Liguria, rischio idrogeologico: dibattito in Consiglio regionale

Sono state esaminate congiuntamente oggi due interrogazioni Alice Salvatorepresentate durante i lavori del Consiglio regionale da Alice Salvatore e sottoscritte da tutti gli altri  consiglieri del gruppo Mov.5Stelle

La prima riguardava le mappe di pericolosità e del rischio idrogeologico. In particolare il consigliere ha chiesto una verifica e revisione dell’attuale mappatura e delle delibere approvate dalla Giunta regionale uscente e, nell’attesa del completamento di questo accertamento,  «di sospendere qualsiasi provvedimento comunale o provinciale che preveda nuove costruzioni in zone esondabili o in zone limitrofe, nei centri abitati recentemente colpiti da alluvione e di impugnare tutti i PUC approvati prima della stesura definitiva delle mappe e prima della verifica sullo corretta attuazione da parte della Regione degli obblighi derivanti dal d.lgs. 49/2010 (attuazione direttiva alluvioni)». Salvatore ha chiesto, inoltre, che la giunta consideri nulli i provvedimenti che non hanno potuto tenere conto di documenti, mappature, accertamenti che prevedano la crescita degli insediamenti umani e l’incremento delle attività economiche nelle pianure alluvionali.

La seconda interrogazione  riguardava le politiche di prevenzione del rischio alluvioni. Il consigliere ha chiesto quali siano le politiche di prevenzione del rischio alluvioni della Giunta; le misure di prevenzione attuate, per ridurre le conseguenze delle future inondazioni sulla salute umana, l’ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla protezione civile e difesa del suolo Giacomo Giampedrone che ha annunciato che è in corso una verifica e una revisione dell’attuale mappatura del rischio che è stata approvata con diverse delibere dalla Giunta regionale a seguito degli stati emergenziali che si sono verificati dal 2011 in poi. «Le zone inondate  – ha ribadito – sono quindi state oggetto di adeguamento con massimo rischio. Nelle zone inondate oggi non si può costruire». La delibera di Giunta regionale numero  59 del 2015, secondo quanto detto dall’assessore ha valenza un anno, ma è rinnovabile. L’assessore ha chiarito che, «qualora un PUC successivo a queste delibere di Giunta regionale dovesse adottare alcune previsioni di carattere urbanistico in quelle zone che nel frattempo sono considerate esondabili,  sarebbero nulle ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006,  secondo il quale  i piani di bacino sono sovraordinati a tutto ciò che è interesse comunale e sviluppo di carattere urbanistico». L’assessore ha pertanto puntualizzato: «la verifica va comunque costantemente fatta». Giampedrone ha anche evidenziato che ad oggi molti territori lamentano  una eccessiva limitatezza della possibilità edificatoria in quanto rientrerebbero nelle nuove mappature anche zone non toccate da eventi.

Per quanto riguarda la seconda interrogazione, Giampedrone ha chiarito la giunta precedente ha adottato in maniera sperimentale, il nuovo piano regionale di emergenza con l’adozione sperimentale anche del sistema dei colori, «ai quali  – ha detto – noi  ci adegueremo insieme ai sindaci nel mese di settembre. Quindi mi sento di dire – ha aggiunto – che il piano di emergenza regionale esiste, c’è da fare un lavoro su tutti i piani comunali». Ha quindi dichiarato che questa giunta sta cercando di aiutare i Comuni negli interventi tesi a diminuire il rischio idrogeologico, non tralasciando, ovviamente le grandi opere.

Salvatore si è detta non soddisfatta, ribadendo che i suoi quesiti di fatto restano senza risposta soddisfacente.