Liguria: una legge nazionale per dare stabilità alle imprese del settore balneare.

Il Consiglio regionale ha approvato con 22 voti favorevoli e 6 astenuti Palazzo Regione Liguria scritta  fp1 x00(Mov5 Stelle) un ordine del giorno, presentato da Angelo Vaccarezza e Claudio Muzio di Forza Italia che impegna la giunta a intervenire presso il governo per ottenere una urgente soluzione normativa di riordino del comparto balneare attraverso la quale – anticipando la prossima sentenza della Corte di Giustizia europea nei giudizi promossi dal TAR Lombardia e dal TAR Sardegna – venga superata l’attuale situazione di incertezza e sia possibile garantire alle imprese balneari familiari in attività un periodo transitorio di durata non inferiore a 30 anni.

Questo periodo consentirà alle imprese turistico ricreative, la ripresa della normale attività lavorativa mentre la Pubblica Amministrazione dovrà esplorare ogni possibile soluzione giuridica per assicurare stabilità al comparto balneare “garantendo le funzioni di propulsione e garanzia svolte finora nei confronti dell’ambiente, dell’economia e dell’occupazione, per giungere ad una definizione della questione balneare italiana favorevole alle imprese in attività”. L’ordine del giorno, inoltre, impegna la giunta ad avviare immediatamente la consultazione tra le categorie per istituire un tavolo tecnico tra Governo e associazioni.

Nel documento si rileva che “secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia la normativa comunitaria non è applicabile ai rapporti giuridici posti in essere anteriormente al recepimento della medesima normativa. Questo principio fondamentale svuota da qualsiasi contenuto le procedure di infrazione aperte nei confronti dello Stato italiano e chiuse a prezzo di importanti interventi abrogativi nazionali, interventi che devono essere considerati vere e proprie inaccettabili forzature, la stessa normativa comunitaria – si legge nel testo – non si oppone a rapporti giuridici a tempo indeterminato o con durata pluriennale”.

IL DIBATTITO IN AULA – Angelo Vaccarezza (capogruppo Forza Italia), primo firmatario dell’ordine del giorno, ha spiegato: «In virtù del ruolo di ruolo Toti (è anche vicepresidente della Conferenza Stato-Regioni ndr) la Regione Liguria è impegnata a portare sull’arena nazionale alcuni temi vitali per la Liguria. In questa Regione, quindi, è cambiato qualcosa: c’è una cultura dei balneari e non è solo nella maggioranza. Quello che noi chiediamo, quindi, assume maggiore forza se ottiene il voto di tutto il Consiglio regionale». Vaccarezza ha quindi ricordato che i balneari fino al 2009 avevano due leggi che li tutelavano e che sono state abrogate. «I gestori avevano fatto degli investimenti perché si fidavano dello Stato e lo Stato aveva dato loro delle garanzie.  – ha detto – Il terreno non è il loro, ma hanno creato un’azienda che è di loro proprietà e che assicura lavoro. Ma questo non è stato tutelato. Ci sono state soltanto azioni pavide». Vaccarezza ha annunciato che esiste una bozza di legge in merito. «Oggi il governo dice che il Tar ha fatto una richiesta alla Corte europea e che occorre aspettare che i giudici decidano, ma io sono contro alla politica decisa dai giudici». Il consigliere ha quindi puntualizzato: «Noi vogliamo che il governo approvi un documento che vada in Europa nel quale si preveda che le attuali aziende abbiano un periodo transitorio di almeno 30 anni per consentire loro di uscire da una follia». Vaccarezza ha sottolineato che non c’è più la possibilità di rinvio: il tempo stringe ed è necessario varare subito il documento.

