Il Cal boccia il Piano Casa della giunta Toti, Pd: “gli enti locali dicono no alla cementificazione selvaggia”

“Il Cal boccia sonoramente il Piano Casa della giunta Toti. È finita 10 Raffaella Paita 3a 13, con i voti contrari dei territori di Genova, Savona, Imperia e della Spezia. Insomma: le autonomie locali, nel loro Consiglio più ampio, affossano la legge cementificatrice della maggioranza di destra”. Ad annunciarlo, dopo l’esito della votazione di questa mattina del Consiglio delle autonomie locali, è il Gruppo in Regione Liguria del Partito Democratico che sottolinea come, da oggi, il percorso del Piano Casa in Commissione e in Consiglio regionale sarà decisamente più complicato.

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“Il voto del Cal – dice la capogruppo del Pd Raffaella Paita – è un segnale di rifiuto molto forte, da parte del territorio, contro un’impostazione del Piano Casa tesa alla cementificazione selvaggia. La cultura di governo dei territori liguri è cambiata e ha definitivamente sposato un nuovo modello di sviluppo”. Secondo Paita “il governatore Toti vuole portare questo territorio indietro: all’epoca della rapallizzazione. Ed è per questo – sottolinea la capogruppo del Pd – che i Comuni e gli enti locali si sono ribellati. La giunta era certa che il parere del Cal sarebbe stato positivo e invece oggi ha avuto un’amara sorpresa”. Certo, conclude Paita, “Toti e Scajola possono ignorare questo parere e andare avanti per la loro strada, ma rimane il dato politico che per una legge così importante e avversata, un voto negativo degli enti locali è un segnale di dissenso molto forte”.

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Il consigliere del Partito democratico Giovanni Lunardon sottolinea come “il voto contrario del Cal metta in rilievo gli evidenti limiti del nuovo Piano Casa proposto dall’assessore Scajola. Innanzitutto – continua Lunardon – il fatto che esautori completamente i Comuni nella gestione degli effetti che avrà il Piano Casa stesso sul territorio: un elemento, questo, che è stato accentuato dalla scelta di rendere perenne gli effetti derogatori della legge sugli strumenti urbanistici comunali”. Un’altra criticità, secondo il consigliere del Pd riguarda “l’intervento degli aumenti volumetrici automatici del Piano Casa anche nei territori dei parchi nazionali prima esplicitamente esclusi dalla legge, per non parlare – conclude Lunardon – del rischio di consumo di suolo vergine connesso alla possibilità di traslare volumi in aree provviste di servizi di urbanizzazione primaria, anche in variante alla destinazione d’uso. Su questi e su molti aspetti del Piano Casa daremo battaglia in Consiglio regionale con i nostri emendamenti”.

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