Consiglio regionale sospeso per incontrare i lavoratori edili e dibattito sul futuro della Polizia provinciale

I lavori dell’Assemblea sono stati oggi sospesi su proposta del Palazzo Regione Liguria scritta  fp1 x00presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone il quale, sentiti i capigruppo, ha deciso di incontrare una delegazione di lavoratori edili accompagnati dai rappresentanti sindacali di categoria. All’audizione, coordinata dal vicepresidente del Consiglio regionale Sergio Rossetti, hanno partecipato tutti i capigruppo, l’assessore all’edilizia Marco Scajola e l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone.

Salvatore Teresi (Filca Cisl), Roberto Botto (Feneal Uil) e Fabio Marante (Fillea Cgil) hanno esposto i problemi del settore, che negli ultimi due anni ha perso oltre 4 mila posti di lavoro, di cui 2 mila solo a Genova, rilevando che molti disoccupati non godono più degli ammortizzatori sociali. I rappresentanti sindacali hanno chiesto l’intervento della Regione per rilanciare il settore e la creazione di un gruppo di lavoro composto da enti locali, rappresentanti dei lavoratori e delle imprese per favorire investimenti nelle infrastrutture, in piani di edilizi pubblica e privata e nella difesa del suolo, che abbiano ricadute occupazionali sul territorio ligure.

Raffaella Paita, capogruppo Pd, ha ricordato il proprio ruolo di assessore alle infrastrutture nella precedente legislatura, quando riuscì a far assumere 60 lavoratori nel cantiere del Terzo Valico e firmò un protocollo per estendere lo stesso metodo di trattativa ad altri cantieri. Paita ha aggiunto: «Sottolineo, inoltre, il nostro impegno per realizzare la Gronda. Oggi l’iter dell’opera è a buon punto e i fondi sono disponibili quindi la giunta attuale non deve perdere tempo e deve proseguire nel percorso avviato per un intervento importante che creerebbe anche nuova occupazione».

Alice Salvatore, capogruppo di Mov.5Stelle ha annunciato due iniziative legislative: «Noi procederemo con due proposte di legge che daranno una risposta immediata e concreta, la prima riguarda il riconoscimento del reddito di cittadinanza, una seconda proposta, più specifica per le esigenze del settore edile, prevederà che negli appalti si dia la precedenza alle imprese del territorio ligure».

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha condiviso le preoccupazioni dei lavoratori e ha proposto «la creazione entro la fine della prossima settimana di un “tavolo emergenziale” per ottenere che le imprese impegnate in Liguria utilizzino lavoratori in loco i quali, conoscendo il territorio, avrebbero – ha concluso – sicuramente una maggiore competenza».

Claudio Muzio (FI) consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza, ricordando anche la propria esperienza in qualità di sindaco di Casarza Ligure, ha sottolineato: «Credo che un altro aspetto da affrontare sia quello degli appalti al massimo ribasso, che hanno pesanti conseguenze sull’occupazione e sull’esecuzione dei lavori».

L’assessore all’edilizia Marco Scajola ha assicurato la propria collaborazione al “tavolo emergenziale” che sarà costituito e ha aggiunto: «La nostra regione più di altre ha sofferto la crisi dell’edilizia e noi stiamo già lavorando con atti concreti, che saranno portati all’attenzione del Consiglio regionale, per dare forti agevolazioni in questo settore, agevolazioni che faranno partire nuovi cantieri».

L’assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone ha condiviso le preoccupazioni espresse dai lavoratori e ha aggiunto: «Si può valutare di tenere conto, nelle valutazioni per l’assegnazione delle gare di appalto, delle ricadute occupazionali sul territorio e chiederò agli uffici legali una valutazione preventiva» ha detto, spiegando che esistono norme a tutela della concorrenza che vanno, comunque, rispettate.

 Sostenere l’occupazione nell’edilizia – Al termine della riunione è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno relativo alla difficile situazione dell’edilizia in Liguria. In particolare nell’ordine del giorno si ribadisce la necessità di dare piena attuazione al protocollo tra le organizzazioni sindacali, le istituzioni locali e le imprese per convogliare manodopera locale nella realizzazione delle opere pubbliche sul territorio ligure e per sostenere modalità di gara che valorizzino la qualità del lavoro. Nel documento approvato, infine, il Consiglio regionale impegna la giunta ad aprire un “tavolo emergenziale” entro la prossima settimana per affrontare le singole tematiche ed opportunità.

