ANCI Liguria: incontro con una rappresentanza di parlamentari liguri per ribadire le priorità vitali per i Comuni del territorio

ANCI Liguria ha incontrato – ieri pomeriggio, presso la propria sede Palazzo Ducale 00a Palazzo Ducale a Genova – una rappresentanza di parlamentari liguri, con l’obiettivo di ottenere un sostegno forte e deciso in Parlamento su temi di importanza vitale per i Comuni del territorio.

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La riduzione dell’incidenza del patto di stabilità per i Comuni liguri colpiti dall’alluvione 2014 e un pacchetto di proposte relative ai piccoli comuni e alle gestione associata delle funzioni, oltre ad una serie di emendamenti alla Legge di Stabilità 2016, sono i principali argomenti su cui ANCI Liguria chiede l’intervento dei parlamentari liguri.

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All’incontro, che ha visto una partecipazione particolarmente nutrita di amministratori locali, sono intervenuti il sen. Massimo Caleo, la sen. Cristina De Pietro, l’on. Mara Carocci, l’on. Lorenzo Basso, l’on. Luca Pastorino e l’on. Mario Tullo.

“Con questo incontro abbiamo voluto sensibilizzare i nostri rappresentanti in Parlamento su alcuni temi che investono i comuni liguri” – ha sottolineato Marco Doria, Presidente di ANCI Liguria, Sindaco di Genova e Sindaco della Città Metropolitana di Genova. “In particolare chiediamo al Governo e al Parlamento di allentare il patto di stabilità 2015 per i comuni che hanno subito le alluvioni e per questo hanno dovuto affrontare ingenti spese per lavori di somma urgenza. Per questi comuni gli stretti vincoli del patto di stabilità sono soffocanti e paralizzanti. Questa condizione, che certo riguarda anche altre regioni, è molto pesante per diversi comuni liguri”.

La Legge di Stabilità 2016, dopo anni, non persegue su una strada di drastici tagli per i Comuni, superando per il futuro il patto di stabilità e affermando di voler compensare il mancato gettito della Tasi; supera inoltre l’Imu sui terreni agricoli e prevede il rifinanziamento di fondi di inclusione sociale in tema di non autosufficienza, contrasto alla povertà e scuola. A fronte di queste positività, tuttavia, ci sono ancora alcuni fronti aperti su cui ANCI chiede, anche ai parlamentari, ulteriori contributi di miglioramento: definizione della local tax, perché i Comuni non vogliono vivere di finanza derivata, e ridefinizione della contabilità, fondo di pagamento dello Stato ai Comuni per gli uffici giudiziari, revisione delle regole restrittive sul turn over del personale, superamento della paralisi delle Centrali Uniche di Committenza nei mesi di novembre e dicembre, provvedimento ad hoc del Governo in materia di gestione associata delle funzioni dei Comuni.

A seguito degli eventi alluvionali dell’ottobre/novembre 2014 nei Comuni liguri sono state avviate procedure per lavori di somma urgenza, a cui si sono aggiunti lavori di necessaria manutenzione idrogeologica, che si sono attuati dalla fine del 2014 ad oggi e i cui effetti in termini di pagamenti, e quindi sui saldi del patto di stabilità, ricadono quasi integralmente nell’anno in corso. ANCI Liguria ribadisce quindi con forza la richiesta di ridurre l’incidenza del patto di stabilità per i Comuni colpiti dall’alluvione, fino a questo momento mai recepita dal Governo.

Superamento definitivo del Patto di stabilità, più autonomia, più attenzione alle politiche reali di coesione territoriale e riforma delle gestioni associate, con un quadro normativo più incentivante, premiale e semplificato, sono invece le richieste più urgenti sul fronte dei Comuni sotto i 5000 abitanti, che in Liguria sono 183 su 235, il 78% del totale. “I Piccoli Comuni costituiscono di fatto l’ossatura della nostra regione e del nostro Paese e vogliono essere sempre più protagonisti – ha commentato Michele Malfatti, Coordinatore della Consulta Piccoli Comuni di ANCI Liguria –. Per la prima volta, dalla XV Conferenza Nazionale ANCI Piccoli Comuni, che si è svolta a Cagliari lo scorso 10 luglio, è emerso un Manifesto di proposte concrete e di prospettiva, che è stato fatto proprio anche da tutta l’ANCI in sede Assemblea Nazionale, e contiamo che, anche grazie all’intervento dei nostri parlamentari, possa essere recepito dal Governo”.

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