Ungulati, Cia: “Bisogna intervenire con determinazione”

La situazione di questa estate rovente certo non aiuta i coltivatori Mirco Mastroianninella difesa dei propri terreni e delle proprie coltivazioni, già messi a dura prova dalle temperature “bollenti” di questi giorni e di queste notti.

In tutta la Provincia di Savona le incursioni dei caprioli e maggiormente dei cinghiali stanno aumentando, attirati nelle aree coltive e dai terreni resi umidi dalle irrigazioni di soccorso realizzate dai coltivatori le scorrerie di questi selvatici stanno creando notevoli danni alle produzioni, particolarmente nelle aree costiere.

“A rendere questo scenario ora più inquietante è l’impossibilità di realizzare le consuete battute straordinarie per allontanare gli animali dai coltivi; infatti il corpo di polizia provinciale non è più disponibile all’organizzazione ed al controllo delle battute straordinarie motivando questa decisione con lo smantellamento dell’ente provinciale e con il ritorno della delega in materia direttamente alla regione Liguria”: “La tragedia avvenuta in questi giorni a Cefalù dimostra come ormai la presenza divenuta eccessiva di animali selvatici, e la loro sempre maggiore confidenza con l’uomo che li spinge fino agli abitati, debba essere considerato un problema per l’incolumità e la sicurezza delle persone, oltre che un danno incalcolabile per gli agricoltori – afferma il presidente provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori Mirco Mastroianni -. Purtroppo la nostra provincia è tuttaltro che esente da questo problema, come dimostrano i danni provocati quotidianamente alle coltivazioni e i numerosi avvistamenti in città. È recente la presenza di cinghiali persino a breve distanza dalla foce del Letimbro, nel capoluogo”.

Il dato di fatto è che dal 1 luglio di quest’anno non si effettuano più battute straordinarie in Provincia di Savona, e questo fatto di disorganizzazione può costare caro se si considera che tra pochi giorni si raggiungerà la maturazione delle uve nei vigneti.

“È il momento che la grande riorganizzazione delle autonomie locali, vedi la cancellazione delle comunità montane e la cancellazione delle province, cominci a dare dei segnali positivi e non solo assommi dei disservizi, delle incertezze e delle mancate assegnazioni di compiti. Se la caccia è una materia che compete funzionalmente alla regione Liguria allora dovranno essere prese decisioni rapide per evitare che la situazione, ormai insopportabile dei cinghiali sul territorio, vada fuori controllo e soprattutto senza far gravare tutti i disagi ed i costi sulle spalle delle aziende agricole”.

“L’assessore regionale Stefano Mai, in un recente incontro con la Cia proprio in occasione della mobilitazione nazionale sui danni dei selvatici, si era mostrato sensibile a queste problematiche e disponibile ad affrontarle. In un momento di così grande difficoltà per l’invadenza dei selvatici, oltretutto proprio mentre si avvicina la maturazione delle uve nei nostri vigneti, chiediamo alla Regione e all’assessore di attivarsi immediatamente per trovare adeguate soluzioni” conclude il presidente Mastroianni.