La crisi libica minaccia anche l’export della Liguria

“#libia #madeinliguria #export ultimi tre mesi crolla del 35% valeva Luca Costi Confartigianato Liguria37,1mil€ con aumento del 73,5%”, è l’allarme lanciato su Twitter da Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato Liguria, che interviene così sulla crisi libica snocciolando alcuni dati-chiave: la grave situazione di tensione rischia di ripercuotersi anche sull’economia regionale, minacciando di ridimensionare pesantemente le esportazioni con il Paese nordafricano. Gli ultimi dati disponibili (settembre-novembre 2014) parlano, non a caso, di un forte calo dell’export del made in Italy verso la Libia: l’interscambio commerciale è crollato del 35%.

Un pesante calo che potrebbe avere conseguenze anche sul business della nostra regione: la Liguria, con 37,1 milioni di euro di export non energetico verso la Libia, in crescita del 73,5% tra gennaio e settembre 2014, si piazza al nono posto in Italia per peso delle esportazioni, che valgono il 3,5% del totale italiano. Ai primi posti Lombardia (23,3%), Veneto (13,9%) ed Emilia Romagna (12%), regioni che esportano dai 127 ai 247 milioni di euro di made in Italy verso il Paese nordafricano e che registrano, a differenza della Liguria, un andamento in calo (dal -23% del Veneto al -37% dell’Emilia Romagna).

È La Spezia la provincia più attiva della Liguria: con un export da 26,7 milioni di euro, incrementato di oltre il 124% nei primi tre trimestri del 2014, si posiziona addirittura al 12esimo posto in Italia. Ai primi posti Milano (118,6 milioni), Torino (quasi 54 milioni) e Salerno (47,2 milioni di euro). Dobbiamo scorrere la classifica fino al 32esimo posto per trovare un’altra provincia ligure: Genova, tocca i 9,3 milioni di euro di esportazioni non energetiche in Libia, in calo del 3,7%. Savona è 73esima con soli 1,1 milioni di euro di export (+225%). Imperia chiude al 106esimo posto (terzultima), con un valore delle esportazioni prossimo allo zero.