Tarditi (Sel): “Cosa ci insegnano le primarie liguri? Per noi impossibile un’alleanza con questo PD”

«A distanza di alcuni giorni dal voto per la scelta del candidato del PD alle Penna letteraprossime elezioni regionali, si possono fare alcune riflessioni su quanto avvenuto e sugli scenari futuri che questa competizione elettorale delinea» commenta Elvio Tarditi, Coordinatore Federale SEL Savona: «Appare sempre più chiaro che le primarie, così come si sono svolte in Liguria, costituiscono un’esperienza da dimenticare per i gravissimi episodi di malcostume che sono stati denunciati: e non importa se le “irregolarità” non incideranno sul risultato finale delle votazioni, perché la gravità di quanto accaduto rimane e dimostra che le primarie da “festa della democrazia” si sono progressivamente trasformate in una giostra che mostra il peggio della politica. Occorre a questo punto che, come richiesto da molti, si proceda a una loro istituzionalizzazione attraverso la definizione di regole cogenti dirette a definirne modi e forme di tenuta con relative sanzioni in caso di non rispetto delle regole».

RobertoMichels

«In un quadro così profondamente snaturato – prosegue Tarditi – è prevalsa in Liguria la candidata che meglio ha saputo interpretare a proprio vantaggio il laissez-faire della politica, quella che con maggior spregiudicatezza ha operato sul territorio per ottenere un consenso ampio e trasversale di tipo prevalentemente clientelare con l’unico obiettivo, peraltro dichiarato, di vincere con ogni mezzo la competizione. Agendo in tal modo ha dato inevitabilmente un preciso significato politico alla sua vittoria stravolgendo, forse in maniera irreversibile, anche il progetto politico del partito che rappresenta. Il PD ligure a questo punto assume come propria la disinvolta strategia politica delle larghe intese di Raffaella Paita, fondata sulla comunanza d’interessi spiccioli come essenza del proprio agire politico. Questo e cioè la mancanza di valori non solo di sinistra, ancor prima dell’allargamento a destra, è l’elemento principale che rende impossibile una nostra partecipazione a un’alleanza che sostenga la sua candidatura alla presidenza della Regione Liguria».

«Oltre ai differenti punti di vista rispetto a ciò che è utile e necessario fare nella nostra regione, che pure sono molti a cominciare dalla gestione rispettosa del territorio, è la differente visione della politica e dell’agire politico ciò che rende per noi impossibile un’alleanza con questo PD. A questo punto definito ciò che non è e non potrà più essere, occorre però indicare ciò che dovrà essere. Il contesto è senza dubbio difficile e talvolta sconfortante: alle difficoltà delle forze politiche che si richiamano ai valori della sinistra si unisce un’evidente frustrazione e senso di impotenza che pervade i tanti cittadini e le tante cittadine che pure si riconoscono i quei valori. Occorre quindi un importante scatto in avanti da parte di tutte le componenti: i partiti e i movimenti che si riconoscono nella sinistra debbono abbandonare posizioni preconcette e logore e aprirsi realmente alla società che è mutata; le cittadine e i cittadini di sinistra della nostra regione devono farsi avanti in prima persona per prendere in mano il proprio destino e il proprio futuro; quelle componenti organizzate e le persone che vivono con disagio all’interno del PD la trasformazione che il loro partito sta vivendo devono scegliere con chiarezza da parte stare senza timori. In gioco c’è tanto e abbiamo la possibilità di cambiare una storia che appare già scritta, ma dipende da tutti noi una netta inversione di tendenza», conclude il Coordinatore Federale SEL Savona.

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