è insufficiente, prendendo in esame, tra gli altri, i finanziamenti comunitari, ed il campo formativo. Michelucci ha quindi chiesto che  fine hanno fatto i Piani Territoriali di sviluppo. Si è soffermato  sulla cultura, evidenziando che la giunta si focalizza sui  grandi eventi, trascurando piccole e medie associazioni che svolgono un  lavoro prezioso. Il consigliere ha detto, a questo proposito, che  sono state annunciate misure importanti, ma senza prevedere allo scopo  risorse aggiuntive e ha lamentato   uno scarso sostegno ai Comuni, che – a suo avviso –  dovrebbero assumere una funzione  più centrale dopo che è venuto meno il  ruolo di presidi delle Province.

Ha quindi sottolineato il’importanza di mettere a punto un piano, anche a valenza turistica, per i piccoli borghi. «La chiusura di un bar, di una pizzeria di una farmacia in un piccolo comune – ha aggiunto – può voler dire la morte del borgo stesso» e ha ribadito che la legge a sostegno dei piccoli negozi di paese, varata di recente, avrebbe una importante valenza : «Ma senza risorse aggiuntive in questo bilancio difficilmente potrà raggiungere le finalità per cui è stata pensata». Il consigliere, quindi, ha focalizzato la situazione del trasporto pubblico sottolineando, tra l’altro,  che si stanno discriminando le stazioni “minori”. Nessuna risorsa aggiuntiva – ha puntualizzato – neppure per il commercio.  Infine Michelucci ha lamentato una  contrazione dei finanziamenti destinati ai Parchi e, in materia di dissesto, ha lamentato l’assenza di politiche di i prevenzione , che comprendano la valorizzazione dell’agricoltura. Michelucci, infine, ha ribadito che il bilancio non  risponde alle esigenze della Liguria  e sarebbe “antistorico” rispetto ai segnali di ripresa  nazionali. Ha aggiunto  che la legge economica è stata affrontata «con sufficienza e senza lungimiranza,  non in linea con  quanto annunciato dai suoi autori e – ha concluso con una battuta – credevo fosse Toti invece era un calesse».

Alice Salvatore (Mov5Stelle): «La Giunta Toti ha presentato una manovra finanziaria interessante ed articolata – ha detto – , composta dal disegno di legge di stabilità, dal conseguente disegno di legge di bilancio, dal disegno di legge sulla crescita DDL 38, il cosiddetto Growth Act, e dal Disegno di legge 39 “Primo collegato alla legge di stabilità” che, quest’oggi in discussione, costituisce una prima applicazione del Growth Act. I due disegni di legge contengono dichiarazioni di intenti che, all’atto pratico, ben poco possono incidere sulla crescita dell’economia ligure ed ancor meno si comprende come possano effettivamente contrastare la crisi economica e promuovere gli investimenti, la crescita, l’occupazione». Salvatore riconosce che la Giunta Toti, con questa manovra finanziaria, «ha il merito di aver finalmente esposto il proprio Programma di Governo, colmando le lacune che erano presenti a luglio, quando l’effetto sorpresa della vittoria elettorale non era stato ancora superato».

Il primo limite del Ddl39, secondo Salvatore, è «la sostanziale assenza di disposizioni normative in grado di produrre immediatamente effetti positivi sulla crescita, sull’occupazione e sugli investimenti, senza richiedere ulteriori, futuri e temporalmente incerti provvedimenti di natura legislativa o amministrativa. Questo limite – ha aggiunto – costituisce il discrimine tra la concretezza, di cui molte volte si è vantato il centrodestra, e l’astrazione propria della logica pianificatoria, di cui soffriva un tempo il nostro Paese. Tuttavia, l’eccessivo ricorso alla genericità ed il rinvio ad altri provvedimenti “attuativi” non è dovuto solamente all’assenza di obiettivi puntuali e concreti, ma anche alla mancanza di un’adeguata analisi di fattibilità del provvedimento legislativo e, soprattutto, alla scarsità di risorse finanziarie disponibili per favorire effettivamente la crescita mediante la previsione di misure puntuali almeno per il 2016».

Secondo il capogruppo del Movimento5Stelle le scarse fonti di finanziamento definite nel disegno di legge 339 «generano risorse incerte e quantitativamente modeste, comunque, non disponibili nell’immediato. In questo caso – ha aggiunto – la Giunta regionale paga lo scotto di non aver voluto utilizzare la leva fiscale, aumentando le imposte: scelta condivisibile, considerato che la pressione fiscale è già elevata e che la situazione dei conti della Regione, per la verità ereditata dalla Giunta Toti, non è sicuramente florida. E questo è un altro punto di debolezza che sembrava la nuova Giunta intendesse affrontare prima di definire le proprie politiche». Secondo Salvatore la Giunta regionale si è posta in posizione «di continuità politica e non solo amministrativa» rispetto alla precedente amministrazione.

