Liguria, in Regione si dibatte sul nuovo “Piano Casa”: è muro di mattoni tra maggioranza e minoranza (1)

È iniziato tra le contestazioni questa mattina in Consiglio regionale il Palazzo Regione Liguria scritta  fp1 x00dibattito sul nuovo “Piano Casa”; i consiglieri del Mov5stelle hanno gettato in aula alcuni mattoni in polistirolo in segno di protesta. Il primo a intervenire sul disegno di legge 26 “Modifiche alla legge regionale 3 novembre 2009 49 “Piano Casa” è stato il presidente della IV Commissione Ambiente Territorio, Andrea Costa (Gruppo Misto-Ncd Area Popolare), relatore di maggioranza il quale si è limitato ad un breve intervento rivolgendosi ai consiglieri della minoranza che lasciavano l’aula fra le proteste. «Il mio rispetto per il Consiglio è alto – ha esordito Costa – anche di fronte alla scelta della minoranza che, in assenza di argomentazioni, preferisce abbandonare l’aula ed evitare il confronto». Quindi Costa ha messo in evidenza il lavoro svolto in commissione «per discutere ed approfondire il testo», ha ricordato che sono state fatte numerose audizioni e si è quindi limitato a ribadire che il provvedimento darà risposte a tanti liguri.

Marco De Ferrari (Movimento 5 stelle) ha invece presentato la relazione di minoranza. Il consigliere ha evidenziato la totale contrarietà sua e del suo gruppo al Piano in discussione, evidenziando che per il Movimento 5 Stelle è prioritario perseguire l’obiettivo  consumo di suolo zero. Al contrario, a suo avviso, il Piano Casa va nella direzione opposta. “Il Consiglio Regionale della Liguria, in Commissione Ambiente, il 9 dicembre per celebrare in modo paradossale, forse tra i primi su scala mondiale, l’ingresso nell’anno internazionale dei suoli ha approvato a colpi di maggioranza, respingendo ogni genere di emendamento, un Piano casa che per il consumo di suolo è più ancora più devastante di quello burlandiano (già definito allora il più devastante d’Italia, la pietra tombale dell’ambiente)”, ha detto.

Ha continuato : «Più di duemila anni impiega la Natura per formare 15 centimetri di suolo; ma sono sufficienti pochi scellerati istanti in cui una betoniera versa una colata di cemento per farlo sparire per sempre e per ingrigire nuovi angoli della nostra regione dando il via a una nuova era di catrame e cemento sulla nostra già martoriata Liguria». De Ferrari ha poi evidenziato  che il Piano consente aumenti di volumi, più copiosi  nell’entroterra, con percentuali fino al 60 per cento, da la possibilità  di «pericolosissimi cambi di destinazione d’uso» e di intervenire all’interno dei parchi. Ha evidenziato che in Italia si rischia, particolarmente in determinate aree,  di sovradimensionare ulteriormente  il numero di abitazioni rispetto alle reali esigenze abitative. Ha lamentato, quindi, la mancanza  di un reale governo del territorio e dell’ambiente, sottolineando che il suolo è un bene che necessita di tutela, e deve essere sostenuto, secondo quanto previsto anche dalle normative europee. Il dissesto idrogeologico che minaccia larghe fette di territorio della Liguria, secondo De Ferrari, è dovuto alla mancanza di un vero governo del territorio. Il consigliere ha quindi chiesto alla Regione di rivedere la sua politica del suolo «per valorizzare davvero il nostro territorio».

A tal proposito ha ricordato che il Movimento 5 Stelle ha presentato nei giorni scorsi  il Piano Ambiente che si  contrappone in modo diametralmente opposto al Piano Casa in discussione, e  che si inserisce, a suo avviso,  nel quadro fissato della normativa europeo all’insegna dello stop del consumo di suolo e al cemento.

Gabriele Pisani (Movimento 5 Stelle) nell’esporre una delle relazioni di minoranza ha rimarcato che questo Piano non aiuterà l’edilizia, alle prese con una grave crisi che ha colpito duramente i lavoratori e in generale  quanti gravitano intorno al settore: «Quella di oggi è, è stata e sarà ancora solamente una cura palliativa. – ha detto –  L’ennesima non presa di posizione ad una situazione che avrebbe bisogno di tutta un’altra tipologia di interventi e di decisamente altre risposte». Ha quindi sottolineato che a suo avviso c’è   il mancato rispetto dei criteri in materia di tutela attiva dell’ambiente. Ha puntualizzato che il suo gruppo ha cercato  per quanto possibile di sanare una norma «che anche senza il nostro voto domani sarà legge e sulla quale era nostro dovere e impegno cercare di intervenire, entrando nel merito di ogni singolo articolo, di ogni singolo comma».

Ha continuato: «Regna l’assunto ingiustificabile per cui si può creare occupazione solo massacrando l’ambiente, con un senso costante di rigetto di tutte le regole, viste sempre e solo come ostacoli». Ha continuato: «La felice sinergia tra lavoro e ambiente, quale nuova frontiera della green economy, è la linea guida da seguire, come lo attestano tutte le società ecologicamente evolute». Ha puntualizzato che  più che mai è necessario puntare – davvero – sull’efficientamento energetico e sulla messa in sicurezza del territorio, «gli unici due settori che potrebbero risolvere la crisi del settore edile e produrre un miglioramento delle condizioni globali». Ha quindi rimarcato che questo Piano Casa «è – e si rivelerà sempre di più – uno strumento altamente rischioso per il nostro fragile territorio». Ha criticato, inoltre, il fatto che si tratta di un provvedimento non straordinario, ma di natura permanente.

Per Pisani oggi  «È necessario puntare – lo ripeteremo fino alla nausea – sull’innovazione, che si chiama efficientamento energetico e messa in sicurezza del territorio, gli unici due settori che potrebbero risolvere la crisi del settore edile e produrre un effettivo miglioramento delle condizioni generali. Serve moralizzare il settore innescando spirali virtuose di sviluppo non dissipatorio di risorse preziose, in quanto non rinnovabili». Ha ribadito «Queste sono le nuove frontiere di una politica della vita dalla parte dei cittadini.

Il dibattito sul Piano casa è poi proseguito nella seduta pomeridiana del Consiglio.