Il Ponte di San Sebastiano di Loano com’era, com’è e come dovrebbe essere

Mentre l’Amministrazione Comunale si appresta a dare il via al ripristino e alla messa in sicurezza dell’antico Ponte di S. Sebastiano (così denominato dai primi decenni del ‘900), il Comitato Civico Loanese – per la tutela del centro storico ha provveduto a formulare, a tutte le autorità di competenza, alcune sostanziali segnalazioni circa i materiali che sarebbero da impiegare per i lavori in oggetto, differentemente dal “calcestruzzo architettonico, utilizzando come inerte materiali autoctoni”.

“Un grave errore, sia di carattere strutturale sia di carattere storico ed estetico”, spiega Grazia Noseda: “La pavimentazione originale era, infatti, costituita da un acciottolato di piccole pietre rotonde incastrate in un letto di sabbia. Le lastre di calcestruzzo con le quali è stata ricoperta, in epoca più recente, sarebber0, secondo il Comitato, in gran parte la causa del crollo per la spinta esercitata sulle spallette che, per dilatazione termica, è alquanto superiore a quella (praticamente nulla) esercitata dall’acciottolato”.

L’osservazione tecnica è stata messa a fuoco dall’associato Ing. Filippo Bonfiglietti che ha già, da parte sua, segnalato al Comune sia la situazione originale e la necessità del suo ripristino, sia l’esistenza della data scritta sul colmo del ponte “1691”, leggibile per la serie dei numeri da entrambe le parti del ponte (Vedasi anche “Loano, storia, monumento, itinerari, turismo” di Antonio Arecco- Ed.F.lli Stalla, Albenga 1983 p. 164 : -Il ponte attuale fu costruito nel 1691, data caratteristica leggibile nei due sensi da chi lo saliva da levante e da ponente, essendo segnato in pietruzze bianche sul culmine dell’arco fra le alte griglie dell’acciottolato, ora coperto da una colata di cemento”).

La lettera, da cui lo stralcio, è stata inviata anche alla Soprintendenza per i Beni Architettonici della Liguria, dalla quale è atteso il supporto a difesa del patrimonio storico-culturale della città di Loano.