ANCI Liguria: “Ribadite con forza al Governo le richieste a sostegno concreto dei Comuni duramente colpiti dalle recenti alluvioni e ad oggi ancora lasciati soli”

“I Comuni della Liguria lanciano un grido d’allarme al Governo: dopo le Parlamento Aula 01recenti alluvioni hanno attivato immediatamente interventi di somma urgenza per mettere in sicurezza il territorio con le loro scarse risorse ma sono stati lasciati soli” – così Marco Doria, Presidente di ANCI Liguria, Sindaco di Genova e Sindaco Metropolitano. – “Gli aiuti dello Stato non sono arrivati o sono arrivati solo in minima parte e sono clamorosamente inferiori alle spese sostenute dai Comuni per far fronte all’emergenza. Per questo ci appelliamo con forza al Governo, non solo per ottenere ulteriore sostegno diretto, ma anche per avere maggiori spazi di manovra finanziaria per utilizzare risorse proprie dei Comuni attraverso lo sblocco del patto di stabilità interno”.

 Riduzione degli obiettivi del patto di stabilità 2015 relativamente agli interventi di somma urgenza e alle spese sostenute per far fronte ai danni arrecati dall’alluvione; esclusione dal patto di stabilità delle risorse provenienti da erogazioni liberali e donazione da parte di privati, cittadini e imprese; esclusione dalle riduzioni del Fondo di solidarietà comunale previste nel 2015; recupero dei fondi non utilizzati da precedenti eventi calamitosi; accensione di mutui dedicati alla difesa del suolo con oneri a carico dello Stato. Queste le principali richieste più volte avanzate al Governo da ANCI Liguria per dare un sostegno concreto ai Comuni liguri duramente colpiti dalle alluvioni di ottobre e novembre 2014.

“Senza lo sblocco del patto di stabilità, alcuni Comuni, come Chiavari, si ritrovano doppiamente danneggiati, perché hanno sospeso opere pubbliche già previste per dare la priorità ad interventi di somma urgenza, per i quali però non possono utilizzare risorse bloccate dal patto” – ha spiegato Roberto Levaggi, Vice Presidente di ANCI Liguria e Sindaco di Chiavari.

 “Al Governo ribadiamo con forza anche la richiesta di esclusione dal fondo di solidarietà, perché abbiamo bisogno di aiuto subito – ha aggiunto Rosario Amico, Vice Presidente di ANCI Liguria e Sindaco di Serra Riccò. – Basti pensare che a fronte di oltre 3 milioni di euro di danni causati dall’alluvione, il Comune di Serrà Riccò ha ottenuto un contributo di soli 1,5 milioni di euro”.

“La situazione più drammatica è proprio quella dei Comuni più piccoli, quelli sotto i 5.000 abitanti, che si trovano a dover fronteggiare danni per milioni di euro – ha confermato Michele Malfatti, Coordinatore della Consulta dei Piccoli Comuni di ANCI Liguria. – A questi Comuni ancora non è stata data una risposta concreta, se non in minima parte, e soprattutto grazie all’impegno della Regione Liguria”.

“Sono molte le aziende agricole che da sempre investono nel nostro territorio, creando sviluppo economico ed occupazione, e che oggi hanno perso il coraggio di investire – ha concluso Giorgio Cangiano, Sindaco di Albenga – Un Sindaco non può permettere che accada e deve dare risposte concrete ai cittadini, e subito”.

La Legge di Stabilità 2015 ha accolto solo l’emendamento che prevede il recupero di fondi non utilizzati da precedenti eventi calamitosi, quantificati complessivamente in 8 milioni di euro (art. 1, comma 53).

Relativamente alla possibilità di esclusione dal patto di stabilità per i Comuni alluvionati (art. 1 comma 489 lettera e), invece, la prossima settimana uscirà il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri contenente la ridefinizione degli obiettivi, dietro individuale ed espressa richiesta di spazi, per eventi calamitosi, interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici e del territorio ed altre motivazioni, per una riserva complessiva non ancora quantificata. Una misura che, oltre alla modalità “a sportello”, comporta il rischio di dispersione di pochi spazi tra troppe categorie di beneficiari.

Con una lettera aperta al Governo, ANCI Liguria ribadisce quindi la richiesta dell’esclusione dal patto di stabilità interno per i Comuni colpiti dagli eventi alluvionali, per sostenere la capacità di spesa per la ricostruzione e messa in sicurezza di opere e luoghi per le spese di urgenza e di quelle corrispondenti a risorse provenienti da erogazioni liberali e donazione da privati ed imprese.

 ANCI Liguria richiede inoltre la possibilità per i Comuni di utilizzare i ricavi derivanti dall’alienazione di beni patrimoniali per attivare interventi di risanamento idrogeologico e ambientale per la messa in sicurezza del territorio e la prevenzione dei rischi idrogeologici, con l’esenzione dall’obbligo di versamento al fondo per l’ammortamento dei titoli di stato del 10% delle risorse nette derivanti dalla vendita del patrimonio immobiliare dei Comuni.

 ANCI Liguria – in collaborazione con la Regione Liguria, che sta facendo l’istruttoria – si sta inoltre adoperando per l’inserimento dei finanziamenti relativi ai mutui per il risanamento idrogeologico con oneri a carico dello Stato nel programma “Italia Sicura”, in tema di dissesto idrogeologico, infrastrutture idriche ed edilizia scolastica, con l’obiettivo di favorire gli interventi di risanamento idrogeologico e ambientale per la messa in sicurezza del territorio, nonché la prevenzione dei rischi idrogeologici.

Per favorire la ripresa delle attività economiche nelle zone dei Comuni colpiti, infine, ANCI Liguria aveva chiesto al Governo l’estensione del Fondo di garanzia alle piccole e medie imprese che hanno subito danni – su questo tema si è attivata la Regione Liguria attraverso i fondi dei Programmi Operativi Regionali, gestiti dall’Assessorato allo Sviluppo Economico -, e resta ancora senza risposta la richiesta di stanziare una spesa di 30 milioni di euro al fine di concedere agevolazioni, nella forma di un contributo a ristoro dei tributi locali o contributo in conto interessi, alle imprese danneggiate.