Dischi Volanti, Eugenio Finardi a Loano

finardidi Alfredo Sgarlato – Domenica pomeriggio, nell’ambito della rassegna “Dischi volanti”, organizzata da La Compagnia dei Curiosi, si è esibito a Loano, nel bellissimo scorcio di Piazza Rocca, Eugenio Finardi, cantautore italiano tra i più importanti. Presentato dal conduttore di Radio Rai John Vignola, Finardi ha rievocato i suoi inizi con la storica etichetta Cramps, insieme agli amici prematuramente scomparsi Demetrio Stratos e Claudio Rocchi, quando incise insieme a membri degli Area e altri musicisti della scena milanese dischi come “Sugo” e “Diesel”, tra i più belli di quegli anni. Finardi ama chiacchierare, e tra una canzone a l’altra racconta episodi della sua vita personale, aneddoti sulla carriera, come il primo concerto che fece a Loano, il primo fuori dalla Lombardia. Ci parla degli amici Stratos, Rocchi, Camerini e De Andrè, che omaggia cantando “Il ritorno di Giuseppe”, da “La buona novella”.

finardFinardi espone la sua visione del mondo, parlando di politica e di rapporti umani, e il pubblico applaude il suo pensiero quanto le sue canzoni. Ma ovviamente sono le canzoni a far la parte del leone: Finardi spazia attraverso tutto il repertorio, sia con brani dal più recente album “Fibrillante”, che segna un forte ritorno all’impegno politico, da cui esegue “Come Savonarola” e “Lei si illumina”, sia con i brani più amati dal pubblico come “Extraterrestre” o “Le ragazze di Osaka”. C’è spazio anche per un omaggio a Leonard Cohen, “Halleuja”, di cui ha spiegato il vero significato del testo, un’ode alla musica, e per un ripescaggio dal disco “Anima blues” (che aveva presentato anni fa ad Albenga in una altro bellissimo concerto), “Holyland”. Altra riscoperta è “Laura degli specchi”, scritta per Alice. Ad accompagnarlo Paolo Gambino alle tastiere, Giovanni Maggiore alla chitarra e la nipote Federica al violoncello, musicisti dal tocco preciso ed elegante.

finarrdiiiFinardi racconta la delusione (condivisa da chi scrive queste righe) di chi sognava un mondo di pace e progresso e si ritrova oggi in un nuovo medioevo; eppure appare un uomo sereno, pacificato, in pace con la vita, persino ieratico nei gesti con cui accompagna la voce, che rimane quella calda e potente di sempre. Il pubblico chiede a gran voce il bis, Finardi si scusa dicendo che, operato di recente ad una mano, non riesce a suonare “Musica ribelle”, perciò si congeda con “Amore diverso”, dedicata alla figlia e altrettanto amata dal pubblico. Un bel concerto, il pubblico se ne va felice, prossimo appuntamento per Dischi Volanti sabato 16 alle ore 21 con Nada e Fausto Mesolella.

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*Foto di Pupi Bracali