Tratte, violenza e nuove forme di schiavitù: le iniziative della Liguria

Sfruttamento sessuale, messa in schiavitù ai fini lavorativi, matrimoni mani cacerecombinati, traffico di organi, reclutamento forzato di bambini per l’impiego nei conflitti armati, economie illegali trasversali.

RobertoMichels

Se n’è parlato in mattinata al circolo unificato dell’Esercito, a Genova, nel convegno “Trattare la tratta” promosso dall’assessorato alle politiche sociali e pari opportunità della Regione Liguria.

Un fenomeno difficile da comprendere e da fronteggiare che presenta ampie zone d’ombra che non rientrano, ancora, nelle statistiche ufficiali.
Anche l’Italia si trova ad affrontare queste forme di schiavitù contemporanee, particolarmente vulnerabile, la Liguria in modo specifico, anche e soprattutto perché terra d’approdo dai Paesi del Nord Africa e del vicino Medio Oriente, Libia, Egitto, Turchia, Siria.

«Lo stretto legame tra la tratta e il traffico dei migranti -irregolari, richiedenti asilo, minori non accompagnati- è noto, ciò che non sembra invece avere un limite è la capacità del “mercato degli esseri umani” di cambiare ed evolvere nel tempo», ha detto l’assessore regionale Lorena Rambaudi.

Un tempo essenzialmente legato alla prostituzione, lo sfruttamento delle persone sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti in ambito lavorativo: caporalato agricolo, badanti e collaboratrici domestiche “prigioniere”, minori avviati all’accattonaggio.

Spiega Rambaudi: «“In Liguria, “Contro la tratta Liguria in rete” e “Rete Liguria Sunrise”, hanno trasformato progetti pionieristici e innovativi in vere e proprie eccellenze frutto di competenza ed esperienza nella tutela di chi subisce violenze, minacce ed è privato di ogni diritto. Sono state realizzate azioni concrete, call center, unità di strada, accoglienza in comunità residenziali, percorsi di reinserimento sociale e lavorativo, ma soprattutto sono state sviluppate modalità di protezione e tutela realmente integrate ed efficaci che hanno permesso a tanti di emanciparsi da quella che è la schiavitù dei nostri tempi».
Realtà stabili che hanno prodotto benefici per l’ inclusione socio lavorativa delle vittime e per contrastare e contenere usura, prostituzione anche minorile, accattonaggio, spaccio, gioco d’azzardo.

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