Salvatore ha contestato anche «l’assenza di una vera e propria politica sanitaria innovativa e virtuosa e questa lacuna si riscontra anche nel modo frettoloso e generico con cui si tratta del trasporto pubblico locale, che denota una grave assenza di scelte politiche strategiche».
Secondo il capogruppo, infine, i limiti del Primo collegato alla legge di stabilità, cioè «l’assenza di disposizioni che producano immediatamente effetti positivi sulla crescita, la scarsità di risorse finanziarie disponibili e l’assenza di una politica sanitaria innovativa e virtuosa si riscontrano anche nella legge di stabilità».

Sergio Rossetti (Pd), dopo aver premesso che “i conti” lasciati in eredità dalla passata giunta risultano in ordine,  ha evidenziato che il bilancio, insieme alla legge collegata  e alla Finanziaria presentati dalla giunta,  indicano «la distanza tra i propositi annunciati sullo sviluppo e sulla crescita dell’economia ligure e la possibilità di incidere concretamente e velocemente sulla realtà delle cose, rendendo purtroppo improbabile quell’impulso culturale, economico, sociale tante volte annunciato. Addirittura definito come una sorta di nuova costituente della Liguria». Ha continuato: «Il manifesto vero e proprio di questa Giunta è rappresentato dalle disposizioni in attuazione della legge sulla crescita, proposta di legge in apparenza ricca di temi strategici per un vera crescita della Liguria  attraverso titoli come “Riorganizzazione del sistema regionale “, “Attrazione degli investimenti produttivi”, “Misure per la creazione di impresa”,  ma all’atto pratico, intendimenti e propositi si manifestano in una idea dichiarata strategica nella presentazione della legge e che consiste nell’attivazione di un “innovativo tavolo periodico di confronto” tra il mondo delle aziende e gli enti preposti alla formazione.

Ai tanti buoni annunci da campagna elettorale sul bilancio non troviamo, quindi, alcuna corrispondenza di impegno economico, strategico e innovativo, consapevoli che pur grande che possa essere un tavolo di confronto non potrà essere così rivoluzionario da portare i risultati straordinari del cambiamento». Rossetti ha, quindi, evidenziato che i risparmi annunciati sulle controllate, partecipate e sulle agenzie sono inesistenti. Si è quindi soffermato su diversi settori ed in particolare sulla sanità: «Per sette mesi il dibattito sul modello Liguria – ha aggiunto – è stato rinviato al 2016 » dichiarando che nel bilancio, nel DEF, nella finanziaria, nel collegato non ci sarebbe quasi nulla sulla sanità. «Abbiamo letto degli accordi sottoscritti con Regione Lombardia, ma non c’è cenno ai rapporti con Piemonte e Toscana i cui volumi di fughe di pazienti sono superiori a quelli verso la Lombardia». Ha aggiunto: «La mancanza di scelte e di indirizzi da parte della Giunta produce sconcerto e disorientamento». Secondo Rossetti, «in questo bilancio non c’è traccia dei ricercatori del Gaslini, dei ricercatori di IST-San Martino, delle Case della Salute, dello sviluppo dei servizi territoriali che sono diventati l’obiettivo delle riforme sanitarie delle Regioni più avanzate».

Pur considerando le difficoltà legate al campo sanitario e a quelle di tenere in equilibrio un bilancio, Rossetti ha chiesto alla giunta che, attraverso un emendamento, esenti dal pagamento della quota regionale dell’addizionale Irpef i contribuenti con fascia di reddito inferiore ai 25 mila euro.  Il consigliere ha aggiunto che in questa finanziaria e nelle poste a bilancio rimarrebbe ancora irrisolto il tema del superamento delle Province e di come Regione Liguria voglia salvaguardare le funzioni istituzionali di cui si è riappropriata, la formazione professionale, la tutela della flora e della fauna, del territorio e dell’acqua. «Chiediamo che la Giunta e la maggioranza – ha dichiarato – votino un nostro emendamento che prevede una programmazione triennale per la stabilizzazione dei collaboratori, degli interinali e dei tempi determinati della Regione e delle sue agenzie e controllate. Sarebbe un segnale di apprezzamento e di rispetto alle molte professionalità che da molti anni ormai operano nel gruppo regionale allargato e che sono già nei centri di costo dello stesso». Rossetti ha anche annunciato un altro emendamento per abbandonare la sede di Piazza De Ferrari entro dicembre 2017 che consentirebbe – ha sottolineato –  di abbattere i fitti passivi.

