In Regione dibattito su Trasporto ferroviario in Liguria

Nella seduta del Consiglio regionale si è dibattuto oggi sul Trasporto Palazzo Regione Liguria scritta  fp1 x00ferroviario e il nuovo contratto di servizio. Al termine del dibattito, prima delle dichiarazioni di voto sugli ordini del giorno, il Consiglio ha approvato la proposta di Angelo Vaccarezza (FI) di aggiornare la seduta ad una prossima data.

Giovanni Lunardon (Pd) ha detto che il rinnovo del contratto di servizio con Trenitalia non è una scelta obbligata, ma esistono alternative. In particolare  si può puntare ad una soluzione innovativa: una gara unica, su bacino unico, che integri il trasporto pubblico locale su  ferro e quello  su gomma. A questo risultato si potrebbe arrivare, secondo Lunardon, tra due anni, da superare attraverso una proroga del contratto con Trenitalia, da allineare, per quanto concerne la scadenza,  a quelli per il trasporto pubblico su gomma. «Bisognerebbe lavorare per costruire una gara di concezione molto innovativa: vi chiediamo di fare questa riflessione», ha detto il consigliere rivolgendosi ai banchi della maggioranza. Lunardon ha aggiunto che si tratterebbe di «un grande cambiamento per la nostra regione». Se la maggioranza deciderà di agire diversamente,  con gare separate, secondo Lunardon è comunque necessario prevedere l’integrazione ferro-gomma, e a tal proposito a suo avviso è prioritario mantenere il biglietto integrato. Molti, secondo Lunardon, i punti dei quali si deve tener conto in fase di rinnovo del contratto di servizio che non deve dimenticare le esigenze dei pendolari. Ha ricordato la necessità di introdurre miglioramenti al nuovo orario invernale, ed ha indicato come prioritari gli investimenti sul materiale rotabile e la manutenzione straordinaria della rete. Ha infine ribadito la necessità che i cittadini liguri, attraverso i loro rappresentanti, possano compartecipare a scelte importanti per la nostra regione, che avranno conseguenze per parecchi anni.

Andrea Melis (Mov5Stelle) ha ribadito che al centro del nuovo piano deve essere l’utenza: «Il contratto non era ritagliato nel modo giusto per dare voce ai cittadini all’interno della discussione del contratto». Melis ha ribadito la necessità di affrontare con decisione il tema delle penalità per l’ente gestore in caso di ritardo dei treni. «Il trasporto su rotaia nella nostra regione è determinante diventa uno strumento fondamentale» ha aggiunto e ha ricordato la risoluzione parlamentare che prevede che nei contratti regionali siano previsti forniture gratuite per i disoccupati e agevolazioni «perché la valenza sociale del trasporto pubblico è imprescindibile».

Juri Michelucci (Pd) ha ribadito la necessità di ripristinare un collegamento diretto sul Levante nella fascia oraria fra le 17 e le 18 che è la più affollata e ha rilevato la quasi totale assenza di treni diretti fra Sarzana e Genova: «Siamo quindi in disaccordo sul modello di trasporto ferroviario che viene prospettato perché significa un peggioramento del servizio, occorre invece prendere in considerazione le criticità sollevate dai pendolari».

Claudio Muzio (Forza Italia) ha voluto affrontare questioni che possono trovare una immediata soluzione. Si è quindi soffermato sui problemi derivanti dal nuovo orario invernale, preannunciando  anche un suo ordine del giorno teso  a superare nell’immediato  alcune situazioni  fonte di gravi disagi. In particolare ha ricordato che la  soppressione di un treno con partenza da Savona, direzione La Spezia, alle 16,23 crea disagi a moltissimi pendolari, che sono soliti utilizzarlo. Inoltre si è soffermato sulla chiusura, ipotizzata da Trenitalia, delle platee di lavaggio a Sestri Levante che, a suo avviso, creerà  disservizi all’utenza, in quanto  peggiorerà la pulizia a bordo dei treni. Si prevede, inoltre, in concomitanza con la chiusura delle platee di lavaggio, anche la cessazione del servizio in zona di un locomotore diesel capace di accompagnare le carrozze al lavaggio e in grado di intervenire, in caso di guasti e disservizi, su di una linea di circa 100 chilometri. L’ordine del giorno di Muzio chiede quindi il ripristino del treno e di far continuare l’attività delle platee e del locomotore di Sestri Levante.

