“Morte di un commesso viaggiatore”: il classico di Arthur Miller in scena al Chiabrera

Savona. “Morte di un commesso viaggiatore”: al Chiabrera a partire Commesso viaggiatore_ foto famiglia_phLailaPozzoda martedì 1 dicembre 2015 il classico di Arthur Miller nella versione firmata ed interpretata da Elio De Capitani, con Angelo Di Genio, Marco Bonadei, Federico Vanni, Andrea Germani, Gabriele Calindri, Alice Redini, Vincenzo Zampa, Marta Pizzigallo (1-2-3 Dicembre, ore 21, turno A-B-C; 2 e 4 Dicembre, ore 10, studenti).

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Dopo il debutto milanese di due anni fa e gli applausi e commenti appassionati, della critica come del pubblico, che hanno segnato il primo anno di tournée nazionale, è ora possibile ospitare al Chiabrera uno dei più riusciti spettacoli firmato ed interpretato da Elio De Capitani. Sono molte le coincidenze tra il momento storico attuale e i temi affrontati dal testo di Miller, il mutuo da pagare, la disperazione di chi si uccide perché non ha più i mezzi per sopravvivere o perché ha fallito nella scalata sociale, ma il successo dello spettacolo ha radici più profonde. Al centro della scena espressionista di Carlo Sala una compagnia di attori in stato di grazia dà verità e profondità ai sentimenti più universali, al cuore pulsante dell’esistenza: lo strazio di invecchiare, lo scomodo bilancio delle colpe e degli errori nelle relazioni con chi amiamo di più e, soprattutto, la tentazione della menzogna, del “far finta di essere” quello che non siamo.

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Sabato 14 dicembre al Teatro Chiabrera di SAVONA "Lo Schiaccianoci” di Čajkovskij con il Balletto di Milano diretto da Carlo Pesta.

“Ecco il prodigio, il prodigio di questo paese… che un ragazzo possa finire coperto di diamanti anche solo grazie alla sua popolarità, al suo sorriso!” È il sogno ad occhi aperti di Willy Loman, il commesso viaggiatore protagonista del celebre testo di Arthur Miller: rifarsi attraverso suo figlio Biff, vederlo trionfare, avere successo, essere popolare. Willy ha sempre dato a bere a tutti di essere un grande venditore, ma non lo è mai stato e, nei suoi ultimi due giorni di vita, deve fare i conti con la realtà, con il proprio fallimento esistenziale. Nei figli ha alimentato le stesse illusioni, proiettando su di loro aspettative e delusioni, fino a minarne la felicità. Ormai incapace di stare nella realtà, non distingue più tra presente e passato, sogni e ricordi, tra quanto si agita nella sua testa (il titolo del testo avrebbe dovuto essere proprio “The inside of his head”) e la vita vera. Un classico del Novecento (andato in scena per la prima volta nel 1949) che Elio De Capitani, regista e protagonista, affronta dopo il lavoro su Tennessee Williams, per proseguire una personale riflessione sulla vita d’oggi e sul tema dei rapporti tra giovani e adulti attraverso la drammaturgia americana d’ogni epoca.

Il testo, già ospitato nelle belle edizioni con Giulio Bosetti del 1987 e con Eros Pagni nel 2007, sempre per la regia di Marco Sciaccaluga, è stato anche trasposto cinematograficamente nel 1951 e nel 1985, anno in cui ad interpretare il ruolo del protagonista è stato Dustin Hoffman diretto da Volker Schlöndorff.

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