Aiuti alle botteghe dell’entroterra ligure: in Regione III Commissione approva il disegno di legge

Liguria. Questa mattina la III Commissione Attività produttive, Depuratore ingauno panoramica costa1 xG00presieduta da Stefania Pucciarelli, ha licenziato all’unanimità il disegno di legge “Riforma degli interventi di sostegno alle attività commerciali” che prevede aiuti per gli esercizi commerciali di tutti i Comuni dell’entroterra.

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Accolti alcuni emendamenti presentati da maggioranza e opposizione che hanno ridefinito i criteri per l’attribuzione dei contributi.
«Oggi si è concluso l’iter riguardo le misure a tutela della piccole botteghe di paese, misure fortemente volute dall’assessore allo Sviluppo economico Edoardo Rixi, – ha spiegato il presidente Pucciarelli – misure che hanno visto la partecipazione anche della minoranza. Questi piccoli negozi che rischiano la chiusura perché soffocati da burocrazia e tasse e che molto spesso, nei piccoli paesi, hanno come loro attività prioritaria quella di una funzione sociale prima ancora che economica, oggi, grazie a questo aiuto, potranno finalmente continuare nella loro importante funzione. Ora il provvedimento licenziato dalla Commissione passerà all’esame del Consiglio regionale».

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Il disegno di legge vuole incrementare la rete distributiva nei territori più sofferenti, in particolare quelli dell’entroterra ligure, che spesso sono a rischio di abbandono, riconoscendo l’importante funzione sociale svolta dai piccoli esercizi commerciali. Il disegno di legge prevede contributi a fondo perduto oppure in conto interesse, forme di vantaggio nell’accesso al credito. I criteri nella concessione saranno stabiliti dalla giunta regionale con una apposita delibera dopo aver consultato Anci e le associazioni di categoria delle imprese commerciali. Le misure saranno finanziate attraverso una quota del “Fondo per il sostegno alle piccole imprese commerciali” gestito da Filse e non comportano oneri per il bilancio regionale perché si prevede una redistribuzione delle risorse del Fondo stesso.

La stesura definitiva del testo di legge, che ha assorbito emendamenti presentati da Andrea Costa (gruppo misto- Ncd Area Popolare) e Juri Michelucci (Pd) (vedi comunicato 216) e da altri membri della commissione, prevede le agevolazioni per le attività nei Comuni che abbiano una popolazione residente non superiore a mille abitanti. Agevolazioni anche per i Comuni non superiori ai 5 mila abitanti che soddisfino almeno due dei seguenti criteri: il rapporto fra popolazione residente e superficie deve essere inferiore al valore medio della provincia di appartenenza, il rapporto fra numero di imprese e superficie deve essere inferiore al valore medio della provincia di appartenenza, il rapporto fra numero di imprese e popolazione residente deve essere inferiore al valore medio della provincia di appartenenza.

Accolto anche un emendamento presentato da Giovanni de Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) che ha chiesto di considerare attività commerciali di montagna quelle presenti ad una altitudine superiore ai 300 metri. «Grazie a questa iniziativa un’area come la Val di Vara vedrà tutelato il proprio tessuto economico a km 0. Inizialmente avevo contestato il criterio per cui sarebbero state assegnate le agevolazioni. Il solo parametro del limite dei 2.000 abitanti per i paesi su cui intervenire non era sufficiente, per tale ragione ho proposto un emendamento alla Legge che tenesse conto anche di quei Comuni situati ad almeno 300 metri sul livello del mare. Lo spirito dell’emendamento è stato inserito nel nuovo testo di legge. Grazie a tale iniziativa regionale – ha concluso – i territori veramente montani del nostro entroterra saranno tutelati dal progressivo spopolamento, che tanto male sta arrecando al nostro tessuto economico. Dobbiamo sempre ricordare che salvaguardare le piccole attività produttive dell’entroterra montano è un passo essenziale per rilanciare la nostra Regione e preservarne la vivibilità, in quanto la presenza umana è la prima garanzia per la manutenzione della viabilità ed il contrasto al dissesto idrogeologico».

(M.C.C.)

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