Giovanni Pastorino (Rete a sinistra) ha dichiarato: «La Regione Liguria deve investire più fondi e riprendersi così un ruolo di regia nella trattativa altrimenti andiamo a limare un contratto di servizio che viene giudicato minimale e insufficiente. Occorre fare anche una riflessione sui tempi percorrenza che devono essere confrontati con quelli europei». Secondo Pastorino va abolito il tetto massimo sulle penali e il vincolo del contratti di 9-12 anni va valutato perché è molto lungo e superiore alla durata delle legislature. Pastorino ha quindi invitato l’assessore ha valutare il taglio ai finanziamenti al servizio Navebus genovese Porto Antico-Pegli augurandosi che Amt rispetti gli accordi per la riapertura del trenino Genova Casella a primavera come stabilito.

Luca Garibaldi  (Pd) ha rimarcato che il contratto con una scadenza di 9 o 12 anni «rischia di legare le mani alla Regione Liguria per due cicli amministrativi. Chiediamo di essere informati», ha detto, sottolineando la necessità che vengano definite le strategie capaci di integrare trasporto su ferro e su gomma. Ha rimarcato che il nuovo orario “cadenzato” di Trenitalia necessita di correttivi, visto che si rilevano difficoltà oggettive per i territori. E i disagi, secondo il consigliere, colpiscono soprattutto le zone di media e bassa popolazione. Nello specifico, secondo quanto detto dal consigliere, il Tigullio è una delle zone più penalizzate,  con un elevato numero di “tagli”, soprattutto nella fascia oraria mattutina e di fine pomeriggio, quando, cioè, si muovono solitamente i pendolari. Ha ricordato che sottoscrivere un contratto di servizi senza precise strategie significherebbe vincolare inutilmente la Regione.

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle)  ha affermato che il nuovo contratto di servizio deve essere impostato in maniera differente rispetto a quello attuale. A suo avviso, il trasporto pubblico deve avere una parola chiave: servizio. Il contratto va vincolato alla parola sociale, e deve essere teso a soddisfare le esigenze di tutti delle diverse categorie di lavoratori, dai turisti ai pendolari. E’ necessario che disincentivi il trasporto privato, tutelando ambiente e cittadini.

Fabio Tosi (Mov 5Stelle) ha rilevato che l’orario cadenzato avrà l’effetto di ridurre il servizio soprattutto nelle fasce dei pendolari e annunciato il voto favorevole all’ordine del giorno annunciato da Muzio, perché finalmente affronta questioni concrete: «Fa piacere che la politica torni vicino al territorio Infine Tosi ha manifestato forti timori perché la ditta di pulizia Sestri Levante sarà costretta a licenziare alcuni addetti.

Luigi De Vincenzi (PD) ha ribadito l’importanza del traffico su ferroviario rispetto ai «disastri del traffico su gomma». Secondo il consigliere la provincia di Savona sarebbe la più penalizzata dal nuovo orario dal punto di vista della breve percorrenza e ha rilevato verso la Valbormida c’è stato un taglio del 50% dei treni per pendolari mentre sulla fascia costiera vengono introdotti troppi cambi di treno.

Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle)  ha sottolineato la necessità che, per il nuovo contratto di servizio,  la Regione venga presa in considerazione nella sua interezza: Genova necessita del collegamento con il resto del territorio ligure e con le altre regioni. «Non si può pensare al trasporto su ferro e su gomma se non si ragiona per l’interezza del territorio ligure: il cittadino deve potersi muovere agevolmente, se vogliamo un pieno rilancio, anche dal punto di vista turistico». Ha tra l’altro ricordato che molti giovani della province liguri scelgono università di altre regioni proprio perché il trasporto all’interno del territorio ligure non è  efficiente. «Invito a pensare ad un contratto di servizio  che parta dal basso dalle esigenze del territorio  e dei cittadini e non facendo l’operazione contraria», ha detto  ricordando che il territorio va tenuto tutto in considerazione, senza esclusione di sorta: la Liguria deve iniziare a fare sistema  come entità unita e coesa, da ponente a levante.

