Il cartellone del 49° Festival teatrale di Borgio Verezzi: intervista al direttore artistico Stefano Delfino

Intervista a cura di Laura Sergi – Presentato eccezionalmente a festival verezzi 15Roma, martedì scorso, il cartellone del 49° Festival Teatrale di Borgio Verezzi, dedicato alla Francia e alla sua cultura. Dieci spettacoli che illumineranno piazzetta Sant’Agostino per venti serate complessive, con tante prime nazionali, e termineranno venerdì 21 agosto. Sabato 11 luglio ci sarà la tradizionale anteprima al Festival, con ‘Laurette de Paname’, con Laure Bontaz one woman show, prima assoluta in Italia (foto).
Stefano Delfino è il direttore artistico di questa Rassegna così longeva, alle soglie del suo 50°. Lo abbiamo intervistato non solo sul cartellone attuale, ma anche sui trascorsi di una kermesse che, anno dopo anno, diventa sempre più importante.

Domanda: Delfino, lo spettacolo che ricorda con maggior attaccamento, ma non necessariamente il più bello?

Risposta: Ricordo tutti con simpatia, perché ognuno ha una sua storia dietro. Alcuni, però, sono indelebilmente incisi nel ricordo: ad esempio, “Sostiene Pereira” con la magistrale interpretazione di Paolo Ferrari, “I ponti di Madison County” con una straordinaria Paola Quattrini nel ruolo che nel film era stato di Meryl Streep (uscendo da piazza Sant’Agostino, le signore romantiche ancora piangevano per l’emozione…), “Il persecutore” dal romanzo che Cortazar ha dedicato a Charlie Parker in una serata in cui l’affiatamento fra la voce di Massimo Popolizio e la tromba di Alfredo Rava aveva sprigionato un’atmosfera di magia. E poi l’incanto delle Letture napoletane di Toni Servillo. Venendo a tempi più recenti, non posso che citare successi (di incasso e di risata) come “La cena dei cretini” con il compianto Zuzzurro e Gaspare, “Boeing Boeing” e “Taxi a due piazze”, con i due Gianluca (Guidi e Ranmazzotti) o, lo scorso anno, la scommessa stravinta di “Colpi di timone” del grande Govi con Jurij Ferrini, e la strepitosa conclusione con l’irresistibile “Forbici&follia” e un cast stellare (Ciufoli, Salerno, Formicola, Max Pisu, Miconi, Andreozzi, Terrinoni). Ma sono rimasto colpito anche da qualche curiosità, come gli applausi che, per tre sere di fila, il pubblico ha tributato alla scenografia di Alessandro Chiti a “Il tango delle ore piccole” di Manuel Puig: la prua di una nave che, con un coup de theatre, da dietro le quinte veniva avanti fino a incombere sulle prime file di spettatori, oppure dalla scena in verticale di “Alice”, sulla quale Romina Monello era costretta a pericolose acrobazie..

D.: C’è stato un momento di panico… di terrore puro… nella storia del Festival?

R.: Più d’uno, ma per gli addetti ai lavori, non per gli spettatori, e sempre in caso di maltempo: si riuscirà ad andare in scena, oppure bisognerà mandare la gente a casa? Finora è sempre andata bene, speriamo (incrociando le dita) che sia così anche questa estate. Certo, se piove e tira vento, è un guaio: le vele dello zatterone in “Clizia”, una sera, sono state ammainate perché rischiavano di strapparsi, e prima di “Sam Capuozzo” ho dovuto consolare Marina Confalone, disperata perché l’acquazzone aveva infradiciato le scene. Per sorridere, invece, rammento un’imbarazzata Elisabetta Gardini e gli attori della Bisbetica domata, in vana attesa sul palcoscenico della torta per festeggiare il capocomico Mario Scaccia, misteriosamente scomparsa però dai camerini…

D.: I momenti brillanti di questo 2015 da quale autore pescheranno?

R.: Quelli francesi, innanzitutto, visto che il Festival è dedicato proprio alla Francia: Sylvain Meniac e Jean François Cros, con “Ieri è un altro giorno”, e Laurent Baffie di “Toc Toc”, esilarante commedia con Nathalie Caldonazzo e Luciano Caprile, esportata in tutto il mondo e che finalmente giunge anche in Italia, grazie a una compagnia ligure, che ha sede ad Alassio, ha come regista Silvio Eiraldi, già direttore artistico del teatro di Cairo Montenotte, e per la quale ha composto le musiche l’alassino Franco Fasano. Ma anche la versione del “Sogno” shakespeariano, napoletanizzata da Ruggero Cappuccio per Lello Arena e Isa Danieli; “Angeli con la pistola”, dal film di Frank Capra, la commedia interpretata dagli Scatenati, la compagnia dei detenuti del carcere di Marassi, affiancati da Federica Granata, Mariella Speranza, Igor Chierici e altri attori genovesi; e “Cancun” del catalano Jordi Galçeran, “altarini” di coppie in vacanza, con Mariangela D’Abbraccio e Blas Roca Rey.

D.: E i testi più impegnati?

R.: Oltre a “Bianco o Nero – The Sunset limited” di Cormac McCarthy con Saverio Marconi e Rufin Doh Zèyenovin che tratta di scelte religiose e tematiche razziali, c’è “Figli di un Dio minore” dal film con William Hurt che ebbe cinque nomination all’Oscar, e adesso è interpretato da Giorgio Lupano, volto noto di tante fiction tv, e a che affronta, sia pure con leggerezza, le problematiche legate alla sordità.

Ringraziamo Delfino e, a completamento del cartellone, ricordiamo che, per la prima volta in Italia, il famoso commissario Maigret sarà sul palco per ”Maigret al Liberty Bar” (con Paola Gassman e Pietro Longhi) mentre Corrado Tedeschi sarà in Piazzetta per ”L’uomo che amava le donne – L’amore secondo Truffaut” di Luca Cairati e Cristiano Roccamo. Gli spettacoli, come sempre, inizieranno alle 21.30 in piazzetta Sant’Agostino. Info e biglietteria: 019 610167. A disposizione di tutti il sito del Festival: www.festivalverezzi.it

Intervista a cura di Laura Sergi