Fabio Tosi (Mov.5Stelle) ha dichiarato: «Il bilancio della Regione è un insieme di numeri senza alcuna spiegazione su cosa e come si vuole intervenire. Attendiamo i primi 6 mesi dell’anno nuovo per vedere se i conti tornano o sarete costretti – ha aggiunto rivolgendosi alla giunta – ad aumentare qualche tassa ai cittadini liguri». Il consigliere ha quindi analizzato il Disegno di legge 35, la legge di Stabilità puntando sui risparmi: «Non possiamo che invitare questa Giunta a non rinnovare, l’attuale affitto della sede di Piazza De Ferrari, affitto che pesa sui conti dell’Ente quasi 2 milioni di euro all’anno che la Regione Liguria ovvero i cittadini liguri, pagano al gruppo Unipol. Questo sarebbe un vero segnale di razionalizzazione della logistica e di contenimento della spesa. Circa la cosiddetta razionalizzazione del parco autovetture regionali e riduzione della spesa per il servizio automobilistico regionale – ha aggiunto – non capiamo come mai il Presidente della Regione voglia razionalizzare il parco delle autovetture e nel frattempo abbia noleggiato un’autovettura (BMW 320) per tre anni più l’assunzione di un autista con una spesa di circa 33 mila euro».

Circa l’utilizzo del sistema delle videoconferenze, per ridurre le spese di missione, Tosi ha aggiunto: «Ben vengano queste iniziative, ma fino ad oggi non ci risultano e dato che sono stati fatti diversi incontri con il Governatore della Lombardia, speriamo che i futuri incontri avvengano in videoconferenza». Rispetto alla Regolarizzazione agevolata della tassa automobilistica regionale, contenuta nel Ddl 35, Tosi ha chiesto quante risorse potrebbero derivare da questo provvedimento. «C’è un dato dietro al massimo atto programmatorio di questa maggioranza che balza drammaticamente agli occhi – ha concluso – cioè la totale inconsapevolezza dell’entità effettiva della crisi che la Liguria è chiamata ad affrontare, in primo luogo nelle sue sedi di governo. Una Regione che ha smarrito da almeno trent’anni il proprio modello di sviluppo e le varie maggioranze politiche che si sono succedute, di destra e sinistra, presiedute da Sandro Biasotti come da Claudio Burlando, si sono guardate bene dall’affrontare. Questa Regione ha, invece, urgente necessità di indicazioni concrete per la ripresa: un piano di specializzazione territoriale, che metta a vantaggio competitivo i saperi presenti tanto nelle comunità locali del lavoro come in quelle della ricerca. E che faccia della difesa dell’ambiente e della qualità sociale un motore di nuova impresa pulita e ad alta capacità occupazionale. Dunque, risparmio energetico e salvaguardia del territorio virati anche a business come strategia politica orientata al futuro».

Gianni Pastorino (Rete a sinistra): «Credo che quando la situazione è di grave crisi le manovre – ha detto – devono essere coraggiose». Pastorino ha ricordato, infatti, la grave crisi economica, sociale e occupazionale che colpisce la Liguria più di altre regioni, rilevando l’alto tasso di anziani e malati cronici: «Si deve interviene in questi settori e, del resto, lo sapeva anche Toti, quando si è candidato a governare che questa era la situazione». Rispetto alla relazione presentata dal presidente della giunta giovedì scorso Pastorino ha aggiunto: «La relazione di Toti è stata senza identità, il presidente avrebbe dovuto individuare le peculiarità del territorio, invece la relazione fa a pugni con certe realtà. Non ci sono, per esempio, somme – ha spiegato – che finanziano interventi strutturali per fermare il degrado del territorio».

Ha condiviso con Tosi e Rossetti la necessità che la legge di bilancio debba fare i conti con la crisi economica: «Occorrono funzioni di coordinamento rispetto ad input che creino occupazione e lavoro. Invece nel bilancio c’è solo continuità e una difesa dell’esistente, non sono previsti interventi in campo sanitario, non sono previsti interventi in campo economico, interventi per la stabilizzazione dei precari, non c’è una riorganizzazione della macchina amministrativa».

Secondo Pastorino, inoltre, manca una politica di avvicinamento fra costa e entroterra, «manca un progetto sul turismo, sul recupero del territorio, che eviti abbandono dell’entroterra. Tutti questi sono elementi preoccupanti che indicano una mancanza di progettualità politica ed economica che non rende questa Liguria più veloce e più vicina alle altre regioni con le quali, e non solo la Lombardia, dovremmo, invece, creare un coordinamento che preveda fondi e obbiettivi per abbattere le liste di attesa, migliorare le prestazioni e attirare pazienti di altre realtà nelle nostre eccellenze». Pastorino ha ribadito l’importanza di investire una cifra maggiore di quella messa a bilancio per il sistema ferroviario, ha ribadito che sarebbe giusto mantenere il livello di esenzione dell’addizionale Irpef ai redditi fino a 28 mila euro.

Il consigliere ha concluso il proprio intervento condividendo la richiesta di Tosi di abbandonare la sede di piazza De Ferrari: «Di fronte a questa situazione di crisi bisogna superare questa vecchia logica di rappresentanza, i liguri lo apprezzerebbero». E, sempre per il contenimento dei costi, ha annunciato un emendamento che, riprendendo una sua proposta di legge (su cui il Consiglio aveva deciso a maggioranza di non votare gli articoli), prevede il finanziamento dei libri di testo in comodato d’uso agli studenti delle scuole superiori grazie a risorse recuperate dalla riduzione dei costi della politica.