Futuro della Polizia provinciale – La drammatica situazione dei dipendenti della polizia provinciale è stata illustrata nel corso di un incontro – coordinato dal presidente Francesco Bruzzone – tenutosi durante una sospensione del Consiglio regionale. Come hanno spiegato i rappresentanti delle polizie provinciali di Imperia, Savona e La Spezia entro il 31 ottobre 2015 il personale deve trovare una collocazione e le funzioni che oggi svolge, tutela ambientale, vigilanza venatoria e ittica, contrasto alla proliferazione dei cinghiali, vigilanza sulla viabilità provinciale, salvaguardia dei parchi e reperibilità per la protezione civile 24 ore su 24, devono essere svolte dalla Regione o dalle amministrazioni comunali. Lo scioglimento delle polizie provinciali si somma a quello già avvenuto del Corpo forestale dello Stato che è confluito nell’arma dei Carabinieri.

Per il personale provinciale la prospettiva è quella di essere iscritto alle liste di mobilità o venire assorbito dalla polizia municipale dei vari Comuni. Quest’ultima soluzione – hanno spiegato i lavoratori – però si scontra con il fatto che molti enti locali, come quelli savonesi, non hanno dato disponibilità all’assorbimento e dalla diversità di professionalità e compiti della polizia municipale rispetto a quella provinciale. Per i rappresentanti dei lavoratori la soluzione migliore sarebbe la costituzione di un corpo di polizia regionale che sovrintenda alla sorveglianza ittico – venatoria, alla tutela dei parchi e dell’ambiente.

«Recentemente il personale appartenente alle polizie provinciali liguri in attesa di collocazione – ha detto l’assessore alle politiche dell’occupazione Giovanni Berrino nel corso del suo intervento – è sceso a 55 unità delle 81 presenti al momento del varo della riforma Delrio e il costo della sua ricollocazione all’interno di un ipotetico corpo della polizia regionale ammonterebbe a 2 milioni e 300 mila euro l’anno». Berrino ha sottolineato che la legge Delrio è entrata in vigore il 7 aprile del 2014, ma la questione non era stata affrontata a livello locale dall’amministrazione precedente.

«La giunta conosce e sta analizzando il problema da tempo e troverà una soluzione nei tempi prescritti – dalla legge – ha detto Sonia Viale vicepresidente della e assessore alla sanità, politiche sociali e sicurezza, parlando anche a nome del presidente Toti – La soluzione richiede lo stanziamento di risorse che non erano previste nel bilancio regionale. Stiamo facendo i necessari approfondimenti».

«L’amministrazione precedente – ha detto Raffaella Paita, capogruppo PD – ha affrontato molte delle questioni suscitate dallo “scioglimento” delle Province, questa può essere risolta con le variazioni di bilancio e con il bilancio di previsione 2016 creando un corpo di polizia regionale a cui affidare i compiti prima svolti dalla polizia provinciale».

Giovanni Bianco vicecomandante della polizia provinciale di Savona, ha ricordato che solo le tasse sulla caccia portano un introito che supera i due milioni di euro l’anno.

«Il rischio è quello che il territorio ligure, soprattutto la sua parte più delicata e indifesa, resti completamento sguarnito sotto il profilo ambientale – ha affermato Angelo Vaccarezza, capogruppo di Forza Italia – per questo credo che dalla riunione debba scaturire qualcosa di più forte ed impegnativo di un ordine del giorno». La posizione è stata sostenuta dal capogruppo della Lega Nord Alessandro Piana: «Credo negli ordini del giorno, non credo in quelli condivisi all’unanimità», ha detto. Una diversa opinione è stata espressa da Sergio Rossetti Pd.

Giovanni Battista Pastorino (Rete a sinistra) ha sostenuto che la costituzione di un corpo di polizia regionale deve avere alla base un progetto concreto e approfondito.