Al giornalista e scrittore Aldo Cazzullo il riconoscimento “Andora Premia”: “ho scritto ad Andora il mio ultimo libro Possa il mio sangue servire”

Andora. Il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo che, domenica 2 - Cazzullo Premio Andora 2015pomeriggio a Palazzo Tagliaferro, ha ricevuto il riconoscimento “Andora Premia” dal sindaco di Mauro Demichelis. Il premio, alla sua seconda edizione, viene riconosciuto a coloro, residenti o non residenti, che si distinguano per meriti professionali o personali e siano legati ad Andora.

“Andora le conferisce questo premio perché è un giornalista che crede nell’Italia e vuole testimoniare ciò di cui sono stati capaci gli italiani in un recente passato – ha spiegato il sindaco Demichelis – Attraverso i suoi libri ricorda, soprattutto alle giovani generazioni, quell’Italia del dopo guerra e del boom economico che aveva nel sacrificio uno dei valori fondamentali e che ha costruito una società ed un’economia nuova o che, ancor prima, ha rinunciato a tutto, persino alla vita, per aderire alla Resistenza o combattere contro la crudeltà nazi-fascista. Avrà piacere di sapere che lei è il primo cittadino non residente a ricevere questo premio – ha detto fra l’altro Mauro Demichelis – Lei ha scelto Andora per trascorrervi i suoi momenti di relax con la famiglia. Gli andoresi sono persone riservate e rispettose della privacy. Sono anche orgogliosi del proprio territorio e riconoscenti verso coloro che ne sanno apprezzarne la bellezza, ben consci che negli anni si sono sviluppati forti legami affettivi fra Andora e coloro che vi vengono in vacanza”.

Aldo Cazzullo, ricevendo il premio, ha rivelato di aver scritto proprio ad Andora il suo ultimo libro di successo “Possa il mio sangue servire”.

“Ero di ritorno da Pechino, dove avevo seguito come corrispondente i Giochi Olimpici e sono venuto ad Andora con l’obiettivo di scrivere un libro che ricordasse agli italiani la loro storica capacità di trovare soluzioni quando si è in difficoltà – ha spiegato il giornalista –Se oggi ci ricordassimo del valore, del sacrificio e della genialità dei nostri nonni, forse saremmo più consci di quanto valga il nostro paese. L’Italia, in ogni epoca ed in ogni settore, ha sempre potuto vantare grandi talenti ed anche oggi dovremmo essere il software del mondo”.

Nel suo intervento ad Andora, Cazzullo ha parlato di donne e uomini protagonisti di grandi gesti eroici nel corso della Prima e della Seconda Guerra Mondiale: persone sconosciute, soldati semplici e ufficiali segnati a vita dalle brutture del conflitto o che sono stati capaci del sacrificio estremo per impedirle. I racconti di Aldo Cazzullo hanno conquistato la platea tanto che molti, al termine dell’incontro, hanno voluto parlargli così che, oltre al premio, lo scrittore ha portato a casa molte altre storie di quotidiana e straordinaria Italia.