Sindaco Mai: “Il governo vuole eliminare i piccoli comuni. La farsa delle funzioni associate”

«Il governo vuole eliminare i piccoli comuni. In questi ultimi 2 anni tutti gli Stefano Mai 2011amministratori dei comuni sono stati seriamente impegnati in incontri, riunioni, corsi di formazione, studio di leggi, decreti, deroghe e loro continue modifiche, per adempiere agli obblighi di legge che prevedono la gestione associata dei servizi, attraverso fusioni, unioni o convenzioni. I comuni posso scegliere la forma più consona, ed in provincia di Savona le più gettonate sono le unioni e le convenzioni. Ma ci sono evidenti differenze che portano ad un paradosso».

RobertoMichels

Così sostiene il sindaco di Zuccarello, stefano MAi, che prosegue: «Per quanto riguarda le convenzioni viene stabilito che entro i tre anni di gestione associata dei servizi si debba avere un risparmio pari al 5% e nel caso in cui alla scadenza del triennio, non vi fossero significativi livelli di efficacia ed efficienza nella gestione, i comuni interessati sarebbero obbligati ad esercitare le funzioni esclusivamente mediante unione di comuni. Per quanto concerne invece le unioni nulla è richiesto, anzi la norma prevede anche che sia possibile aumentare la spesa rispetto agli anni precedenti. Inoltre, la Regione Liguria, per stimolare le unioni dei comuni, prevede anche un contributo che può arrivare sino a 110.000 €».

«Qual è il senso? Sappiamo inoltre anche che difficilmente si potranno ottenere benefici in termini di miglioramento dei servizi e di contenimento della spesa pubblica ed allora per quale motivo il Sindaco dovrebbe operare difficili scelte di riorganizzazione amministrativa, se sa chiaramente che tutto ciò non porterebbe benefici? Per rispettare la legge? Oramai i piani del Governo Renzi sono ben chiari e ricordo che recentemente anche l’Anci, attraverso le dichiarazioni del suo presidente Fassino, ha manifestato la volontà di azzerare i comuni con meno di 15000 abitanti, portandoli numericamente da 8000 a 2500 entro il 2019. Quindi l’unione dei comuni, così caldeggiata ed indorata dai contributi regionali e dall’assenza di controllo economico, è solo un tentativo mascherato da parte del Governo con la complicità della Regione, di accorpare i comuni».

«Il titolo V della Costituzione Italiana prevede ancora l’esistenza dei comuni, perché allora i sindaci dovrebbero fare scelte che un domani porterebbero all’eliminazione del comune che amministrano? Chi garantirà allora i servizi ai loro concittadini?? Purtroppo dopo l’abolizione delle Comunità Montane, della riduzione dei consiglieri comunali, della riorganizzazione della Provincia, ora sono nuovamente i piccoli comuni ad essere nel mirino, additati come la causa degli sprechi della pubblica amministrazione. La chiusura dei piccoli determinerà il degrado, la desertificazione delle aree più depresse, la perdita delle tradizioni locali ed il dissesto idrogeologico dell’entroterra. I tagli devono essere fatti a livello centrale e non sempre sulla pelle dei cittadini. Tutto questo processo – conclude Stefano Mai – mi ricorda l’entrata dell’Italia nell’Unione Europea e ne stiamo pagando le conseguenze».

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