 Luigi De Vincenzi (PD) ha affermato di essere d’accordo con Vaccarezza:  «Perseguiamo lo   stesso fine, lo stesso risultato». Il consigliere ha ricordato che un ordine del giorno su questo tema era stata approvato anche alla fine della precedente legislatura in cui la maggioranza era diversa: «E’ importante combattere questa battaglia tutti insieme».  De Vincenzi ha ribadito che si prosegue su un doppio binario: da un lato l’evidenza pubblica per le nuove concessioni, dall’altro il lungo periodo transitorio per quelle già esistenti. Ha quindi evidenziato la nascita al senato di un intergruppo – sarà presentato nei prossimi giorni –  del quale fanno parte parlamentari liguri che si sono espressi contro la penalizzazione del settore turistico occupazionale. «Occorre concedere ai balneari un lungo periodo transitorio, in considerazione degli investimenti effettuati  e che dovranno continuare a pagare».

Andrea Melis (5 Stelle) ha convenuto sul fatto che il tema sia importante e ha espresso riserve sull’applicazione della cosiddetta Bolkestein: «Il settore balneare è una ricchezza da salvaguardare, però è un tema complesso sotto il profilo normativo, propongo, quindi, di ritirare il documento e di aprire un tavolo tecnico di confronto in Commissione per fare ulteriori approfondimenti».

La proposta di ritirare l’ordine del giorno non è stata accolta da Vaccarezza che ha spiegato che i tempi sono troppo stretti e che era necessario un atto immediato del Consiglio.

Giovanni Pastorino (Rete a sinistra) ha annunciato il proprio voto favorevole al documento «tuttavia, al di là dell’ordine del giorno – ha aggiunto – occorre costruire una rete fra gli operatorio economici, la politica deve fare massa critica rispetto ad settore sconosciuto che svolge una funzione importante di tutela del nostro ambiente e sotto il profilo occupazionale. C’è quindi un lavoro da fare in futuro. Preferisco, infatti,, un’impresa a gestione familiare piuttosto che le nostre spiagge siano rapinate da multinazionali».

Claudio Muzio (Forza Italia) ha sottolineato : «Credo che questo ordine del giorno  di cui sono firmatario, abbia una grande importanza . E’ sufficiente ascoltare i  timori per il futuro, e per quello dei dipendenti, espressi dagli operatori del settore, che ogni giorno si confrontano con grandi sacrifici, per renderci conto che finora la politica ha fatto azioni pavide. Con questo documento, invece,  la politica ha avuto il coraggio di assumere delle responsabilità. Confido nell’efficacia di questo ordine del giorno, che fa seguito  al  documento già approvato quest’anno dal Cal ed inviato alla Regione Liguria. Ho fiducia che abbia esito positivo, ma questa fiducia mi viene dal fatto che oggi la Regione Liguria  conta di più,  molto di più. La vicepresidenza della Conferenza Stato-Regioni attribuita a Toti è un elemento di forza che prima non c’era. Io confido molto in questo e confido nella volontà di andare  oltre le  dichiarazione di intenti». Ha concluso: «Tutti insieme, quindi, sosteniamo il nostro presidente Toti in questa azione. Aspettare semplicemente che giudici in Europa decidano per noi ritengo sia un grave errore. Dimostriamo la nostra volontà con il voto e con il comportamento successivo».

Matteo Rosso (Fratelli d’Italia) ha fatto appello a Toti, in qualità di vicepresidente della Conferenza Stato-Regioni affinché sostenga la difesa del settore e gli ha chiesto di aggiornare il Consiglio regionale e le categorie sugli sviluppi.

Marco Scajola, assessore al demanio, dopo aver espresso la sua soddisfazione per l’approvazione dell’ordine del giorno, che – ha detto – vuole tutelare le nostre imprese, ha annunciato la bozza di un disegno di legge per assicurare alla categoria la continuità lavorativa e la possibilità di  investire nella struttura a favore del turismo. Scajola ha manifestato la ferma volontà da parte della Regione di portare avanti il provvedimento: «La giunta Toti è pronta a fare la sua parte», ha ribadito, sottolineando la lentezza con la quale sta operando  il governo.

Raffaella Paita (capogruppo Pd) ha stigmatizzato che al voto non abbia partecipato il presidente Toti il quale ha replicato che, vista la larghissima adesione dell’Assemblea all’ordine del giorno, il suo voto non era necessario.