Riordino del sistema camerale: varate linee guida sindacati – Unioncamere

Comincia a sortire effetti il tavolo di confronto permanente sul riordino del sistema camerale istituito a dicembre dello scorso anno dalle federazioni di categoria Fisascat, Filcams, Uiltucs e da Unioncamere. Le parti hanno infatti definito un documento di indirizzo contenente le linee guida a cui dovranno attenersi le unioni regionali, le aziende speciali e le società partecipate, coinvolte da un importante processo di riforma legislativa e dalla progressiva riduzione del diritto annuale.

Il documento, stilato con l’obiettivo di perseguire un equilibrio complessivo tra il livello di servizi da erogare e la salvaguardia dei livelli occupazionali e retributivi del personale, definisce le strategie di riorganizzazione da adottare in risposta alla diminuzione delle entrate finanziarie.

Nel merito il documento chiarisce che, nell’ambito del confronto sindacale territoriale – al fine di rendere sostenibile la struttura occupazionale di ciascuna entità interessata – le parti potranno valutare l’eventuale ricorso ai prepensionamenti e agli esodi incentivati, ai piani di smaltimento ferie e permessi retribuiti arretrati e/o di riduzione/azzeramento del ricorso al lavoro straordinario, nonché all’applicazione del contratto di lavoro part-time su richiesta del dipendente, alla flessibilità oraria, ed alla revisione del salario di produttività. Inoltre le linee guida definiscono un vero e proprio sistema di relazioni sindacali fra Unioncamere e le organizzazioni firmatarie, quanto mai importante considerato il processo di riforma che coinvolge il sistema camerale nella sua interezza.

“Con la stesura di queste linee guida abbiamo condiviso le misure volte al mantenimento dell’occupazione degli oltre 3mila dipendenti dalle Unioni regionali, dalle aziende speciali e dalle società partecipate variamente coinvolti nel processo di riordino del sistema camerale – ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Vincenzo Dell’Orefice – Ciò che è stato condiviso ha l’ambizione di costituire un minimo comune denominatore affinché nei territori si eviti il ricorso a soluzioni penalizzanti per le lavoratrici ed i lavoratori e si privilegi un approccio finalizzato ad ottimizzare i servizi ed accrescere la produttività del fattore lavoro”. “Il Ddl di riforma della Pubblica Amministrazione non ha risparmiato le Camere di Commercio che tutt’ora costituiscono un importante punto di riferimento per tutti i settori produttivi – ha aggiunto il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri – La necessità di ridurre i costi di gestione non deve tuttavia incidere sul mantenimento livelli occupazionali e retributivi e le linee guida condivise con Unioncamere si muovono proprio in questa direzione”.

I sindacati hanno anche trasmesso al ministero del Lavoro un interpello in merito all’applicabilità degli ammortizzatori sociali per i lavoratori del settore. In particolare l’amministrazione centrale del dicastero dovrà fornire chiarimenti circa l’applicabilità dei contratti di solidarietà e della cassa integrazione in deroga, considerata la specificità della natura del datore di lavoro.