Raffaella Paita,  (Pd), al pari di altri componenti del suo gruppo ha  sottolineato che è il momento di aprire a una possibile integrazione tra ferro e gomma , con una decisa sterzata. Ha ricordato che per agire in questo senso si può ricorrere ad un gestore unico, ma l’operazione può essere fatta anche per gradi, con studi d’ambito che assicurino la visione complessiva di un territorio con caratteristiche differenti ma che può trovare una sintesi nell’individuazione «di un sistema trasportistico  che parli la stessa lingua su ferro e su gomma». Secondo il consigliere, è possibile approntare una vera rivoluzione in questo settore. Ha ricordato che è necessario un equilibrio di risorse per ammodernare il servizio.  A suo avviso non bisogna sottoscrivere un contratto se non si prevede una sufficiente  integrazione ferro-gomma.

L’assessore ai trasporti Gianni Berrino ha dichiarato che alcuni dei problemi sollevati vengono affrontati nel tavolo fra Assessorato, Ferrovie dello Stato, Trenitalia ed il Comitato dei pendolari e che sono state trovate una serie di soluzioni che rappresentano un primo punto di partenza. Rispondendo alla proposta di Lunardon, Berrino ha rilevato: «Non si può pensare di fare un rinnovo di soli due anni, in modo da arrivare al 2017 e nel frattempo studiare e progettare una gara con bacino unico sul lotto unico e sul lotto ferro e gomma. Si può pensare, piuttosto, – ha aggiunto – dopo che l’8 gennaio il Tar si sarà espresso sui ricorsi avanzati dalle aziende e dalla CTM sulla gara, al lotto unico, vedere quale gara si potrà fare sulla gomma, perché c’è uno svariato numero di ipotesi sul da farsi». L’assessore ha, quindi sottolineato che la giunta è partita da una gara varata dalla precedente amministrazione per il Trasporto pubblico locale su gomma, che prevedeva il lotto unico, ma nessuna integrazione con il ferro. «Partiamo da una bozza già firmata dalla precedente Giunta con Trenitalia per il rinnovo del contatto di servizio, in cui – ha aggiunto – erano già specificate alcune cose concrete. Partiamo dall’esigenza di dover necessariamente addivenire ad un rinnovo del parco viaggiante per quanto riguarda non solo gli autobus – ma questo è un altro discorso – ma anche i treni. Partiamo da un trasferimento di risorse statali che è atavicamente insufficiente, almeno per la Liguria, per garantire un trasporto moderno ed efficiente». Berrino ha rilevato che la GCM ha scritto che le economie di mercato che derivano da una futuribile gara unica sul lotto unico gomma più ferro non sono così ampie da determinare la diminuzione di possibili “competitor” all’interno della gara e si creerebbe un sistema di monopolio che non favorirebbe la concorrenza e quindi il relativo calo dei costi. «Ritengo che con risorse governative invariate e risorse regionali purtroppo invariate – ha spiegato – si debba puntare su un rinnovo con Trenitalia di più anni possibile perché solo così riusciremo a rinnovare il parco viaggiante dei treni liguri, che è uno dei più vecchi d’Italia, e su cui può passare un minimo di quell’efficientamento e di modernizzazione». Dopo avere spiegato che la carenza strutturale sulla linea verso la Francia e altre carenze non permettono di avvicinare i tempi di percorrenza a quelli europei, l’assessore ha aggiunto: «Con un contratto a lunga scadenza possiamo contrattare più facilmente l’ammodernamento del parco. Il nuovo contratto può essere, come sostiene l’apparato della Regione, di sei più tre, mentre Ferrovie dello Stato – Trenitalia sostiene sei più sei, comunque dai nove ai dodici anni.». Rispetto al biglietto integrato, Berrino ha ricordato che anche nel bilancio 2015 la Regione Liguria non l’aveva posto nel bilancio di previsione, ma l’attuale amministrazione ha trovato i fondi a luglio e a novembre. Sulla bigliettazione elettronica l’assessore ha rilevato che è allo studio un nuovo sistema che costa meno e che potrebbe essere introdotto rapidamente.

Al termine del dibattito, prima delle dichiarazioni di voto sugli ordini del giorno, il Consiglio ha approvato la proposta di Angelo Vaccarezza (FI) di aggiornare la seduta ad una prossima data.