Intervista a Stefano Delfino, direttore artistico del Festival teatrale di Borgio Verezzi alle soglie del Cinquantennale

a cura di Laura Sergi – Correva l’estate 2015 e, nella stretta via Storiche maschere all'ingresso del Festivalche porta a piazzetta Sant’Agostino, dove le maschere sono in attesa di controllare i biglietti di ingresso per il Festival teatrale di Borgio Verezzi (immagine © Fotostudio Azais), comparvero alle pareti fogli inusuali; riportavano un testo, redatto a cura dell’Amministrazione comunale e degli organizzatori della Rassegna, dal titolo: ‘Costruendo il cinquantennale’, un forte richiamo a tutti gli Enti con potere decisionale, al fine di una valutazione oggettiva dell’importanza di una Rassegna che, per vivere, ha bisogna del sostegno di tutti.

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A distanza di circa tre mesi dall’ultimo spettacolo nella rinomata Piazzetta, che d’estate si riempie di celebrità e s’impone come viaggio culturale per i critici di tutta Italia, abbiamo intervistato il direttore artistico dell’importante evento, Stefano Delfino.

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Sabato 14 dicembre al Teatro Chiabrera di SAVONA "Lo Schiaccianoci” di Čajkovskij con il Balletto di Milano diretto da Carlo Pesta.

D.: Delfino, oggi quale clima si respira a Verezzi, dopo la conclusione del 49esimo Festival che ha invitato, per la prima volta nel corso della sua storia, tutti gli artisti delle diverse Compagnie a sottoscrivere un’insolita petizione?

R.: “C’è sicuramente maggiore ottimismo che la scorsa estate. Il sindaco Renato Dacquino ha assicurato che il 50esimo Festival si farà e che il Comune farà un grosso sforzo per mettere a bilancio la cifra necessaria alla sua realizzazione. Anche dall’esterno, dopo la petizione delle compagnie presenti all’edizione 2015 e consegnata sia alla Regione, quando l’assessore Ilaria Cavo è venuta ad assistere a uno spettacolo, che al Ministero (al quale sono stati presentati centinaia di ricorsi contro il Fus), giungono segnali incoraggianti. Il 49esimo Festival, dedicato alla Francia, ha sollevato grande interesse anche all’estero, al punto che tra le oltre 50 proposte già pervenute ve ne sono pure alcune arrivate da Rosario (Argentina), Bogotá (Colombia) e Barcellona.

D.: Qualche anticipazione sulla prossima Rassegna?

R.: “In linea di massima, il 50esimo Festival dovrà essere una festa, e quindi saranno privilegiate le commedie rispetto alle tragedie; punterà su titoli consolidati e facilmente riconoscibili dal pubblico, che è aumentato anche quest’anno e costituisce la nostra forza maggiore per quanto riguarda gli introiti; e avrà come protagonisti nomi importanti dello spettacolo, con parecchie “new entry” accanto a personaggi che hanno già recitato a Verezzi. Ho in corso tantissimi contatti e una serie di progetti molto interessanti”.

D.: Un progetto già definito, come regalo ai lettori di ‘Albenga Corsara’?

R.: “Confermo che il Cinquantennale sarà aperto da Jurij Ferrini con “I manezzi” di Govi, del quale ricorre il cinquantesimo dalla morte, e il Festival sarà presente nelle celebrazioni goviane in programma a Genova”.

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