Ritorna in Corso Italia a Savona la mostra-mercato Paesi e Sapori

Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio ritorna in Corso Italia a Savona Paesi e Sapori Stand La Compagnia dei Saporil’ormai consueto appuntamento di Paesi e Sapori, la mostra-mercato rivolta a tutti gli appassionati della buona tavola e agli amanti dei sapori semplici e genuini. Dalle ore 10.00 alle ore 20.00, oltre trenta selezionati produttori agroalimentari proporranno ai visitatori i prodotti tipici della propria tradizione enogastronomica regionale: dai vini del Monferrato ai salumi dell’Alto Adige, dai formaggi della Valle Camonica ai taralli artigianali pugliesi, dalle conserve ittiche liguri ai sughi e paté toscani. Ed ancora formaggi campani, piemontesi e sardi, dolci siciliani, miele e prodotti dell’alveare, salumi emiliani, riso vercellese, liquirizia grezza calabrese, erbe e spezie, frutta e verdura di stagione, pesto genovese…
«Paesi e Sapori – afferma Fabio Bongiorni, presidente dell’Associazione Nazionale La Compagnia dei Sapori – è un’iniziativa culturale che intende far conoscere l’identità delle regioni attraverso un viaggio nei sapori e nelle caratteristiche uniche di ogni singolo territorio. Passione e professionalità, storia e tradizione: sono questi gli ingredienti che rendono unico e speciale questo evento, apprezzato da un pubblico variegato per provenienza e formazione, specializzato o semplicemente incuriosito dalle prelibatezze in vendita e degustazione».
«Il lavoro svolto di valorizzazione delle tipicità enogastronomiche regionali e il conseguente rafforzamento dell’identità culturale dei territori è stato convalidato dal patrocinio ANCI per EXPO, prestigioso riconoscimento concesso alla manifestazione dall’Associazione dei Comuni Italiani, in vista di Expo 2015. L’evento è ideato dall’Associazione Nazionale La Compagnia dei Sapori, che dal 2006 promuove il lavoro di aziende agricole, imprese artigiane che rappresentano un’unica filiera integrata del gusto e che fanno della qualità, del legame con il territorio e delle lavorazioni tradizionali il proprio criterio operativo».

RobertoMichels

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