Medini (Labcam), “Episodio del ‘Girellone’ deve far riflettere: tenere alta la guardia attraverso specifici controlli di laboratorio”

Labcam srl-Laboratorio chimico merceologico della Camera di Commercio di Savona da anni detiene l’accreditamento sulla prova CeRSAA pan02della ricerca di Listeria monocytogenes. Il direttore Medini spiega le indagini precauzionali per garantire la necessaria sicurezza alimentare al consumatore. 

Le insidie che si nascondono sulla tavola sono molte: ogni anno nel mondo oltre 3 milioni di persone muoiono per infezioni assunte attraverso il consumo di alimenti e acqua.

Nonostante i controlli, in Italia si stima che le infezioni alimentari colpiscano ogni anno 10.000 soggetti, con una significativa prevalenza di salmonellosi e di listeriosi.  «Il caso del “girellone” ritirato dalla Coop in Toscana in queste ore deve far riflettere sulla necessità di applicare tutti i controlli di laboratorio che oggi abbiamo a disposizione per tutelare al massimo la salute del consumatore» spiega Luca Medini, direttore di Labcam srl-Laboratorio chimico merceologico della Camera di Commercio di Savona. Il Laboratorio con sede ad Albenga, ormai da molti anni segue le aziende in materia di sicurezza alimentare e detiene l’accreditamento sulla prova della ricerca di Listeria monocytogenes riconosciuta da Accredia (ISO 17025:2008).

«Negli ultimi anni – spiega Medini – stiamo assistendo a un progressivo aumento di alcune tossinfezioni alimentari gravi, causate da agenti infettivi sia tradizionali che emergenti, come  Campylobacter, Escherichia coli enterotossico, Listeria monocytogenes e Salmonella spp. Purtroppo quando il problema arriva all’attenzione del clinico e del laboratorio di microbiologia, significa che nella catena dei controlli alimentari c’è stata una falla.

Ricorrere a un controllo ulteriore nella fase di pre-commercializzazione, sfruttando anche metodi rapidi e moderni, come ad esempio il sistema di rilevamento molecolare 3M Molecular Detection System in funzione nel nostro laboratorio, per un’azienda si traduce in una migliore garanzia della qualità del proprio prodotto, tutelando la propria immagine commerciale e soprattutto mettendo al riparo la salute del consumatore finale» .

Dal luglio 2013, il Laboratorio chimico merceologico di Albenga , in aggiunta al metodo d’analisi accreditato per la ricerca di L.monocytogenes, offre ai propri clienti la possibilità di eseguire la ricerca di Listeria spp con un nuovo sistema di rilevamento molecolare 3M Molecular Detection System. «Utilizzare anche nelle fasi di controllo e prevenzione gli strumenti molecolari, che ormai da anni vengono applicati nel campo delle infezioni alimentari, è fondamentale per dare risultati rapidi e ancor più precise garanzie di sicurezza al consumatore» dice Medini. «La Listeria monocytogenes è uno dei pochi batteri con limiti di legge definiti, infatti deve essere assente in 25 o in 10 grammi a seconda dell’alimento».

Epidemie di listeriosi si sono verificate, negli ultimi anni, negli Stati Uniti, in Francia, in Germania, lo scorso anno in Danimarca – 12 morti – e nel 1997 anche in Italia.

 Gli alimenti incriminati sono risultati alcuni prodotti caseari freschi come mozzarelle, ricotte e gongorzola, ma anche insaccati, salse, carne, salmone e tonno.

Listeria monocytogenes è un batterio molto pericoloso perché resiste al freddo e può trovare  anche nel frigorifero un ambiente adatto alla prolificazione.

Può causare meningite e setticemie, può essere letale per anziani e individui con un sistema immunitario compromesso e provocare aborti nelle donne incinte. «Oggi abbiamo tutti gli strumenti per evitare casi di epidemia – conclude Medini – la prevenzione inizia da un’accurata analisi propedeutica alla commercializzazione».