Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica, on Giacobbe: il Governo non tiene conto delle esigenze del porto di Savona – Vado

Il Consiglio dei ministri ieri ha approvato in via preliminare, su Anna Giacobbe 01proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, il Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica (PSNPL), da adottarsi con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il Piano è stato redatto in attuazione dell’articolo 29 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n.164, Sblocca Italia.

Il Piano intende favorire la crescita economica del Paese attraverso il rafforzamento della competitività del sistema portuale e logistico italiano. È stata quindi delineata una strategia integrata, con azioni da compiere sia nei porti sia sulla loro accessibilità – da mare e da terra – al fine di potenziare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e negli scambi internazionali.

Tra gli strumenti individuati per la definizione di un Sistema Mare efficace e per l’incremento dei traffici delle merci e della navigazione di passeggeri vi sono numerose azioni per la semplificazione amministrativa, l’efficienza dei controlli e delle procedure di sdoganamento, la promozione dell’intermodalità e dei collegamenti di ultimo miglio, l’attrazione di nuovi investimenti per la modernizzazione delle infrastrutture portuali. Si tratta di obiettivi da raggiungere anche mediante un maggior coordinamento nazionale e una razionalizzazione delle politiche marittime.

Il Piano prevede, quindi, la definizione di un percorso istituzionale e normativo che consenta di corrispondere alle istituzioni comunitarie in materia di revisione della politica delle Reti Trans-Europee di Trasporto, per sostenere progetti infrastrutturali di interesse comune nel settore, valorizzando il ruolo dell’Italia nella costruzione di una rete di trasporto euro-mediterranea e favorendo il recupero dei traffici commerciali tra Europa e Oriente. Il Piano verrà ora sottoposto alle competenti Commissioni parlamentari per l’espressione del previsto parere e tornerà successivamente all’esame del Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva.

Se queste sono le linee generali preannunciate, non mancano obiezioni critiche dalla Liguria, in particolare dai parlamentari del ponente. «Da un anno a questa parte – spiega l’On. Anna Giacobbe (Pd) – la comunità savonese si è sforzata di mettere in evidenza la valenza del proprio scalo e l’esigenza di mantenere un forte rapporto tra il governo del porto e la nostra comunità: per questo abbiamo rivendicato l’autonomia di Savona-Vado, in un quadro di coordinamento e integrazione dei porti liguri».

«Per Savona – Vado, è essenziale che sia completato il piano di investimenti previsto, per mettere in condizioni in nostro scalo di essere pienamente operativo, comprese tutte le opere necessarie per evitare l’impatto negativo del passaggio delle merci dalle banchine alla rete ferroviaria e viaria e per renderlo efficiente».

« – Nelle nuove ipotesi di governace non è chiaro quale ruolo avranno gli enti locali e le forze sociali del lavoro e dell’impresa» notas l’on. Giacobbe: «I porti, in Liguria e a Savona-Vado in particolare, sono “dentro le città”. I rappresentati dei territori devono avere voce in capitolo. Una quota della ricchezza generata dalle attività portuali deve tornare alle comunità locali, per creare lavoro e per armonizzare la presenza di quelle attività con il tessuto urbano».

Inoltre, dice, «Il tema del lavoro portuale deve essere affrontato in modo innovativo, non scaricando sul lavoro gli effetti della variabilità dei cicli di lavoro, avendo attenzione alla sicurezza, allargando la tutela dei lavoratori che operano nell’insieme del sistema logistico. Se la logica del Governo è valorizzare i porti “core”, in una logica di sistema logistico, il porto di Savona- Vado può contare su un interporto riconosciuto come nodo centrale della rete transeuropea di trasporto, un “interporto core”. Vedremo le carte, ma – conclude l’on. Giacobbe – a sentire le anticipazioni sul Piano presentato ieri in Consiglio dei Ministri, pare proprio che queste ragioni non siano state tenute in considerazione. Questo è profondamente sbagliato».